Il 29 ottobre 2012 avrà luogo presso la casa circondariale Pagliarelli di Palermo l’udienza preliminare del processo sulla cosiddetta ‘Trattativa’ avvenuta tra i vertici dell’organizzazione criminale Cosa Nostra e rappresentanti delle Istituzioni a partire dall’anno 1992. Per cinque membri di Cosa Nostra (Riina Salvatore, Bernardo Provenzano, Brusca Giovanni, Bagarella Leoluca, Cinà Antonino) e cinque rappresentanti istituzionali all’epoca dei fatti (Subranni Antonio, Mori Mario, De Donno Giuseppe, Mannino Calogero, Dell’Utri Marcello) la Procura di Palermo ha presentato una richiesta di rinvio a giudizio per il reato di violenza a Corpo politico, amministrativo o giudiziario. Per Ciancimino Massimo, figlio di Vito Ciancimino, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e calunnia nei confronti di De Gennaro Giovanni, mentre per Mancino Nicola la Procura chiede il rinvio a giudizio per il reato di falsa testimonianza.Salvatore Borsellino ed il Movimento Agende Rosse chiederanno di costituirsi parte civile al processo.
Vogliamo esprimere il nostro pieno sostegno ai magistrati palermitani Antonio Ingroia, Antonino Di Matteo, Lia Sava e Francesco Del Bene che hanno portato a termine questa difficile indagine e che per questa ragione si trovano al centro di una battente campagna di delegittimazione alimentata da chi, nei fatti, non vuole che sia fatta piena luce su questa pagina buia della nostra storia recente.
Il Movimento organizzerà in collaborazione con numerose Associazioni e Movimenti un sit-in a sostegno di questi Magistrati alle ore 9.00 di lunedì 29 ottobre in tredici città italiane: Palermo, Roma, Cagliari, Bologna, Udine, Lecce, Torino, Venezia, Ascoli, Milano, Napoli, Reggio Calabria e Forte dei Marmi. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare e possono trovare ulteriori informazioni sul gruppo facebook dedicato all’iniziativa.
Movimento Agende Rosse (23 ottobre 2012)
‘Il 29 ottobre ho bisogno di tutti voi’
“Il 29 ottobre a Palermo ci sarà la prima udienza del processo sulla trattativa Stato-Mafia, istruito dalla Procura di Palermo.Abbiamo intenzione, come Movimento Agende Rosse e insieme a tutte le altre associazioni e movimenti che vorranno essere con noi, di organizzare un sit-in per sostenere quei magistrati della procura di Palermo che, a causa delle indagini che stanno portando avanti con determinazione, sono sottoposti ad un fuoco concentrico di sbarramento e ad attacchi anche dai gradi più alti delle Istituzioni.
Ritengo però che la mia costituzione di parte civile come persona, avrebbe scarsa probabilità di essere accettata perché in questo processo non posso, come congiunto di Paolo, essere considerato parte offesa.
Ritengo quindi che sia legittima, ed è la strada che intendo perseguire, la costituzione di parte civile da parte del Movimento delle Agende Rosse, rappresentato dall’Associazione delle Agende Rosse che ha già una sua personalità giuridica.
Credo anche che una mobilitazione del movimento il 29 ottobre, sia con la presenza diretta di chi può essere a Palermo ed in altre undici città d’Italia possa essere, nel giorno della udienza preliminare, di grande impatto mediatico e di grande significato nei confronti di quei magistrati che vogliamo sostenere.
In quel giorno ho bisogno di tutti voi, di quelli che potranno venire a Palermo e di quelli che potranno sostenere la mia azione restando nelle loro città.
Vi chiedo, ma so di non avere bisogno di chiedervelo, di sostenerci.”
