Press "Enter" to skip to content

La partita e´ ancora aperta

“Sono morti per noi e abbiamo un grosso debito verso di loro; questo debito dobbiamo pagarlo gelosamente continuando la loro opera, rifiutando di trarre dal sistema mafioso anche i benefici che possiamo trarne, anche gli aiuti, le raccomandazioni, i posti di lavoro, facendo il nostro dovere; la lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità; ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo egli mi disse “La gente fa il tifo per noi”; e con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione dà al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze (brano tratto dalla Lettera da Desy),
 

Queste le parole pronunciate il 20 giugno 1992 a Palermo da Paolo Borsellino per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani.  Ma come possiamo noi fare il nostro dovere, la nostra parte? Questo sito vuole essere una delle possibili risposte.

In particolare con la rubrica “I Mandanti Occulti” vorremmo seguire con attezione tutti gli sviluppi delle inchieste ancora aperte sulla strage di Via D´Amelio, per poter informare chi ne vuole sapere di piu´e poter essere vicini a quanti ancora cercano giustizia.
Ma c´e´ anche un´altra ragione: siamo convinti che l´atto fondativo delle cosiddetta seconda repubblica passi sui corpi di Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. I patti che sono stati sanciti tra Cosa Nostra e pezzi della classe dirigente italiana in Via D´Amelio a Palermo il 19 luglio 1992 influenzano ancora oggi la nostra vita, sono alla base delle ricorrenti “riforme” istituzionali come pure delle fortune di tanti sedicenti “uomini nuovi e vecchi” delle Istituzioni che con il ricatto hanno fatto carriera.

Non e´ quindi solo per sete di giustizia che vogliamo tener viva l´attenzione sugli sviluppi delle inchieste giudiziarie, ma anche per capire meglio il presente ed avere gli strumenti per poter scegliere in modo piu´ consapevole. Questa rubrica vorrebbe infine avere scopi terapeutici: aiutare chi soffre di preoccupanti vuoti di memoria a compiere uno sforzo e a ricordare. Non e´ mai troppo tardi.


Vogliamo far sentire ai Giornalisti ed ai Magistrati che non hanno smesso di fare il proprio lavoro con passione che non sono soli.

Molti politici, non ultima Emma Bonino ad ANNOZERO del 31 gennaio 2008,  ci raccontano che la classe dirigente e´ lo specchio del paese di cui e´ espressione.
Questo e´ vero solo in parte: una buona parte della societa´ italiana e´ decisamente meglio della classe politica che la governa ma non riesce a fare ascoltare la propria voce.
Penso alla
studentessa di Catanzaro che il 22 ottobre 2007 si rivolge a Salvatore, Sonia Alfano e Rosanna Scopelliti dicendogli che abbiamo bisogno di loro e che li ringrazia del loro aiuto.

Penso a Martina ed alla lettera da lei scritta a Paolo Borsellino.

La Magistratura ha fatto e sta facendo tutta la sua parte per accertare le responsabilita´ dei mandanti esterni alla strage di Via D´Amelio, ma altri pezzi delle Istituzioni ed in particolare della politica ostacolano apertamente questo cammino affinche´ non siano acclarate le loro responsabilita´.

Ma non e´ un caso che appartenenti alla magistratura rifiutino di mollare per sedersi sulle poltrone riservate agli specialisti delle carte a posto.
Quando hai visto cadere uno dopo l´altro colleghi che facevano semplicemente il proprio dovere diventa piu´ difficile dimenticare: il colore delle toghe ritenute “buone” solo una volta morte, rosso sangue, resta dentro per sempre per chi con questi uomini e donne ha condiviso principi ed esperienze di lavoro.
Non c´e´ riforma dell´ordinamento giudiziario che tenga.
Lo stesso vale per i Giornalisti dalla schiena dritta che continuano a raccontare i fatti e cercano spazi per spiegare cio´ che sta accadendo: anche loro hanno pagato un prezzo molto alto per essersi rifiutati di chiudere gli occhi.
Basta pensare alla passione con cui pur tra mille difficolta´ Riccardo Orioles continua a far vivere nei suoi pezzi le idee di Giuseppe Fava.

Questa rubrica e´ infine la continuazione del lavoro iniziato sul sito non ufficiale del giornalista Marco Travaglio.

Vorrei ringraziare tutti gli amici del FORUM di quel sito ed in particolare gli amministratori Ponzetti ed Ottaviano, i moderatori Robespierre86, Sweepsy e Luca Schiavoni: con loro ed altri utenti abbiamo avuto la possibilita´ di scambiarci molte informazioni e di venire in contatto direttamente con Salvatore. Sono tutti invitati a partecipare al forum di questo SITO per continuare a lavorare assieme.
Un ringraziamento particolare va a Salvatore e a suo figlio Marco che hanno preparato e dato vita a questo spazio per realizzare il nostro progetto.

 

Ora gli aggiornamenti sulle inchieste relative alla strage di Via D´Amelio.

Il 6 febbario 2008 il GIP di Caltanissetta Ottavio Sferlazza ha ordinato alla direzione antimafia di Palermo l’iscrizione nel registro degli indagati, con l’accusa di furto aggravato dall’avere agevolato l’associazione mafiosa, del tenente colonnello Giovanni Arcangioli, nel 1992 comandante della sezione del nucleo operativo del gruppo Palermo I, ora insegnante nella scuola allievi carabinieri di Roma.
Il tenente Arcangioli era stato gia´ indagato dalla Procura di Caltanissetta per false informazioni al pm in merito alla sparizione dell´agenda rossa di Paolo Borsellino dalla borsa del Magistrato il 19 luglio 1992. Nel luglio e nel novembre 2007 il GIP di Caltanissetta Sferlazza si era opposto alla richiesta di archiviazione della posizione dell´Arcangioli ed aveva ordinato
nuove indagini.

Inoltre il 21 febbraio 2008 il Consiglio Superiore della Magistratura ha nominato Sergio Lari Procuratore Capo a Caltanissetta. Era dal 12 luglio 2006 che la Procura di Caltanissetta era senza Procuratore capo, dal momento in cui Francesco Messineo era stato nominato Procuratore capo a Palermo. Lari ha svolto un ottimo lavoro presso la Procura di Palermo e siamo fiduciosi che la sua nomina possa dare nuovo impulso anche alle indagini ancora aperte sulla strage di Via D´Amelio.

 
Un caro saluto a tutti coloro che contribuiscono e che vorranno contribuire a questo sito.


Marco Bertelli

Be First to Comment

Lascia un commento