Rimembrando il pensiero di Socrate, sull’etica e sulla morale, nel libro Repubblica mi viene da chiedere se gli astanti politici siano consapevoli del loro ruolo affidato dagli elettori.Io sono convinto di no! Anzi, temo che proprio dalla prosopopea del loro ego, traggono linfa per commettere nefandezze e considerare l’elettore come un oggetto usa e getta.
I casellari giudiziari e le recenti cronache evidenziano il bel campionario che siede negli scranni della nostra Democrazia. Ah! Se venissero al mondo i nostri Padri fondatori! Pertini, Togliatti, De Gaspari, Ferruccio Parri e tanti altri, chissà quante pedate nel sedere a questi politicanti fai da te.
Ma non solo al Parlamento possiamo essere orgogliosi di aver cotanta rappresentanza, anche negli Enti locali.
Sembra che tutti questi miseri attori saliti alla ribalta del potere politico, siano avulsi da qualsiasi logica integerrima che vuole il politico moralmente ed eticamente al di sopra di ogni sospetto.
Col cavolo! Le recenti vicende di senatori e onorevoli, sono l’evidente degrado in cui versa la politica di questo Paese, ad iniziare dal premier Berlusconi che non accetta di essere giudicato per supposti fatti non commessi nell’esercizio delle sue funzioni.
Lor signori, compreso il Premier, devono mettersi nella zucca che non ci possono essere “zone franche”, ove chiunque può pascolare liberamente e a piacimento nel giardino dell’illegalità.
E ancor più dannoso per la stessa Democrazia è che, quando un pseudo politico viene sorpreso con le mani nella marmellata, scatta immediatamente il mutuo soccorso dell’intera casta. Cosentino è la prova provata.
Le ridda di rimbrotti ed accuse, peraltro ormai stantie, ad una magistratura politicizzata campeggiano su tutti i mass media. È ovvio che conosciamo bene le sirene ed anche il suonatore di questa campagna contro i Giudici: il discredito è lo sport preferito di mister B. che si avvale, di tanto in tanto, del pupiddu (bello) Capezzone.
Non riesco a capire quando lo intervistano dove posi il suo sguardo fisso: uno sguardo proiettato all’Infinito come la poesia di Giacomo Leopardi.
Un altro aspetto, del tutto opinabile, è la cosiddetta vita privata del politico. Voglio sottolineare e riaffermare che non sono d’accordo con coloro che pensano che la vita privata del politico dovrebbe rimanere ermeticamente chiusa in quell’alveo della privacy.
La vita privata dei politici dovrebbe essere come “un libro aperto“, trasparente e non devono affatto indignarsi se l’opinione pubblica chiede loro comportamenti consoni al ruolo che ricoprono. Non entro nei dettagli, altrimenti scatenerei un putiferio.
Un altro momento davvero vergognoso che sta vivendo il nostro Paese è il killeraggio mediatico a cui vengono sottoposti dissidenti o oppositori del pensiero berlusconiano.
Chi non è d’accordo con me è contro di me! Questa è la filosofia imperante nel regno virtuale del berlusconismo. E, la triade Feltri, Sallusti e Porro, sono i nuovi catoniani interpreti di questo liberal pensiero, fatto di censori che hanno l’ardire di erigersi al centro dell’universo e detentori di verità assolute.
Esimi giornalisti, ho avuto l’onore di conoscere vostri colleghi preparati e onesti il cui riferimento era la deontologia professionale. Con loro potevo anche anticipare riferimenti investigativi, tanto non l’avrebbero mai pubblicato ed infatti non è mai successo.
Oggi, invece, alcuni giornalisti, pur di accattivarsi le lodi del potente di turno, passerebbero sul cadavere della propria mamma: che miseria umana.
Qualcuno definisce il giro vorticoso di veline “dossieraggio”, non sono d’accordo. Non c’è nulla di dossieraggio, c’è solo la netta volontà di riproporre il “venticello” del Barbiere di Siviglia di Rossini; calunniare, calunniare e calunniare.
Poi, poco importa far conoscere agli italiani il colore dei calzini del giudice Mesiamo: l’importate era farlo apparire come un soggetto che non avrebbe potuto e dovuto emettere un giudizio nei confronti dell’azienda del regnante di turno. Questo è giornalismo?
Pippo Giordano

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