di Francesco Bertelli – 3 luglio 2016
8, 9, 10 luglio 2016 a Manciano (Grosseto)
La mostra di fumetti delle Agende Rosse fa esperienza di Cartoon Village il Festival dedicato al mondo dell’animazione e del fumetto.
Il punto di forza rispetto ad altre iniziative di settore è quello di porsi come un evento dedicato ad un pubblico popolare, oltre che settoriale. La forte connessione con il tessuto sociale del paese ospitante, la trasformazione scenografica e toponomastica delle vie del centro storico in un vero e proprio villaggio a cartoni animati e i mille microeventi artistici, regalano al visitatore l’esperienza di entrare e vivere in una coloratissima dimensione del fantastico!
Quelle che i gruppi Peppino Impastato di Grosseto e di Milano delle Agende Rosse regaleranno sarà un’esperienza diversa perché racconteremo storie di uomini e donne che per passione civile, nella ricerca continua della verità e della giustizia, hanno messo in gioco la loro vita per rendere il Nostro Paese più libero e democratico. Inoltre ci sarà uno spazio creatività in cui inviteremo disegnatori presenti al festival, ma anche persone comuni bambini a disegnare le loro emozioni nell’ascoltare storie in cui si ritrovano violenza, depistaggi, delegittimazioni, omissioni, colpevoli silenzi, mancati ricordi, ipocrisie e assurde carriere, perché, come raccontava Peppino Impastato, la mafia è una montagna di merda, e tutti dobbiamo saperla riconoscere, per combatterla … Perché la mafia non è solo quella che ci hanno sempre raccontato, è molto peggio!
Ma noi possiamo conoscerla e sconfiggerla anche se è un nemico infido, che si insinua in ogni luogo e si maschera dietro apparenti figure per bene , tutti noi possiamo diventare gli aiutanti dei nostri super eroi Giovanni, Paolo, Peppino e tanti altri perché anche se ci guardano da lassù le loro idee continuano a camminare sulle nostre gambe e sulle gambe di chi saprà ri-raccontare le loro storie che servono a sconfiggere i nemici della pace, della verità, della giustizia, della libertà e della democrazia.
Francesco Bertelli

Be First to Comment