Salvatore Borsellino
Di seguito l’elenco delle città presso le quali alle ore 9.00 del 29 ottobre avrà luogo il sit-in di sostegno ai Magistrati che conducono le indagini sulla trattativa Stato-Mafia:
– Ascoli, in Via G.Falcone e P.Borsellino angolo P.zza S. Orlini – Tribunale di Ascoli https://www.facebook.com/events/290548807725519/– Bologna, Piazza dei Tribunali 4, Palazzo di Giustizia https://www.facebook.com/
– Cagliari, P.zza della Repubblica 18, davanti al Tribunale
– Forte dei Marmi, cippo della memoria, Pineta Falcone e Borsellino
– L’Aquila, Via dell’Industria snc, Nucleo Industriale di Bazzano, davanti al Tribunale https://www.facebook.com/
– Lecce, Viale De Pietro, davanti al Tribunale https://www.facebook.com/events/333177680113085/
– Milano, C.so di P.ta Vittoria – davanti al Tribunale https://www.facebook.com/events/374783055934968
– Napoli, Piazza Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ingresso Tribunale https://www.facebook.com/events/131779010303362/
– Reggio Calabria, davanti al Tribunale (Piazza Castello) https://www.facebook.com/
– Roma, Pzzle Clodio, davanti al tribunale
– Torino, c.so Vittorio Emanuele 130 – Palazzo di Giustizia Bruno Caccia
– Udine, in via Crispi, a fianco del Tribunale https://www.facebook.com/
– Venezia, Campo Bella Vienna – Tribunale di Rialto
NB: i luoghi degli appuntamenti sono soggetti alle autorizzazioni delle autorità locali e potrebbero subire variazioni
Il presidio di Palermo è organizzato in collaborazione con il Comitato Cittadinanza per la Magistratura.
Il presidio di Milano è organizzato in collaborazione con
- Articolo54
- Centro studi Saveria Antiochia Omicron Sao
- Coordinamento delle scuole milanesi (insegnati e presidi) per la legalità la cittadinanza attiva
- Le Girandole
- Presidio giovanile Lea Garofalo
- Rete Antimafia Brescia
- Scuola Caponnetto
- Anpi Lecce
- Arci Lecce
- Cgil Lecce
- Libera Lecce
Il presidio di Forte dei Marmi è organizzato dalla Amministrazione Comunale di Forte dei Marmi
Aderiscono all’iniziativa:
- AntimafiaDuemila
- Arci Valle Susa
- Associazione Etica e Politica
- Associazione Nazionale Amici Attilio Manca
- Associazione Nazionale Familiari Vittime di mafia
- Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980
- Comitato Addiopizzo
- Comune di Udine
- Espressione Libre
- Fondazione La città invisibile
- Gaia – Corsano (LE)
- I Cittadini contro le mafie e la corruzione
- Il Fatto Quotidiano
- Libera Sicilia
- Meetup di Bologna – Amici di Beppe Grillo
- Meetup di Ferrara – Cittadini della Nuova Resistenza Amici di Borsellino e Schönau
- Meetup di Lecce
- Meetup di Palermo
- Muovi Palermo
- Nmeni per Antonio Montinaro – Calimera (LE)
- Presidenza Territoriale di Arci Valle Susa
- ReteAttiva
- Siciliani in Movimento
- Stampacritica.it
- StampoAntimafioso.it
- Terra del fuoco Mediterranea – (LE)
- Udu – (LE)
- Vigliena – Associazione in Movimento
Per chi nelle province di Macerata e Fermo (Marche) volesse partecipare al sit in a Roma sto organizzando un pullman. Per prenotare i posti chiamatemi quando volete. cell – 3406116178 e mail – christina.pacella@alice.it
ATTENZIONE:
A PALERMO
PULLMAN PULLMAN DA POLITEAMA E STAZIONE CENTRALE PER CARCERE PAGLIARELLI.
ore 7.30 Politeama lato teatro Politeama via Turati
ore 8.00 Stazione centrale Palermo lato via Paolo Balsamo
ore 8.30 ca. Carcere Pagliarelli.
Ritorno alle 14.00 dal Carcere Pagliarelli e percorso inverso ****
LA SCHEDA DEL PROCESSO AL VIA IL 29 OTTOBRE A PALERMO
In particolare Salvatore Riina, Bernardo Provenzano ed Antonino Cinà, secondo la Procura palermitana, avrebbero prospettato ad esponenti istituzionali una serie di richieste finalizzate ad ottenere benefici di varia natura (tra cui l’esito di importanti processi ed il trattamento penitenziario dei mafiosi in carcere) per gli aderenti a Cosa Nostra in cambio della cessazione della strategia stragista avviata dall’organizzazione criminale con l’omicidio dell’on. Salvo Lima (12 marzo 1992). Bernardo Provenzano è inoltre imputato come presunto mandante del delitto Lima.
