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Ingroia. Tanti nemici, tanto onore

Ora che l’incarnazione del male italico sta partendo per il Guatemala; ora che la panacea di tutti i male della Giustizia italiana sta lasciando il Bel Paese: ora che “l’uomo nero” non fa più paura, in tanti sorridono gongolati che lo “juncu si può rialzare, talchè la piena sta emigrando”. Sbagliato! La partenza del giudice Ingroia non scalfirà le indagini sulla Trattativa Stato – mafia. Scordatevelo! Altri suoi colleghi, Lia Sava, Nino Di Matteo, Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia condurranno con medesima competenza e determinazione le indagini. Ma la presenza di Ingroia produceva un tale prurito che nemmeno l’Urtica dioica era in grado di procurare. Adesso sono felici. I primi ad essere stracontenti che Ingroia andrà via, saranno Cicchitto e Gasparri: dalle loro pregresse dichiarazioni, si evince una sgradevole lotta personale nei confronti di Ingroia: era diventato un leitmotiv e non perdevano occasione per attaccarlo. Ora cosa faranno che gli è stato tolto il passatempo e il giocattolo con cui trastullarsi? Cavoli loro! Una nobildonna, al secolo Santanché, ancor prima che l’aereo iniziasse a rullare, si è esercitata in un vero e proprio proclama contro Ingroia ed ha affermato: “Non me la sento di parlare di partito degli onesti finché non ci sarà in questo Paese una giustizia onesta”. Signora Santanchè semmai se lo fosse dimenticato, lei e il suo PDL è da vent’anni che siete al potere e quindi perchè non avete fatto un bel nulla per cambiare la Giustizia? Poi, mi permetta di dissentire sulla sua affermazione su Dell’Utri: la condanna al momento afferma il contrario, ovvero che è ”vicino” alla mafia. Il resto sono chiacchiere da PDL. Inoltre, perchè non dice nulla sull’onestà dei politici? Allora si guardi attorno all’Emiciclo e vedrà tanti pregiudicati intorno a lei che di certo hanno calpestato, non solo l’onestà ma anche il giuramento di fedeltà alla Costituzione. E se non basta dia uno sguardo ai ladri nelle Amministrazioni locali. Al Giornale.it che ha definito Antonio Ingroia fondatore della “Magistratura Turistica”, dico che io preferisco una Magistratura turistica piuttosto che giornalisti pataccari o pagati dai Servizi.

E che dire di quella anonima commentatrice di nome “Antonia”, che riferendosi a Ingroia, in un commento sul Fatto Quotidiano ha scritto: “ Basta stare a sentire questo picolo funzionario logorroico! Si esprima attraverso le sentenze, che quasi sempre, poi, lo hanno smentito”.

Ora, la signora Antonia sarà “paga come l’anatra sul lago” – versi di Lucio Battisti – che Ingroia tra un po’ non sarà in Italia. Epperò, mi chiedo quale alto intelletto esprima la suddetta signora, atteso che si nasconde dietro un anonimo nome. Poi, abbiamo l’ex premier, recentemente condannato e che vuole riformare la Giustizia, quindi un pregiudicato che vuol riformare il Diritto penale. Mah! Solo in Italia si sentono idiozie a tutto volume. E che dire della dichiarazione espressa da Berlusconi sui magistrati di Palermo e quindi anche su Ingroia, che avevano intrapreso “indagini su cose vecchie, con un dispendio di denaro pubblico”. Certo, accertare cosa sia successo davvero in via D’Amelio, sono cose vetuste, è vero signor Berlusconi? Non le è mai passato per la mente che c’è una parolina tanto cara ai familiari delle vittime delle stragi mafiose 92/93 e a milioni di italiani e che si chiama VERITA’? Di converso non ho visto strapparsi le vesti a nessuno, quando Gaspare Spatuzza ha fatto emergere “il fango” intorno alla strage di via D’Amelio, ovvero scoprire che sette persone condannate all’ergastolo, erano in realtà innocenti, con la conseguenza che ancora oggi non abbiamo un colpevole. E, nessun elogio ai Magistrati che hanno scoperto l’inganno: ma si sa erano gli stessi Giudici che coi soldi dei contribuenti, rispolveravano “Cose vecchie”.

Berlusconi, Cicchitto, Gasparri, Santanchè e tanti altri, non hanno compreso che l’odio riversato verso Ingroia si è trasformato in tanto onore: sono stati “Vinti”. Sono colmi di rabbia, perchè accusando Ingroia un giorno si e l’altro pure, non sono riusciti a fermare l’inesorabile corso dell’azione penale, che è bene rimarcarlo, non era affatto affidata al solo Ingroia. E’ vero! I processi in itinere ci faranno conoscere l’esito, ma intanto la macchina della Giustizia continua con nuovi impulsi investigativi. Ed è per questo che, pur essendo dispiaciuto per la partenza di Ingroia, sono sereno e consapevole che il “testimone” sia rimasto in mani solidi, ossia al Pool della Procura di Palermo: così come Ingroia lo era diventato di Paolo Borsellino. In ogni caso, “Vinti” fatevene una ragione e non dubitate che il vincitore tornerà di nuovo ad indagare su “Cose vecchie” e perchè no! Anche su cose nuove, magari facendo il turista per scoprire le vostre malefatte.


Pippo Giordano


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