Che ci piaccia o no la televisione e’ entrata, dirompente nella societa’ e nelle nostre case. Accompagna gran parte della giornata facendo da sottofondo alle attivita’ quotidiane oppure come protagonista del nostro interesse personale. Le opinioni che riguardano l’importanza della tv nella societa’ moderna spaziano, toccando punti di vista diametralmente opposti. Diversi sono i sociologi che sostengono che la sua influenza ha ormai pervaso ogni fessura della nostra esistenza passando dalla politica fino ad arrivare alla camera da letto. Ancora altri dicono che il mezzo televisivo produce un cambiamento nel modo di pensare inducendo ad un’apatia generalizzata, ad una pigrizia intellettuale che si riversa sul modo in cui affrontiamo i problemi ed il mondo che ci circonda. In contrasto a questa visione c’e’, invece, chi sostiene che lo schermo non e’ altro che una innocua forma di intrattenimento, distante dalle ideologie e dalle relazioni sociali. Ma, nonostante le diverse opinioni sul ruolo della tv, tutti concordano nel dire che la scatola nera impegna gran parte del nostro tempo. Ci sono bambini che passano piu’ tempo a fissare quel quadro di luci e suoni che non a scuola! Se ci si ferma a pensare viene da chiedersi: che impatto ha la televisione sulla vita quotidiana, sulle relazioni familiari, sulle relazioni in generale, sul codice di comportamento e sulla moralita’? E’ facile intuire come la televisione abbia un potere diverso in relazione a chi la sta guardando (uomini, donne, bambini, anziani, operai, dottori, politici, colti e meno colti). L’industria televisiva, chi “fa” televisione e’ molto attento al “tipo” di spettatore al quale deve essere incanalato il suo messaggio. Gran parte dei programmi televisivi sono disegnati principalmente per attirare il piu’ grande numero di persone possibile. Questo, per far si che il concetto nascosto all’interno del prodotto televisivo entri subdolamente a far parte del pensiero collettivo. Molti programmi straripano di stereotipi sociali, di violenza e di altri contenuti selezionati appositamente, in base ad un indice di gradimento, che hanno un effetto immediato sui telespettatori. Nonostante si pensi che la tv venga utilizzata per intrattenere, il suo contenuto rappresenta molto di piu’ di una mera forma di intrattenimento. Quella scatola ci carica, ci invia messaggi che riguardano le relazioni umane, che parlano del valore e della natura di certi gruppi sociali che possono influenzare il nostro atteggiamento, i valori in cui crediamo e come agiamo. Quella scatola e’ una fonte di informazione che parla del mondo e, per questo, chi la gestisce detiene un immenso potere, un potere in grado di aiutare a formare menti libere o menti suddite.
Gli effetti che la tv sancisce sul pensiero e sul comportamento si insinuano con il passare del tempo, silenziosamente mentre tutto cambia. Il mondo surreale della scatola e’ invitante, confortante e pervade la visione del mondo reale, dove le immagini si confondono con altre fonti di informazione, piu’ scomode, facilmente messe da parte.
Nel caso italiano il monopolio televisivo ha determinato l’invasione del pensiero collettivo. Il mondo surreale sono le veline, i calciatori, il gossip, il glamour, i soldi, il lusso e la smania di un potere fittizio basato sulla fragilita’ di una immagine costruita per gratificare gli occhi, occhi senza anima. Questo e’ il mondo che abbiamo imparato, che ci hanno insegnato ad inseguire ad ogni costo, anche se inseguirlo potrebbe significare calpestare la liberta’ e la dignita’ di qualcuno. Ma, la nostra liberta’ finisce nel momento in cui danneggia la liberta’ altrui. Un mondo in netto contrasto con la vera Italia, quella afflitta da una infinita’ di problemi sociali irrisolti, deliberatamente ignorati o distorti dal mezzo mediatico. Il monopolio televisivo di modello berlusconiano si e’ tramutato in politica, si e’ fuso nel nostro governo dal quale fuoriescono scandali spaventosamente somiglianti ad una puntata del “grande fratello”. Lo spettatore, osserva, disarmato del propiro pensiero, incapace di riconoscere giusto da sbagliato, vero da falso.
Cosi’, distratti da tutto cio’ che gratifica il nostro bisogno di evadere una quotidianita’ sempre piu’ complicata diventiamo indifferenti ad ogni forma di ingiustizia. La nostra distrazione ci vede impegnati ad inseguire l’immagine imboccataci da una industria mediatica il cui obbiettivo e’ quello di governare attraverso lo schermo, raccogliendo consensi mentre ci danno da mangiare bugie e chimere. Governano per il bene di pochi, a discapito delle persone oneste, trascinandoci nell’abisso della decadenza sociale, ambientale, morale ed istituzionale per favorire uno Stato basato su rapporti e scambi con la mafia. Un meccanismo distorto. L’uguaglianza, i diritti umani, i valori, giacciono agonizzanti nei meandri della morale, di quella moralita’ necessaria per adempire a certi ruoli fondamentali, garanti della democrazia. Fino a quando i giornali e la televisione rimarranno nelle mani di “quattro criminali” assetati di potere l’Italia non potra’ che continuare il suo tracollo. Spero tanto, che presto la gente possa preferire i “nostri schermi”, quelli che scelgono di contribuire all’informazione con lo scopo di creare menti libere e non suddite. Queste, sono semplicemente le motivazioni che mi portano a pronunciare la frase: “spegniamo la televisione”. Una frase semplice che induce l’interlocutore a porre una semplice domanda, da tempo andata persa: “Perche’?”.
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