IN DIRETTA STREAMING DALLE 10.00 circa del 20/3/2012A vent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio il premio Agenda Rossa a Chieti si fa in tre. Tre infatti le giornate nelle quali si spalmerà questa terza edizione della manifestazione, organizzata dalla Consulta Provinciale degli Studenti di Chieti, col sostegno del Comune. Tre giorni per parlare di mafia, legalità, con veri esempi di una società migliore.
Il momento di punta dell’evento è sicuramente la premiazione, che avverrà martedì 20 marzo dalle 10 sempre al Supercinema. Tra i nomi confermati Salvatore Borsellino, fratello del giudice assassinato a Palermo e punta di diamante del movimento nazionale delle Agende Rosse e gli Afterhours.
Mercoledì 21 marzo, infine, spazio alle scuole con l’incontro-dibattito alle Medie Chiarini, in occasione della Giornata della memoria delle vittime della mafia.
Durante la manifestazione verrà allestita al Supercinema una mostra curata dall’associazione Theriakà dal titolo “Zoomafia il business degli animali”.
La terza edizione del Premio Agenda Rossa è curata dall’associazione Chieti Resiste, in collaborazione con “Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e l’associazione “Chieti nuova 3 febbraio”, con il sostegno del Comune di Chieti e del CSV Chieti – Centro Servizi Volontariato.
Di seguito la biografia degli ospiti che interverranno alla premiziane del 20 marzo:
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Premio Agenda Rossa alle Associazioni
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All’ass. “®esistenza”, Scampia (NA) |
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®esistenza è un’associazione presieduta da Ciro Corona, operante nel popolare quartiere di Scampia (NA). Attraverso l’organizzazione di corsi dopo-scuola e altre attività, anche in collaborazione con le altre realtà associative locali, ®esistenza opera una fondamentale azione di recupero, sottraendo alla strada (e di conseguenza al rischio di vivere il medesimo destino) i ragazzi provenienti da famiglie a rischio, con particolare attenzione per i figli di camorristi in stato di detenzione. |
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Premio “Giovane Agenda Rossa”
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A Giuseppe Martera, Taranto |
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Giuseppe Martera è un giovane tarantino di 13 anni. Già afflitto da una malformazione congenita, ha dovuto a lungo subire l’odioso scherno e il bullismo dei suoi coetanei. La sua colpa, là dove molti bambini sognano di fare il boss da grandi, è quella di voler diventare invece un giudice. “Le rappresaglie sono state continue ed odiose: “testa storta”, “infame”, fino a far seguire alle offese ben altra lezione. Una giornata come tante in classe, gli insegnanti in quel momento assenti e i bulli fanno uno scherzo di cui il ragazzino porterà le conseguenze per lungo tempo. Mentre stava per sedersi tolgono la sedia e lo fanno cadere. Solo che nel suo caso quella caduta significa atroce sofferenza fisica, perché Giuseppe è costretto a convivere col dolore fin dalla nascita, quando subì un intervento chirurgico nel tentativo di correggere un difetto radico-cervicale. Nella sua giovane vita ha già collezionato quattro operazioni, di cui due al cuore. Ma il dolore fisico non ne ha piegato la forza morale, non gli ha rubato il sorriso convinto com’è che la sua disgrazia sia un dono del buon Dio per uno scopo ben preciso. I suoi occhi brillano di un’intelligenza assai vivace, ma essere intelligenti è a volte una colpa ancor più grande di un “banale” difetto fisico e può rendere amarissimo il quotidiano. “Quando mi hanno fatto cadere - ricorda Giuseppe intervistato da un cronista locale - mi sono sentito male, poi un ragazzo mi ha detto: ‘Adesso ti mettiamo su You Tube!’. Ma perché?, ho chiesto io, perché volete farmi questo?”. E allora la sua decisione impegnativa l’ha presa una domenica, chiedendo con la sua vocina piena di speranza al giornalista al telefono: “Mi potete pubblicare una poesia? È sul mio quartiere, un quartiere da cui me ne voglio andare, che voglio lasciare perché non c’è speranza”. (tratto da Agoravox.it) |
