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I protagonisti siamo stati noi – Fano, 19 luglio 2010

Facebook, questo s…conosciuto! Sembra tutto virtuale, vedere le facce che scrivono qualcosa, che pubblicano qualcosa, che si mettono in mostra, ma che non guardi negli occhi, che non ti esprimono emozioni. Nasce un gruppo, Popolo delle Agende Rosse, che non solo condivide con me i pensieri e le opinioni sulle stragi di Capaci e di Via d’Amelio, ma ha l’ardire di volersi incontrare per costruire qualcosa insieme. E’ il primo momento concreto che mi lascia esterrefatta.
Mille dubbi sorgono nella mia mente. Chi sono queste persone? Cosa hanno in mente? Ci devo andare all’incontro?.

Sono ottimista e vado.
 

Dal primo incontro, mi accorgo subito dell’eterogeneità del gruppo, sia come età, come sesso, come provenienza natale e professionale. Ma non ha importanza conoscersi, bensì ha importanza il motivo, il fine di quell’incontro. Non ci interessa chi siamo e cosa siamo, ma solo quello che pensiamo e cosa vogliamo fare insieme.

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Gli incontri successivi non sono stati tanti, ma in quelle sere, fino a tarda ora, lo spirito collaborativo e cordiale che ci riunito, ha concretizzato un risultato. Ognuno ha dato il meglio di sé nel rispetto e nella partecipazione di tutti, senza temere i limiti o le ingerenze di altri, ma con la consapevolezza di esserci con tutto il nostro cuore e la nostra mente.

E’ arrivata la serata per cui abbiamo lavorato. Quanti timori, quante incertezze, voci che tremano, cavi di alimentazione scordati a casa, noleggi dell’ultimo minuto. Che figuraccia si prospettava da lì a poco. La paura si leggeva negli occhi e nelle fronti imperlate di sudore di chi, fino all’ultimo istante, era consapevole che ci sarebbe volute altre tre o quattro serate di prove, perché tutto andasse per il meglio. Ma sono le 21.30; è troppo tardi!! Si chiudono le luci. Si entra nel 19 luglio 1992.

TUTTO PASSA.
TUTTI NOI DIVENTIAMO PROTAGONISTI DI UN’IDEA, DI UNA PAZZA, SPONTANEA, COMMOSSA, IDEA.

Rievocare momenti tristi, ai quali ancora non riusciamo a dare risposte, con la rabbia e con il dolore, coinvolge tutti i presenti. Sì, perché anche se noi Popolo delle Agende Rosse, eravamo in pochi, i presenti erano tanti e… inaspettati.
 
Una serata così triste, per me è stata la gioia. La gioia di vedere persone che hanno preferito venire a vedere, a commemorare insieme a noi, una triste storia del nostro Paese, anziché passare una serata spensierata. Persone che ci fanno ancora sperare di non arrenderci mai, perché arrendersi vuol dire che Falcone e Borsellino e tanti uomini e donne che sono morti come loro, per quegli ideali di giustizia e onestà, sono morti invano, sono morti per un popolo che non meritava tanto sacrificio.
 
Siamo stati uniti tutti quanti dalla consapevolezza che stavamo facendo qualcosa di grande: CHIEDERE GIUSTIZIA.
Le agende rosse in alto per non dimenticare…….mai!

Maria Nicosia (Movimento Agende Rosse Pesaro-Urbino, 23 luglio 2010)


Fano, 19 luglio 2010: le Agende Rosse del gruppo Pesaro-Urbino

 

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