Il sen. Claudio Fazzone ad Annozero dà sfogo al suo teorema vittimistico che non sta in piedi.
Detto ciò il quotidiano Latina Oggi non è solo un giornale di Ciarrapico: è anche un giornale fatto di e da giornalisti capaci indipendentemente dal proprio editore. Soprattutto il “caso mediatico” sul comune di Fondi (Latina) non lo ha certo “pompato” Latina Oggi ma lo stesso Fazzone. Il problema del caso di Fondi non è la commissione d’accesso che ha scatenato il caso mediatico, ma il lavoro dello stesso Fazzone nel corso di un anno che ha esercitato pressioni a tutti i livelli per impedire lo scioglimento del comune fino a condizionare perlomeno indirettamente lo stesso Consiglio dei Ministri. Se il Senatore di Forza Italia (oggi PDL) non avesse esercitato tali pressioni e la politica del Governo fosse stata in linea con le indicazioni del Prefetto di Latina Bruno Frattasi e dello stesso Ministro dell’Interno Roberto Maroni sarebbe finità lì, com’è successo per Nettuno e tanti altri comuni sciolti per mafia.
Durante la trasmissione Annozero di ieri (giovedì 5 novembre 2009) s’è visto un Italo Bocchino dire che lui sarebbe stato per lo scioglimento del Comune di Fondi anche se poi certe scelte le deve fare la politica ovvero la politica e i partiti dovrebbero evitare di ricandidare o di candidare in generale certi soggetti. Caro Bocchino: preso atto che a Fondi non è stato così che si vuole fare? Perché ora ci sarà da vedere se poi il PDL farà questa scelta per la lista che andrà a candidarsi a Fondi e vedremo quando sono veritiere le affermazioni di Bocchino.
Il vero problema è che in realtà quest’atto di forza di Fazzone in tutta la zona pontina è stato letto così: Fazzone è talmente potente che non lo ferma nessuno e si può permettere di non prendere una posizione chiara su persone a lui vicine che risultano citate nella relazione della commissione d’accesso. Il senatore e il sindaco Luigi Parisella sono non solo amici dai tempi delle scuole, ma anche soci in affari. La relazione prefettizia ha messo in evidenza le infiltrazioni nell’amministrazione comunale di Fondi da parte della famiglia del pregiudicato Aldo Trani e dei fratelli Venanzio e Carmelo Tripodo, i quali sono figli dal capobastone della ‘ndrangheta don Micu Tripodo ed hanno numerosi precedenti penali per traffico di droga, usura, associazione a delinquere e traffico di armi. Dalle indagini condotte dal tenente dei carabinieri Mario Giacona è emerso che “Aldo Trani convive stabilmente da anni con Gemma Peppe, figlia di Franco, imprenditore nel settore dell’ortofrutta. Franco è cugino di primo grado del sindaco di Fondi, Luigi Parisella. Il fratello di Franco, Luigi, è socio in affari sia con il sindaco Parisella che con il senatore Claudio Fazzone nella gestione della Silo srl, società titolare di un capannone sito in località Pantanelle», una struttura destinata alla lavorazione di frutta e ortaggi, attività che però non è mai iniziata nonostante l’erogazione di contributi pubblici per 2 miliardi delle vecchie lire.
Quindi la mafia non si può contratare nel sud pontino con le normali leggi dello Stato in materia di scioglimento dei comuni infiltrati dalla criminalità organizzata. Durante la puntata di Annozero si può sentire un Senatore della Repubblica rispondere riguardo ad attentati incendiari intimidatori e ad autobombe fatte saltare in aria con: “secondo i carabinieri sono beghe tra persone per posti di lavoro e roba privata”. Ma in quale paese le beghe tra persone si risolvono con le autobombe e tutto ciò è normale e non è mafia? Lo stesso Senatore ritiene normale che si possa querelare un Prefetto per via del contenuto della Relazione – che si basa sulle indicazioni di carabinieri, finanzieri, e altri due prefetti – (ma si guarda bene dal farlo realmente: per ora ha solo minacciato di farlo) solo per far credere che ci siano falsità scritte al fine di screditarlo. Egli fa come Berlusconi: quando si attacca Fazzone o i suoi compari politici si attacca Fondi. Vuole far credere agli stessi Fondani che la loro reputazione dipenda dalla reputazione del sindaco Luigi Parisella, della giunta comunale e del Senatore e in nome di ciò monta una teoria tutta sua sperando che faccia presa invertendo il processo decisionale su Fondi.
