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Il 19 in piazza. Per mio padre e per coloro che scelsero di stare dalla parte della libertà

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Quest’estate, per la prima volta, ho avuto la possibilità di tenere tra le mani e poi leggere un giornale di tanti anni fa, per l’esattezza del 1944. ‘Patrioti’ si chiamava quel foglio, modesto per foliazione e scarso di collaboratori o firme illustri; in pratica tutto era fatto dal direttore e da pochi sconosciuti giovani, magari con qualche difficoltà di grammatica e sintassi, che raccontavano le proprie esperienze. Chi aveva voluto, ideato e poi realizzato quel foglio era un ragazzo di 23 anni, redattore di ‘Carlino Sera’ e si chiamava Enzo Biagi: la sua redazione era composta più o meno da coetanei e le riunioni le tenevano nei boschi dell’Appennino, lungo l’argine dei torrenti o al riparo di un casolare, non avevano stipendio, spesso poco da mangiare ma l’orgoglio di chi capiva di fare qualcosa per il suo Paese.

‘Patrioti’, infatti, era il giornale della Brigata Giustizia e Libertà e i ragazzi che volevano informare gli italiani di quello che stava succedendo, dell’andamento della guerra di Liberazione dal nazifascismo, erano partigiani. Qualcuno di loro non è tornato, qualcuno, più fortunato, ha poi vissuto la trafila di un sanatorio o della corsia di un ospedale: tutti, però, indistintamente hanno portato per tutta la vita l’orgoglio di aver consegnato ai loro figli un mondo diverso, migliore, un mondo dove le idee e le opinioni potevano circolare liberamente. Ecco perché mi sembra non solo importante, ma doveroso, dopo le intimidazioni, gli attacchi e le querele del Presidente del Consiglio a tanti colleghi, essere sabato 19 settembre in piazza del Popolo: sento di doverlo, oltre a mio padre e a tutti coloro che nel 1944 scelsero di stare dalla parte della libertà, anche a mia figlia perché vorrei, come diceva Giosué Borsi, che vivesse in un mondo ‘più giusto e più buono’.


Bice Biagi (
articolo21.info, 9 settembre 2009)





Per una stagione di verità e giustizia sulle stragi

di Tania Passa

Forse non tutti sanno che Berlusconi, ovvero il Presidente del Consiglio, è tornato ad attaccare la magistratura, nel dettaglio, le procure di Palermo e Milano.


“So che ci sono fermenti in Procura, a Palermo, a Milano, si ricominciano a guardare i fatti del ’93, del’94 e del ’92. Follia pura.” dice il Presidente, traduzione: sia Ingroia che il Procuratore di Milano, non debbono cercare i mandanti delle stragi di mafia.

E perché no?

Perché non dovrebbero cercare chi volle uccidere Falcone e Borsellino?

Dura la replica dell’Anm che ritiene “del tutto inaccettabile” paragonare ad uno spreco di soldi pubblici il lavoro dei magistrati impegnati nelle indagini sulle stragi mafiose dei primi anni ’90. “La lotta alla mafia, che il Governo in carica dichiara spesso di voler perseguire con ogni mezzo – prosegue il documento dell’associazione dei magistrati – richiede un impegno corale di tutte le Istituzioni e non può tollerare infondate operazioni di delegittimazione dei magistrati e delle forze dell’ordine, esposti in prima linea contro la criminalità mafiosa”.


Noi siamo una generazione intera che vuole sapere “ chi”  ci sia dietro quelle stragi, e poiché alcuni reati non cadono in prescrizione, per fortuna, se sarà necessario aspetteremo una vita intera, ma alla fine la verità uscirà.


Certo visto i comportamenti si può usare contro di loro il “ metodo feltri” usato contro: Boffo, Veronica Lario, ed anche negli scorsi giorni contro Saviano , che in un articolo agghiacciante de “ IL Giornale” viene  definito ‘un morto che cammina ’ che cita,  a sua volta, solo morti come Falcone e Borsellino.

Saviano è vivo però e noi siamo con lui, e lo sono anche Falcone e Borsellino dentro di noi, quindi basta, è ora di sapere cosa successe dal ’92  in poi, basta con le minacce .

Ha ragione Barbara Spinelli quando dice che questa è una guerra di mente per farci sentire tutti soli, ma ricordiamoci che siamo un popolo intero di cittadini, che questa è una democrazia, e che abbiamo dei diritti, uno dei quali è  il sapere.

 

Cominciamo quindi a far valere i diritti di questa Italia il 19 settembre a Roma per manifestare a favore della libertà di stampa  e da non mancare anche il 26 settembre a fianco del popolo dell’agenda rossa, per manifestare anche al Presidente, il nostro desiderio di verità sulla morte di Paolo Borsellino.



Tania Passa (
articolo21.info)

LINK:

1) “Il 19 settembre tutti a Roma per la libertà di informazione“, manifestazione promossa dalla Federazione Nazionale Stampa italiana e dal quotidiano online Articolo21.info a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16



 

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