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Il poliziotto della “Scientifica”, Bruno Vespa.

Clicca per ingrandireMi spiace. Sono esterrefatto e deluso nel vedere Bruno Vespa nei panni del poliziotto della Scientifica mentre compie un sopralluogo proprio in quei plastici che tanto mi fanno pensare ad una dependance dell’obitorio. Veder questa immagine mi fa rabbrividire, perché quest’uomo proprio dalle disgrazie altrui trae giovamento in termine di audience. Non guardo più Porta a Porta dai tempi del plastico di Cogne, e fintanto che sarò in questa vita terrena, mai e poi mai la guarderò. No! Non mi piace perché, penso che l’esposizione minuziosa e dettagliata di un crimine, non fa altro che soddisfare quei voyeur incapaci di indirizzare le proprie attenzioni intellettuali ad altre forme di passatempo. Immagino i volti di questi spettatori assetati, bramosi, con deficit di salivazione, con ritmi cardiaci elevati e gli occhi fissi al monitor, a scrutare le mani di Vespa mentre, gesticolando attraverso una bastoncino penetra nell’intimo di quella che è stata un’alcova domestica. Quindi, non sono d’accordo che nel calendario di quella che è stata la mia grande famiglia, (lo è tuttora) capeggi la foto di Vespa. E, associarlo al nobile ed utile lavoro della Polizia Scientifica, mi è sembrato alquanto azzardato.
Non riesco davvero a comprendere come i vertici della Polizia di Stato, abbiano potuto permettere che Vespa vestisse i panni del “poliziotto”. Eppoi, scusatemi, in atteggiamento marcatamente professionale… Dottor Manganelli, noi ci conosciamo dall’inizio degli anni ottanta, all’epoca della nascita dello SCO, e le chiedo, ma lei ha dato l’ok per pubblicare questa foto del calendario?
Poiché, la foto del poliziotto Vespa è posta nel mese di maggio, a nessuno è venuto in mente che vent’anni fa, proprio nel mese di maggio è successo qualcosa a Capaci?
Allora, lo ricordo, io:
Magistrato Giovanni FALCONE, magistrato Francesca MORVILLO, dipendenti della Polizia di Stato, Antonio MONTINARI, Vito SCHIFANI e Rocco DICILLO.
A loro va il mio commosso pensiero.

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