Il 10 febbraio 2014 una rappresentanza di studenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Andria ha realizzato uno striscione per testimoniare sostegno e vicinanza ad un UOMO prima, e magistrato poi, “colpevole” di fare il proprio dovere e di voler cercare la verità sui misteri che avvolgono una delle pagine più buie e tragiche della storia del nostro paese.
Recentemente il Dott. Di Matteo è stato destinatario di pesanti minacce di morte.
Questi ragazzi, alcuni dei quali – ad onor del vero- hanno colto l’occasione per trascorrere un’ora di lezione “atipica”, con la purezza e la leggerezza che contraddistingue la loro età hanno scelto da che parte stare, NON SONO RIMASTI INDIFFERENTI – proprio l’indifferenza genera complicità e quindi OMERTA’ – SI SONO SCHIERATI.
In quella comunità scolastica, lo scorso 10 febbraio, si respirava il fresco profumo di libertà – tanto caro a Paolo Borsellino- che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della COMPLICITA’.
Diceva Gesualdo Bufalino che per liberarsi della mafia bisognerebbe armare un esercito di maestri a cominciare dai maestri elementari sino ai professori delle scuole superiori. Con quello striscione quel “piccolo esercito”, che insieme a tanti altri studenti, insegnanti, cittadini onesti rappresenta la parte più bella della città di Andria, era presente e si è SCHIERATO al fianco di NINO DI MATTEO.
Giuseppe Leonetti

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