Gli ufficiali del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) dei Carabinieri Antonio Subranni, Mario Mori e Giuseppe De Donno, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero contattato, su incarico di esponenti politici e di governo, uomini collegati a Cosa Nostra (in particolare Vito Ciancimino) per aprire un canale di comunicazione con i capi dell’associazione criminale, finalizzato a sollecitare eventuali richieste di Cosa Nostra per far cessare le stragi. Tali ufficiali sono sospettati dalla Procura di Palermo di aver successivamente favorito lo sviluppo di una ‘trattativa’ fra lo Stato e la mafia, attraverso reciproche parziali rinunce in relazione, da una parte, alla prosecuzione della strategia stragista e, dall’altra, all’esercizio dei poteri repressivi dello Stato. Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, Subranni, Mori e De Donno avrebbero assicurato il protrarsi dello stato di latitanza di Bernardo Provenzano, principale referente mafioso di questa ‘trattativa’.
Calogero Mannino è imputato perché, nella ricostruzione dei pm palermitani, avrebbe contattato, a cominciare dai primi mesi del 1992, esponenti degli apparati investigativi al fine di acquisire informazioni da uomini collegati a ‘Cosa Nostra’ ed aprire la ‘trattativa’ con i vertici dell’organizzazione mafiosa, ‘trattativa’ finalizzata a sollecitare eventuali richieste del sodalizio criminale per far cessare la strategia stragista, che aveva inizialmente previsto l’eliminazione di vari esponenti di governo, tra cui lo stesso Mannino. Quest’ultimo è inoltre sospettato dagli inquirenti di aver esercitato, in epoca successiva, indebite pressioni finalizzate a condizionare in senso favorevole a detenuti mafiosi l’applicazione dei decreti relativi al regime di ‘carcere duro’ 41 bis.
Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca, secondo i pm palermitani, avrebbero prospettato al Capo del governo in carica Silvio Berlusconi, per il tramite di Vittorio Mangano e di Marcello Dell’Utri, una serie di richieste volte ad ottenere benefici di varia natura (tra l’altro concernenti la legislazione penale e processuale in materia di contrasto alla criminalità organizzata, l’esito di importanti vicende processuali ed il trattamento degli associati in stato di detenzione) per gli aderenti al sodalizio mafioso in cambio della cessazione della strategia di violento attacco frontale alle Istituzioni (attacco iniziato con l’omicidio dell’on. Salvo Lima e proseguito con le stragi a Palermo del 1992 e a Roma, Firenze e Milano nel 1993).
Marcello Dell’Utri è imputato perché, nell’ipotesi accusatoria, si sarebbe inizialmente attivato, in epoca successiva all’omicidio Lima, come interlocutore dei capi di Cosa Nostra per l’ottenimento dei benefici oggetto della ‘trattativa’ Stato-mafia ed avrebbe successivamente rinnovato tale dialogo con ‘Cosa Nostra’ (dopo le carcerazioni di Vito Ciancimino e Salvatore Riina) agevolando il progredire della ‘trattativa’ stessa. Dell’Utri è inoltre sospettato dagli inquirenti di aver comunicato la minaccia dell’organizzazione mafiosa di proseguire la strategia stragista a Silvio Berlusconi dopo il suo insediamento come Capo del Governo.
Per Nicola Mancino la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di falsa testimonianza: secondo i PM palermitani, Mancino avrebbe falsamente affermato di non essere mai venuto a conoscenza dei contatti intrapresi dagli ufficiali dei Carabinieri Mario Mori e Giuseppe De Donno con i vertici di ‘Cosa Nostra’ per il tramite di Vito Ciancimino e delle lamentele dell’allora Ministro di Grazia e Giustizia Claudio Martelli sull’operato dei due ufficiali. Mancino è inoltre sospettato dagli inquirenti di aver reso falsa testimonianza avendo affermato di non essere mai venuto a conoscenza delle motivazioni che portarono nel giugno 1992 all’avvicendamento dell’on. Vincenzo Scotti nel ruolo di Ministro dell’Interno.
Per Massimo Ciancimino la Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa: secondo la ricostruzione dei PM palermitani, Massimo Ciancimino avrebbe contribuito al rafforzamento dell’associazione criminale facendosi latore delle comunicazioni tra il padre Vito Ciancimino e Bernardo Provenzano. Per Massimo Ciancimino, la Procura ha chiesto inoltre il rinvio a giudizio per il reato di calunnia: secondo gli inquirenti, l’imputato avrebbe incolpato Giovanni De Gennaro, sapendolo innocente, di aver intrattenuto nella sua veste di Pubblico Ufficiale costanti e numerosi rapporti illeciti con esponenti di ‘Cosa Nostra’.
Scheda a cura di Marco Bertelli (28 ottobre 2012)

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