15 dicembre 2010, Fano. Duecentocinquanta ragazzi, in rappresentanza di tutti gli istituti medi di Fano, e della Scuola Media G. Padalino, hanno presenziato la mattina di sabato 4 dicembre, dentro alla palestra del Liceo Scientifico Torelli, all’intitolazione del Campus scolastico a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e ai loro agenti delle scorte, vittime della mafia. L’iniziativa della Provincia, che rientra nei progetti finalizzati a stimolare la responsabilità individuale e collettiva delle nuove generazioni, ha visto la presenza del sostituto procuratore di Palermo della direzione distrettuale antimafia Antonino Di Matteo che ha risposto alle domande degli studenti: «Ci sono due armi per combattere le mafie – ha detto il magistrato -. La Costituzione e il voto libero, non condizionato dalle promesse. Il sacrificio di Falcone e Borsellino non è stato vano. E la coscienza che avete già costruito oggi lo dimostra».
Il giudice ha infiammato gli animi degli studenti, che hanno risposto con prolungati applausi. A una ragazza che ha chiesto cosa possono fare i giovani, nella lotta alle mafie, Di Matteo ha risposto: “Fra un anno, quando entrerete nel mondo del lavoro, o all’università, non cercate l’aiuto, o la raccomandazione, di nessuno: non dover ringraziare nessuno vi rende liberi, nessuno vi chiederà indietro il favore. Così, nel vostro piccolo, aiuterete a combattere le mafie, che sono anche un modo di comportarsi.”
Alla fine Ettore Marini, coordinatore provinciale del Movimento delle Agende Rosse, ha donato al magistrato una maglietta recante la stessa foto dei due giudici assassinati che era riportata sul manifesto dell’iniziativa, e Di Matteo ha elogiato davanti a tutti il comportamento delle Agende Rosse in occasione della giornata del 20 novembre scorso.
Alla fine Ettore Marini, coordinatore provinciale del Movimento delle Agende Rosse, ha donato al magistrato una maglietta recante la stessa foto dei due giudici assassinati che era riportata sul manifesto dell’iniziativa, e Di Matteo ha elogiato davanti a tutti il comportamento delle Agende Rosse in occasione della giornata del 20 novembre scorso.
Ettore Marini
Il ‘fresco profumo di libertà’, la bussola per le nostre scelte di vita
Buon giorno a tutti sono C. M. della classe IIIG, sindaco della consulta “Padalino”.
Già a dicembre scorso nell’incontro con Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia per dare al nostro Paese una testimonianza di democrazia e di passione per la giustizia, avevamo sottolineato che la Costituzione è il testo fondamentale che ci insegna le regole dell’essere cittadino. Il primo articolo ci ricorda che l’Italia è un Repubblica democratica fondata sul lavoro. Lo Stato riconosca a tutti questo diritto e non permetta alla mafia di concederlo come favore. Molti giovani oggi, grazie all’impegno di don Luigi Ciotti e all’associazione “Libera” hanno il coraggio di lottare contro la mafia e coltivano i terreni confiscati, producendo olio, grano e agrumi.
Non possiamo rimanere indifferenti davanti a questo problema e pensare che siano solo questioni meridionali. È necessario combattere ogni forma di superficialità e di individualismo, occorre ritornare alle belle virtù della schiettezza e della sincerità. “La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…” un pensiero di BORSELLINO che deve costituire la bussola d’orientamento per le nostre scelte di vita. “Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” l’invito di FALCONE a continuare sulla strada dell’impegno per la giustizia, che non possiamo delegare ad altri.
“Chi ha paura muore ogni giorno”, altra frase di Falcone che ci aiuta a guardare al futuro con coraggio, a parlare al momento opportuno, a gustare la soddisfazione interiore del sentirci liberi
Dobbiamo cominciare sempre da noi dalle esperienze in famiglia, a scuola, nella vita quotidiana, imparando a gestire i conflitti con serenità senza desideri di vendetta. La strada ci è stata indicata…Sta a noi percorrerla.
Grazie.
C. M. (4 dicembre 2010)
Già a dicembre scorso nell’incontro con Giovanni Impastato, fratello di Peppino, ucciso dalla mafia per dare al nostro Paese una testimonianza di democrazia e di passione per la giustizia, avevamo sottolineato che la Costituzione è il testo fondamentale che ci insegna le regole dell’essere cittadino. Il primo articolo ci ricorda che l’Italia è un Repubblica democratica fondata sul lavoro. Lo Stato riconosca a tutti questo diritto e non permetta alla mafia di concederlo come favore. Molti giovani oggi, grazie all’impegno di don Luigi Ciotti e all’associazione “Libera” hanno il coraggio di lottare contro la mafia e coltivano i terreni confiscati, producendo olio, grano e agrumi.
Non possiamo rimanere indifferenti davanti a questo problema e pensare che siano solo questioni meridionali. È necessario combattere ogni forma di superficialità e di individualismo, occorre ritornare alle belle virtù della schiettezza e della sincerità. “La lotta alla mafia deve essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità…” un pensiero di BORSELLINO che deve costituire la bussola d’orientamento per le nostre scelte di vita. “Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” l’invito di FALCONE a continuare sulla strada dell’impegno per la giustizia, che non possiamo delegare ad altri.
“Chi ha paura muore ogni giorno”, altra frase di Falcone che ci aiuta a guardare al futuro con coraggio, a parlare al momento opportuno, a gustare la soddisfazione interiore del sentirci liberi
Dobbiamo cominciare sempre da noi dalle esperienze in famiglia, a scuola, nella vita quotidiana, imparando a gestire i conflitti con serenità senza desideri di vendetta. La strada ci è stata indicata…Sta a noi percorrerla.
Grazie.
C. M. (4 dicembre 2010)
4 dicembre 2010, Fano. Intitolazione del campus scolastico a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino

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