La puntata di Annozero ieri ha dimenticato un elemento che è invece fondamentale: la figura di Massimo Anastasio Di Fazio e l’operazione Damasco. Il primo è la figura che lega le famiglie di ‘ndrangheta e camorra alla giunta comunale di Fondi, l’uomo cerniera. Immobiliarista vicino alla famiglia Izzi (il “pentito” ex assessore del comune di Fondi) e anche vicino al Sindaco, vicesindaco etc… ma soprattutto vicino agli affari della ‘ndrangheta e della camorra casalese. Sia Izzi che Di Fazio hanno anche offerto consulenze nell’ambito dei rifiuti e soprattutto Di Fazio risulta essere implicato in un traffico di rifiuti tossici che dovrebbe arrivare fino in Liberia. Sono note le fotografie di quest’ultimo e dell’ex sindaco di Fondi Luigi Parisella in compagnia di un gruppo di africani (appunto) mentre festeggiavano il presunto accordo – oggetto di un’inchiesta tuttora in corso – insieme anche ad un noto imprenditore del settore rifiuti di Aprilia. Queste circostanze ora vengono o negate o “riviste” dagli interessati (pare che l’ultima versione fosse che c’erano questi africani simpatici che il Sindaco non conosceva nemmeno e che siccome erano simpatici tanto valeva prendersi qualche cosa da bere e un po’ di pasterelle…). Fatto sta che non si è parlato nemmeno del processo “Anni novanta” che è la costola laziale del processo Spartacus famoso dopo “Gomorra”. In quel processo conclusosi recentemente in prima istanza con ergastoli vari a carico di Michele Zagaria e del clan di Ettore Mendico risulta chiaramente l’influenza dei casalesi nel sud pontino da vent’anni e anche il loro interesse in zona per il traffico di rifiuti tossici (come è stato riportato anche dai pentiti Carmine Schiavone e Dario De Simone). Nel servizio di Annozero si fanno vedere alcune ville in costruzione e non si fa riferimento ad altre abitazioni che potrebbero far luce ancor meglio sulla situazione: la villa di Massimo Anastasio Di Fazio confina con quella dei Tripodo che hanno anche vicinanza (diremmo addirittura che ospitano) lo stesso Ettore Mendico. Tutti insieme a Fondi. Non si è parlato nemmeno di Vincenzo Garruzzo, arrestato durante l’operazione Damasco da cui è partito tutto il “caso Fondi”. Garruzzo compare negli atti redatti dalla DIA di Roma nell’inchiesta Damasco come colui che effettuava le estorsioni nel MOF di Fondi per conto della ‘ndrangheta: questo personaggio tra le varie minacce usate contro gli operatori del Mof era in uso dire che ospitava presso una delle sue numerose proprietà anche degli amici calabresi (“quelli di Duisburg”). Sarà un caso ma da lì a poco ad Aprilia fu arrestato proprio l’armiere della strage di Duisburg.
In tutto questo parapiglia l’unico interesse del Senatore Fazzone e del suo collega politico Armando Cusani (presidente della provincia di Latina) è stato quello di andare contro il prefetto Frattasi e contro gli organismi istituzionali con ogni mezzo, anche la carta stampata o le televisioni locali (Ciarrapico non è l’unico editore nel Sud Pontino) oltre che con le sue famose querele. Ma non si è limitato a questo visto che più volte questo ex poliziotto prestato alla politica risultava a conoscenza delle mosse degli investigatori prima ancora che venissero effettuate (lo stesso Izzi prima di andare a “vuotare il sacco” ai magistrati della DIA di Roma è stato richiamato dallo stesso Senatore perché ben sapeva con chi avrebbe parlato il giorno dopo) ed è stato politicamente molto attivo anche durante la fase delle indagini dell’operazione Damasco. Ora che è in difficoltà racconta che in realtà ce l’ha con Ciarrapico e Conte, suoi avversari interni al PDL locale tentando di gettare fango sul lavoro di prefetti, carabinieri, finanzieri, magistrati della DIA e via dicendo…
Di sicuro d’ora in poi è ben chiaro che la legalità nel sud pontino è un optional rispetto agli interessi dei politici locali e che non bastano attentati con autobombe, intimidazioni, dubbi suicidi di agenti delle forze dell’ordine e di assessori comunali, ritrovamenti di tonnellate di rifiuti tossici, traffici di droga internazionali passanti per il Mof, traffico d’armi, connubio tra ‘ndrangheta e casalesi etc… per dire che la mafia in provincia di Latina è di casa. Per questo governo bastano le rassicurazioni di un senatore del PDL per dire che non c’è bisogno di intervenire, che poi è la figura politica più potente del posto ed anche quella più vicina agli interessi dei protagonisti di questa vicenda. L’autoassoluzione è un pessimo precedente in questo paese delle banane (o dei Kiwi).
Adele Conte

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