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Premio Agenda Rossa all’Imprenditoria
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A Valeria Grasso, Palermo |
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Testimone di Giustizia e madre di tre figli, Valeria Grasso è una imprenditrice di Palermo che lavora nel campo del fitness. Dopo aver affittato una palestra situata nel quartiere di San Lorenzo, controllato prima dalla famiglia Madonia e poi da quella dei Lo Piccolo; Valeria si trova presto a subirne i ricatti. “Nel 2007 la Grasso iniziava un’attiva collaborazione, in qualità di persona offesa informata dei fatti, con l’Autorità Giudiziaria e le Forze dell’Ordine, che ha portato al rinvio a giudizio di Francesco Pedone – scrive Stefano Giordano, legale della donna – . L’imputato veniva condannato per entrambi i delitti di estorsione aggravata e di associazione di tipo mafioso a seguito di un’istruzione dibattimentale durante la quale, ritiene il Collegio, ‘è emersa la prova certa, ogni oltre ragionevole dubbio, della responsabilità penale dell’imputato per entrambi i delitti contestatigli’”. “Nonostante la definizione del procedimento, – prosegue il legale – non sono cessate le intimidazioni perpetrate ai danni di Valeria Grasso e della sua famiglia, tutte denunciate e dunque, si presume, conosciute dalla Commissione centrale per la definizione e applicazione delle speciali misure di protezione”. “Oggi, – conclude l’avvocato Giordano – in attesa che la Commissione voglia definitivamente approntare misure di protezione e di assistenza economica idonee a garantire la serenità personale e lavorativa, tenuto conto delle esigenze e delle situazioni di pericolo concretamente prospettate, Valeria Grasso e la sua famiglia vivono in stato di grave e concreto rischio sia sotto il profilo personale, stante le continue intimidazioni, sia sotto il profilo economico, giusta l’avvenuta cessazione dell’attività lavorativa”. |
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Premio Agenda Rossa all’Informazione
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A Marilena Natale, Aversa (CE) |
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“Era il 14 aprile 2010 e Marilena Natale, giornalista di cronaca giudiziaria della Gazzetta di Caserta, si trovava nei pressi della caserma dei carabinieri di Casal di Principe per svolgere il suo lavoro. C’era fermento, quel giorno. I militari dell’Arma avevano appena catturato il boss Nicola Panaro, latitante da sette anni, cugino di ‘Sandokan’ Francesco Schiavone. Panaro è il numero tre dei Casalesi, ritenuto tra i trenta ricercati più pericolosi d’Italia. In via Vaticale, di fronte alla caserma, si forma il consueto nugolo di cronisti, cameraman, parenti e amici dell’arrestato. Contatti che generano tensione, i sodali del camorrista non gradiscono chi mette in piazza i crimini dei clan e parla male delle famiglie che contano. Un operatore tv viene preso a calci. Marilena è avvicinata da Vincenzo Armando Caterino, cognato di Panaro, e da altre persone: “Vattene da qui, io so chi sei e dove abiti”. Il tono è inequivocabile. La giornalista presenta un esposto sull’episodio. Scatta un’inchiesta, il reato ipotizzato è violenza privata con l’aggravante di aver favorito la camorra. Circostanza che fissa la competenza nella Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Pochi giorni fa, la sentenza del Gup Claudia Picciotti, più severa persino della richiesta del pm Giovanni Conzo: Caterino, nonostante lo sconto di pena del rito abbreviato, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi, che ha iniziato a espiare ai domiciliari. A Formia, però: a buona distanza dalla vittima. Una pena severa. Un precedente importante per Marilena e per tutti i cronisti in terra di camorra, che non hanno paura di scrivere, di raccontare, di analizzare, di rendere pubblici i crimini dei clan, la loro arrogante violenza, la scia di morte e dolore dietro alle loro ricchezze esibite in maniera pacchiana. “L’uomo che mi ha minacciato ha fatto sapere che si era pentito del gesto e voleva risarcirmi con1500 euro – dice la Natale a ilfattoquotidiano.it – ma a chi mi ha riferito l’offerta ho risposto che se prendete una mia 50 euro e la