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La questione morale in Italia

La questione morale in Italia : Berlusconi, Mastella, Dell’Utri, Del Turco, Bassolino, Marrazzo, D’Alema, etc etc.
 

Strano paese il nostro !
Nessuno e’ piu’ veramente libero e tutti siamo ricattati da interessi molto piu’ forti di noi. Si e’ creato un intreccio innaturale di potere politico-imprenditoriale e mediatico, siamo assoggettati a un  perverso “Moloch” che impone ai cittadini regole impari e sacrifici immondi. Gli editorialisti della carta stampata, ad esempio, scrivono cio’ che i proprietari della medesima vogliono sentir raccontare. Le pochissime persone libere, quelle come  Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, hanno pagato con una morte atroce la loro dedizione nei confronti dello Stato. Come si possono nutrire speranze di  riscatto di fronte ad un Parlamento che non si differenzia molto dalle cloache romane ?
Esiste una vera personalita’ ‘’super partes’’ capace di salvaguardare i destini del nostro paese ? La mia risposta, e’ no. E’ assolutamente inutile parlare di alleanze politiche e di finte riforme  se non si mette al centro della discussione la ‘’questione morale’’. Solo dalla sua risoluzione puo’ venire un nuovo rinascimento economico, sociale e culturale. Alla radice dei comportamenti di Berlusconi &Co , risiede una sub-cultura medievale nemica strenua dello sviluppo. Parliamoci chiaro, non conviene a  nessuno prendersi in giro. Tale sottocultura non e’ solo di  Berlusconi &Co, essa e’ infatti diffusa largamente fra il popolo ed e’ comune a larga parte delle elites dell’ Italia.

E’ condivisa, purtroppo, anche dalla classe dirigente di centro-sinistra . Lo Stato non garantisce piu’ beni pubblici. Il governatore non e’ una persona che ha l’obbligo di rispondere al cittadino, ma e‘ diventato un ‘’principe medievale’’. A sinistra lo chiamano’’ il primato della politica’’ : lo Stato si occupa perche’ ci appartiene.  Ecco a voi i risultati di questo modo di governare.

A destra, invece, con il fallito lodo Alfano, con lo scudo fiscale e con la limitazione delle intercettazioni, hanno teorizzato una stato di tipo peronista. In questo quadro disastroso e comatoso, i poteri forti corrono in aiuto della classe politica. Nessuna riforma vera della scuola, ma solo tagli, nessuna riposta ai precari ed ai disoccupati, nessuna riforma strutturale. In questo scenario paradossale, abbiamo visto il fallimento dell’ Alitalia, ‘’i furbetti del quartierino’’ e lo scempio dei rifiuti di Napoli, nonche’ il fallimento progressivo delle migliaia di piccole imprese e lo sfaldamento dello stato sociale. Pensate davvero che una classe politica che ha questa concezione dello Stato fara’ mai quelle riforme necessarie per l’ammodernamento del paese.. ?

Qualcuno di voi pensa veramente che una classe politica capace di stravolgere l’intero sistema giudiziario perche’ i loro ‘’principi’’ non vengano processati, si preoccupera’ di fare riforme e di semplificare il sistema fiscale, riformare quello pensionistico e aggiustare quello sanitario?

Signori il ritrovato peronismo ecomico tremontiano e’ parallelo al peronismo giudiziairio di Belrusconi. O  si cambia l’intera classe politica, a destra e a sinistra,  o la rinascita ecominca rimarra’ una chimera. In Italia ci sono 9,5 milioni di poveri. Punto. Cosa dobbiamo aggiungere.. ? Aggiungo io, una cosa. Entro il 2013, rischiamo di fare la fine dell’Argentina .

Con il nostro terzo debito pubblico del mondo, non sara’ difficile arrivare a quel punto.

Gianluca Mastronardi

 

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