Sono ottimista e vado.
Dal primo incontro, mi accorgo subito dell’eterogeneità del gruppo, sia come età, come sesso, come provenienza natale e professionale. Ma non ha importanza conoscersi, bensì ha importanza il motivo, il fine di quell’incontro. Non ci interessa chi siamo e cosa siamo, ma solo quello che pensiamo e cosa vogliamo fare insieme.
Gli incontri successivi non sono stati tanti, ma in quelle sere, fino a tarda ora, lo spirito collaborativo e cordiale che ci riunito, ha concretizzato un risultato. Ognuno ha dato il meglio di sé nel rispetto e nella partecipazione di tutti, senza temere i limiti o le ingerenze di altri, ma con la consapevolezza di esserci con tutto il nostro cuore e la nostra mente.
E’ arrivata la serata per cui abbiamo lavorato. Quanti timori, quante incertezze, voci che tremano, cavi di alimentazione scordati a casa, noleggi dell’ultimo minuto. Che figuraccia si prospettava da lì a poco. La paura si leggeva negli occhi e nelle fronti imperlate di sudore di chi, fino all’ultimo istante, era consapevole che ci sarebbe volute altre tre o quattro serate di prove, perché tutto andasse per il meglio. Ma sono le 21.30; è troppo tardi!! Si chiudono le luci. Si entra nel 19 luglio 1992.
TUTTO PASSA.
TUTTI NOI DIVENTIAMO PROTAGONISTI DI UN’IDEA, DI UNA PAZZA, SPONTANEA, COMMOSSA, IDEA.
Maria Nicosia (
Movimento Agende Rosse Pesaro-Urbino, 23 luglio 2010)
Fano, 19 luglio 2010: le Agende Rosse del gruppo Pesaro-Urbino

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