Giuseppe di Matteo, figlio di Santino di Matteo
La procura di Caltanissetta ha predisposto l’acquisizione della copia dell’intervista al Tg1 al collaboratore di giustizia Santino Di Matteo, trasmessa ieri sera, in cui annuncia che presto farà i nomi dei killer della strage di via d’Amelio.
”Anche se io lo so – dice il pentito – in questo momento non posso dire nulla”. Di Matteo è il padre del piccolo Giuseppe, strangolato e sciolto nell’acido su ordine di Cosa nostra come ritorsione nei confrontidel collaboratore che stava rivelando i segreti delle cosche, in particolare quelli sulle stragi di Falcone e Borsellino.
Il pentito nell’ottobre 1993 aveva fatto cenni su via D’Amelio (“per ora sono stanco, ne parlerò in seguito”), ma poi subisce il sequestro del figlio e abbandona l’argomento. Solo dopo avere appreso della morte del bimbo, il collaboratore riprende a parlare indicando alcune circostanze relative alla preparazione dell’attentato coinvolgendo Pietro Aglieri e Carlo Greco, che sarebbero stati avvertiti da Giovanni Brusca. I magistrati erano convinti che Di Matteo avrebbe potuto dire ancora molto sulla strage e per questo lo avevano citato più volte nei processi, ma lui si era rifiutato di deporre.
Agli atti dell’inchiesta denominata “via d’Amelio quater” già chiusa dalla procura di Caltanissetta dieci anni fa, si trova un’intercettazione del pentito Mario Santo Di Matteo in cui fa riferimento alla strage in cui morì Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. La registrazione è del dicembre 1993. In lacrime per la sorte del figlio, appena sequestrato dalla mafia, Franca Castellese, moglie del pentito, esortava il marito a non proseguire la collaborazione con la giustizia ricordandogli “la strage Borsellino, dove c’era stato un infiltrato”.
La drammatica conversazione tra i due è agli atti dell’indagine sui mandanti occulti della strage. Gli inquirenti hanno tentato di identificare “l’infiltrato”, e capire per quale ragione marito e moglie annettessero tanta importanza alla strage di via D’Amelio, da citarla nel contesto di una conversazione così drammatica. I pm di Caltanissetta, che allora erano Nino Di Matteo e Anna Maria Palma, interrogarono sia il pentito che la moglie. Ma entrambi negarono di ricordare di avere fatto riferimento alla strage, adducendo spiegazioni, a giudizio dei magistrati, riduttive e poco convincenti.
(da www.rainews24.it)
SANTO DI MATTEO PARLA AL TG1 – INTERVISTA VIDEO
Tg1 23 novembre 2008
Fonte: Rainews24

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