In attesa che il Csm divida torti e ragioni (nell’attività della Procura di Milano) tra il capo del pool reati contro la pubblica amministrazione, Alfredo Robledo, e il capo della Procura Edmondo Bruti Liberati con i suoi vice Ilda Boccassini e Francesco Greco, almeno su uno dei casi denunciati da Robledo è già possibile mettere un punto fermo documentale: è cioè vero che il travagliato fascicolo su Vito Gamberale, per turbativa nell’asta bandita dal Comune di Milano il 16 dicembre 2011 per vendere il 29,75% della società di Linate e Malpensa incamerando soldi necessari a far quadrare il bilancio, da inizio dicembre 2011 a metà marzo 2012 fu trattenuto dal procuratore capo nel proprio ufficio per «una deplorevole dimenticanza», creando «ritardo esclusivamente a me imputabile».
Parola di Bruti stesso. In una lettera al protocollo riservato. Non di adesso, nel pieno delle polemiche con Robledo, ma del 2012, all’epoca proprio dei fatti.
Possibile? Sì, come ora prova una lettera scritta il 23 marzo 2012 proprio da Bruti a Robledo «al fine di evitare il protrarsi di una situazione di difficoltà nell’immagine esterna dell’Ufficio». Bruti ricostruiva che «nell’imminenza della festività di S.Ambrogio/Immacolata, stante la chiusura festiva dei nostri uffici amministrativi, ho trattenuto il fascicolo nel mio ufficio», dopo che in una riunione si era deciso di affidarlo appunto a Robledo per competenza interna. «Purtroppo – proseguiva Bruti – non avendo provveduto io alla riassegnazione immediatamente dopo il “ponte”, successivamente, per una mia deplorevole dimenticanza, il fascicolo è rimasto custodito nel mio ufficio». È una assunzione di responsabilità costosa per il procuratore, di cui però si scorge una puntuta ironia nell’aggiungere «tu (Robledo ndr ) non mi hai più chiesto notizie dopo, immagino per discrezione». Qui si coglie un possibile «Aventino» di Robledo, forse indispettito per il ricevere il fascicolo ad asta ormai celebrata e senza più chance di intercettazioni o perquisizioni tempestive. «Dopo aver interpellato te e Fusco – aggiungeva Bruti il 23 marzo 2012 – ho ricostruito mentalmente l’iter dei movimenti del fascicolo, che infatti ho rinvenuto nel mio ufficio dove lo avevo posto in dicembre». Nel consegnarlo a Robledo «con delega nominativa in ragione della delicatezza della situazione», Bruti si diceva «convinto che la tua esperienza e la tua abnegazione ti consentiranno di gestire al meglio questa delicata situazione, nonostante il ritardo, ripeto, a me esclusivamente imputabile». Robledo 20 giorni fa ha concluso l’inchiesta, contestando a Gamberale la turbativa d’asta non per le condizioni del bando (su cui i tecnici del Comune avrebbero stoppato interferenze) ma per una ipotizzata illecita intesa con l’indiano Behari Vinod finalizzata alla desistenza della società indiana in cambio della «promessa di cedere poi una quota tra 5% e 7%» .
Luigi Ferrarella (Il Corriere della Sera)

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