Qualche giorno fa ho scritto a chiare lettere che i Sepolcri imbiancati devono stare lontano da Capaci e via D’Amelio. Ebbene, oggi alle luce di proposte di premio per attività antimafia da assegnare al governo presieduto da Silvio Berlusconi, sarò ancora più esplicito: non presentatevi, rimanete nelle vostre poltrone e così si risparmieranno fior fior di quattrini, ma soprattutto ci risparmierete penose pupiate. E, vorrei chiedere ai ”Sepolcri imbiancati”, ma quante volte siete andati, senza il codazzo dei media, nella tomba di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? Ci scommetterei, che non sapete nemmeno il luogo dove sono sepolti. Eppure, in centinaia e migliaia di cittadini, provenienti da tutta Italia, a proprie spese, si recano innanzi alle bare di Falcone e Borsellino per portare un segno di riconoscimento del loro martirio. Ho visto davanti le loro tombe piccoli oggetti lasciati amorevolmente, per dimostrare gratitudine a due grandi Uomini: un piccolo ma grande gesto d’amore che voi “Sepolcri imbiancati” non avete o parimenti avete smarrito.
Qualche minuto fa, commentando una notizia, ho scritto: “ tutto questo risvegliar di sensi nelle vicinanze del 23 maggio mi lascia perplesso e per fortuna che mancano solo pochi giorni”. Lo dico con onestà e franchezza, non vedo l’ora che passi il giorno 23, almeno gli pseudo amici di Falcone smetteranno di spendere il suo nome a mo’ di grancassa con tante inverosimili pregresse frequentazioni. E, proprio nel ventennale della morte di Falcone e Borsellino, mi tocca udire che si vuol premiare chi, un giorno si e l’altro pure, ha indirizzato infamanti offese verso la Magistratura: mi fa star male. Io non sono un dotto della giurisprudenza, sono stato soltanto e semplicemente un manovale del Diritto penale. Eppur tuttavia, ho capito benissimo il senso della dichiarazione di Silvio Berlusconi, quando ha affermato che ci sono magistrati (riferendosi a quelli di Palermo) che stanno riaprendo indagini vetuste con aggravio per le casse dello Stato. Ho capito benissimo il senso della legge sul limite temporale dei 180 giorni dei collaboratori di giustizia; tapparne la bocca. Ho, trepidato e non poco, quando con la scusa della privacy si voleva a tutti i costi limitare l’uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Ma la privacy non c’entrava nulla, la proposta era finalizzata ad imbavagliare i PM ed impedire che gli altarini venissero scoperti. E, che dire del can can giornaliero sui media, riferito alla decurtazioni di risorse finanziarie al comparto sicurezza? Se per il procuratore nazionale antimafia tutto questo è meritevole di plauso con l’assegnazione di un premio, prego faccia pure! Evidentemente, da semplice comparsa delle investigazioni non ho capito nulla. Giova evidenziare un dato di fatto, ovverosia, che se i PM di Palermo e Caltanissetta, non avessero dato credito a Spatuzza e ripreso quelle vetuste indagini, tanto indigeste al “Cavaliere”, oggi avremmo degli innocenti in carcere per la strage di via D’Amelio. E, se non fosse stato per Massimo Ciancimino, non avremmo mai saputo della “trattativa”, che oramai sembra essere stata accertata. Qualche giorno fa, mentre facevo “lezioni” di mafia, uno studente delle medie, dopo che avevo reso noto le origini dei caduti per mano mafiosa, mi ha domandato: “ …allora, perché voi poliziotti, carabinieri e magistrati siciliani, avete pagato un alto prezzo per combattere i mafiosi anch’essi siciliani?” Io la risposta l’ho data, ma gradirei sentire il parere di dotti ed esperti dell’antimafia, e chiedo perché sono morti tanti siciliani ed altri che non lo erano? Mentre a qualcuno piaceva ossequiare e rendere omaggio a “Principi” e capi di Cosa nostra.

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