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L’ ennesimo fallimento dello Stato

Gregorio Bellocco, il capo della cosca cui Maria Concetta Cacciola si è ribellata (Sapone) Apprendo con amarezza, e tanta rabbia, che a Rosarno (RC) si è “suicidata” una testimone di Giustizia: Maria Concetta Cacciola, di soli 31 anni. La Sig.ra Maria Concetta era scesa giù in Calabria per vedere i figli. Chi doveva tutelare la Sig.ra Maria Concetta?  Dov’èra, dov’è lo Stato? Questo non sembra un suicidio: quando lo Stato non riesce a proteggere, a tutelare un testimone di Giustizia, questo non diventa un omicidio di Stato?  Già, lo stesso  Stato che dovrebbe garantire la protezione di un testimone di giustizia. Che lo Stato finge di esserci, ce ne siamo accorti un po’ tutti, ma che lo Stato riesca a fregarsene dei testimoni di Giustizia, mi indigna, mi provoca dolore, rabbia, perchè mi chiedo (forse ingenuamente) se lo Stato Italiano ha capito cosa sia la Giustizia, non dovrebbe esso stesso essere promotore, testimonianza viva e attiva, della Giustizia?   I testimoni di Giustizia sono un dono per la nostra società, sono un bene comune, un esempio di vita, sono coloro che, non solo testimoniano sacrificando la loro vita per tutti noi, ma sono delle persone che hanno fatto una scelta ben precisa: non voltarsi dall’altra parte, non piegarsi alla mafia, non scendere a compromessi, tutte situazioni che invece parte della politica fa senza dignità e senza pudore, con disonore. Mi chiedo con quale diritto questo Stato mi rappresenta?

È un omicidio di Stato ogni volta che avete cambiato la nostra Costituzione, ogni volta che calpestate il diritto di parola, ogni volta che negate la VERITA’, ogni volta che pronunciate la parola legalità facendola diventare scambio di merce o quando dovete ripulirvi una coscienza corrotta, ogni volta che un cittadino o un testimone di Giustizia non si sente tutelato nei suoi diritti, ogni volta che negate il diritto di avere giustizia ai familiari delle vittime di mafia, ogni volta che permettete che si faccia un uso sbagliato dell’informazione, ogni volta che attaccate e delegittimate chi combatte veramente la politica corrotta e la mafia; già pensavamo di doverci difendere da quest’ultima, e non da uno Stato che, o ha smesso di credere in un mondo migliore, o è complice di questo sistema colluso. Il “suicidio” (se cosi fosse!?) di Maria Concetta Cacciola, è l’ennesimo fallimento dello Stato. È un pugno allo stomaco per noi cittadini che lottiamo e crediamo con tutte le nostre forze nel cambiamento, nella giustizia, nella bonifica totale di questo territorio ormai violentato non solo dalla ‘ndrangheta, ma anche da politici corrotti e da un’antimafia di circostanza, finta. Ed è per questo che, nonostante proviamo amarezza e rabbia per questa vicenda, noi non ci arrenderemo, non faremo neanche un passo indietro, perché lo Stato ha fallito, la ‘ndrangheta potrà anche esultare per pochi istanti, ma noi, cittadini puliti, che hanno come punti di riferimento  testimoni di Giustizia come Rocco Mangiardi e Gaetano Saffioti ed alcuni magistrati come Nicola Gratteri, Salvatore Vitello, Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, sentiamo, parliamo, vediamo e non molleremo, non permetteremo che questo Stato possa compiere un altro “omicidio” alla nostra dignità, alla nostra intelligenza, alla nostra sete di Giustizia, alla nostra LIBERTA’!


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