spezzate, esce il sudore di mio padre, mentre se spezzate una delle sue banconote, esce il sangue della povera gente. Io non prendo soldi dalla camorra. Se vuole risarcirmi, con quei soldi ci compri la carta delle fotocopie per la Dda”. Nonostante le ripetute minacce, ha rinunciato al servizio di protezione. Di giorno la vedi galoppare senza tregua da un Tribunale a un presidio delle forze dell’ordine, per cercare documenti, notizie, ‘dritte’ riservate, che puntualmente pubblica sulla Gazzetta di Caserta, uno dei quotidiani più diffusi tra le capitali di Gomorra. Marilena è una persona che non ha paura di prendere posizione. Ad agosto scrisse una lettera aperta per criticare la nomina ad assessore di Casal di Principe di un politico indagato per voto di scambio politico-mafioso, nonché cugino di un ex consigliere regionale Udeur arrestato per camorra. La lettera scatenò un putiferio di reazioni. E la vicenda conquistò le pagine dei principali quotidiani nazionali. Alcuni dei quali, però, dimenticarono di precisare che a sollevare il caso era stata una giovane, brava e coraggiosa giornalista locale. Una che non ha paura di pubblicare quel che sa e quel che pensa..” (di Vincenzo Iurillo, tratto da “Il Fatto Quotidiano”)
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Premio Agenda Rossa alla Musica
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Agli Afterhours, Milano |
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Gli Afterhours sono una band italiana, formatasi a Milano nella seconda metà degli anni ottanta. Protagonista di un percorso lungo e denso di avvenimenti, quella di Manuel Agnelli è tra le principali formazioni del cosiddetto panorama rock alternativo italiano, avendone segnato la storia in maniera indelebile. Formazione:
Manuel Agnelli: voce, chitarre; Album:
Germi (Mescal) 1995 Tra i testi, tutti davvero notevoli, citiamo “Sulle labbra”, “Posso avere il tuo deserto?”, “Baby fiducia”, “La verità che ricordavo” e “Il paese è reale”, pezzo per il quale hanno ricevuto il Premio della Critica “Mia Martini”, nell’edizione anno 2009 del festival di Sanremo. |
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Premio Agenda Rossa alla Politica
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All’ Avv. Elisabetta Tripodi, Rosarno (RC) |
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Sindaco di Rosarno, località che nel 2010 catalizzò l’attenzione dei media nazionali, in occasione della rivolta dei migranti, insorti contro la schiavitù loro imposta dai “caporali” sui campi agricoli. Ha denunciato ai Carabinieri di aver ricevuto una lettera manoscritta inviatale dal boss dell’ndrangheta Rocco Pesce, detenuto dal 1981 nel carcere di Opera, in provincia di Milano, con le accuse di associazione a delinquere, detenzione illegale di materiale esplosivo e munizioni, omicidio, tentato omicidio, violazione delle leggi sulle armi, violazione delle leggi sulle sostanze stupefacenti, associazione di tipo mafioso, furto aggravato e “altro”. |
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Premio Agenda Rossa d’Oro
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Al Dott. Giovanni Conzo e Pippo Giordano
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Giovanni Conzo è un magistrato italiano, sostituto procuratore della Repubblica presso la DDA di Napoli, coordinata dal procuratore Federico Cafiero De Raho. Con le sue indagini ha stroncato numerosi traffici illeciti e reati connessi alla criminalità organizzata campana; rivelandosi tra i principali registi della strategia di contrasto al clan dei Casalesi e contribuendo in maniera determinante alla cattura dei maggiori boss di quest’ultimi. Pippo Giordano è un Ispettore della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), ora in pensione. Ha collaborato con Giovanni Falcone, Ninni Cassarà e Paolo Borsellino. Con quest’ultimo, prese parte agli interrogatori del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo; incluso l’ultimo, che si tenne venerdì 17 luglio 1992, due giorni prima della strage di via D’Amelio. Qualcuno l’ha definito “un romantico patriota siciliano che crede nell’amicizia e nella Costituzione.” |
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