Ringrazio il mio difensore – l’avv. Fabio Repici – per l’eccellente impegno profuso nel difendermi.
Ringrazio i tanti amici che mi sono stati vicini da ogni parte d’Italia. Spero solo di trovare il tempo, a questo punto, alle centinaia di migliaia di e-mail e di messaggi su facebook che ho ricevuto in questi giorni.
Confermo la mia più assoluta stima ed incondizionata subordinazione al Capo della Polizia, alle Istituzioni dello Stato e ringrazio i tantissimi colleghi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, del ROS, della DIA e della Guardia di Finanza, con i quali ho avuto l’onore di collaborare in oltre 20 anni della mia attività professionale.
Ringrazio ancora i numerosi signori magistrati – requirenti e giudicanti – che hanno avuto fiducia nel mio lavoro e nella mia persona e che questa fiducia mi hanno confermato fino a ieri, con attestazioni di stima e conferimenti di incarichi in delicatissimi procedimenti di mafia e di omicidio, anche pendenti presso la Procura della Repubblica di Roma che mi ha indagato.
Un grazie particolare va a mia moglie ed ai miei figli, che mi sono stati vicino ed insieme a me hanno sofferto questo calvario e patito le ingiustizie di una perquisizione domiciliare della mia abitazioni e delle abitazioni di Trabia e di Castelbuono dei miei congiunti, che i giudici del Riesame di Roma hanno dichiarato del tutto illegittime.
In ultimo mi sia consentito di ringraziare più di tutti Salvatore Borsellino ed i ragazzi del movimento 19 luglio 1992, che mi hanno dato la forza e la voce per resistere alle ingiustizie che ho subito.
Gioacchino Genchi
Palermo, 10 aprile 2009
Il poliziotto di cui l’Italia ha bisogno
di Marco Salvi
“Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni” tale da rendere “la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia”.
Questa è la motivazione con cui Gioacchino Genchi il 20 marzo 2008 è stato sospeso dal servizio presso la Polizia di Stato.
Un dipendente di Berlusconi ha dato del bugiardo a Genchi su Facebook e lui si è difeso. Questo il pretesto con cui Gioacchino Genchi il 20 marzo 2008 è stato sospeso dal servizio presso la Polizia di Stato, a causa delle pressioni “politiche” esercitate sul Capo della Polizia.
La permanenza in servizio dei 4 agenti della alla Questura di Ferrara processati per l’omicidio di Federico Aldrovandi e gli altri 4 agenti prossimi al rinvio a giudizio per favoreggiamento nella stessa vicenda non è gravemente nociva per l’immagine della Polizia?
Dopo i fatti del G8 di Genova, Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz è stato promosso questore e ufficiale di collegamento Interpol a Bucarest;
Michelangelo Fournier, 2 anni di carcere in tribunale, è al vertice della Direzione Centrale Antidroga; Alessandro Perugini, celebre per aver preso a calci in faccia un quindicenne, condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a 2 anni e 3 mesi per arresti illegali, è divenuto capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente in quella di Alessandria. Mantenere questi individui in servizio non è gravemente nocivo per l’immagine della Polizia?
E gli agenti che hanno percosso ed ucciso Giuseppe Turrisi, senzatetto, a Milano o Riccardo Rasman, invalido, a Trieste?
Non commetta altri errori, Dottor Manganelli, ceda alle pressioni della sua coscienza e sospenda dal servizio quelli che veramente sono indegni di indossare una divisa, ma soprattutto riammetta al più presto in servizio Gioacchino Genchi: sono questi i poliziotti di cui ha bisogno l’Italia.
Agenzie di stampa del 10 aprile 2009:
Genchi, riesame annulla sequestro archivio del consulente (APCOM)
Roma, 10 apr. (Apcom) – “Il tribunale del riesame confermando le nostre censure all’operato della Procura di Roma riafferma il principio di legalità violato in ordine dai magistrati della Procura generale di Catanzaro, dal Ros dei carabinieri e da un funzionario dell’Agenzia delle entrate e dalla Procura di Roma. Preciso che in questa Procura lavorano anche magistrati integerrimi ed eroici, ma questa indagine dimostra come la direzione di quest’ufficio abbia riportato il calendario ai tempi del porto delle nebbie”. Così ha affermato l’avvocato Fabio Repici, difensore di Genchi, in relazione alla decisione del tribunale del riesame che ha annullato la perquisizione e il sequestro effettuato il 13 marzo scorso.
(AGI) – Roma, 10 apr. – Il tribunale del Riesame di Roma ha annullato il sequestro dell’archivio di Gioacchino Genchi, il vicequestore ora sospeso che per anni ha lavorato come consulente di numerosi uffici giudiziari italiani. L’annullamento riguarda sia il sequestro relativo al reato di abuso d’ufficio sia quello per accesso abusivo a un sistema informatico e violazione della legge sulla privacy. “Esaminata la richiesta di riesame – si legge nel dispositivo dell’ordinanza del collegio presieduto da Francesco Taurisano – del decreto di perquisizione con conseguente sequestro emesso, l’11 marzo 2009 (ed eseguito il 13, ndr), dal pubblico ministero presso il tribunale di Roma nei confronti di Gioacchino Genchi, persona nei cui riguardi si investiga per le provvisorie incolpazioni di abuso d’ufficio continuato come descritte sotto i capi 1 e 2, annulla il decreto”. Dello stesso tenore l’altra ordinanza per le ulteriori contestazioni.
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Messina, manifestazione del 28 marzo 2009
“Io sto con Gioacchino Genchi”
(fonte supan71)
IO STO CON GENCHI
Speciale a cura del BLOG WWW.VOGLIOSCENDERE.ILCANNOCCHIALE.IT

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