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Il piduista ed i magistrati che indagano sulle stragi


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Il Presidente del Consiglio, il piduista Berlusconi, ha affermato, con toni minacciosi ed inaccettabili per uno Stato di diritto, che vi sono magistrati di talune Procure della Repubblica che indagano sulle stragi di mafia cospirando e congiurando ai suoi danni. Le Istituzioni – quelle non ancora corrose dal crimine organizzato – e la parte sana della società civile non possono accettare intimidazioni di questo genere.


Attendiamo con speranza – sin dalle stragi di Capaci e di via D´Amelio – che venga scoperta tutta la verità sugli omicidi Falcone e Borsellino; vogliamo sapere perché la mafia ramificò la strategia della tensione militare piazzando bombe a Roma, Firenze e Milano; aspettiamo di sapere se pezzi deviati delle Istituzioni – che ancora operano nel Paese in continuità con una P2 mai morta ed anzi sempre più forte – trattarono con Cosa Nostra; vogliamo capire se esiste un rapporto tra la fine della strategia militare della mafia e la discesa in politica, da vincenti, di Dell`Utri, Berlusconi e della stessa nascita del partito di Forza Italia; chiediamo a gran voce di individuare coloro i quali hanno sottratto l´agenda rossa di Paolo Borsellino; intendiamo sapere chi ha favorito in questi anni l´istituzionalizzazione della mafia con il consolidamento della sua penetrazione nell´economia e nello Stato.

Ed allora veniamo al punto: perchè Berlusconi minaccia i magistrati che stanno investigando svolgendo indagini difficili e pericolose? Ha in mente, forse, di creare le condizioni per isolare servitori dello Stato e magari per favorire l´intervento di menti istituzionali raffinatissime? Invia messaggi a qualcuno? Non so che cosa accadrà nel futuro – sulla mia pelle ho visto realizzarsi melmosi intrecci istituzionali mai visti e sentiti e forse nemmeno immaginati – ma so per certo che vigileremo in tantissimi affinchè non sia esercitata nessuna interferenza illecita che ostacoli il lavoro dei magistrati e delle forze dell´ordine e impedisca agli italiani di conoscere la verità, fosse pure una verità terribile e inquietante, forse la verità che ci farà capire perchè un ampio manipolo di golpisti con il grembiulino intende sovvertire le Istituzioni Repubblicane.


Luigi de Magistris (
l’Unità, 8 settembre 2009)

The “ piduista “ and the magistrates who are investigating mafia massacres

 

 

President Berlusconi, the “piduista” stated, in a threatening and unacceptable tone for a State based on the rule of law, that there are magistrates who work in certain Public Prosecutor’s Offices, who are investigating on mafia massacres only to conspire against him. Public institutions – the ones who have not been contaminated by organized crime – and the healthy part of society cannot accept this kind of intimidation.
 
Since the massacres of Capaci and Via D’Amelio we have been waiting to know the truth about Falcone and Borsellino’s murders; we want to know why the mafia used a military like strategy to create tension by placing bombs in Rome, Florence and Milan; we are waiting to find out if pieces and parts of corrupt government institutions _ who still operate in this country alongside a “P2” which never died and who is now stronger than ever – negotiated with Cosa Nostra; we wish to understand if there is a link between the end of the military strategy adopted by the mafia and the beginning of political careers for people like Dell’Utri and Berlusconi and the birth of their political party Forza Italia; we demand to know who took Paolo Borsellino’s red diary; we intend to discover who fostered the institutionalization of the mafia and consolidated its penetration within the economy and the State.
 
Now, let’s get to the point: why is Berlusconi threatening magistrates who are conducting difficult and dangerous investigations? Is he thinking of creating the conditions to isolate those who work for the State in favour of highly refined institutional minds? Is he sending messages to someone? I don’t know what the future holds – I’ve lived these slimy institutional plots on my own skin, I’ve seen them unfold before me – but I am certain that many of us will keep watch to allow our magistrates and the police forces to work without illicit obstacles being placed along their path, obstacles which would prevent Italians from knowing the truth, perhaps a terrible truth which will allow us to understand why a large handful of leaders of a coup dressed in smocks intend to subvert the institutions of the Italian republic.
 translation by Christina Pacella
 

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