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I dubbi di Maggiani Chelli sulle parole di Conso

Il Prof. Conso, ha impartito una interessante lection magistralis a tutti noi questa mattina nel processo in corso a Firenze per le stragi del 1993, così come abbiamo appreso quanto burocraticamente parlando fosse all’epoca difficile gestire il 41 bis visto il numero eccessivo dei detenuti applicati a quel regime speciale.
Al di là di tutto ciò, nella nostra testa rimbomba una risposta del Prof.Conso “ricordi precisi non ne ho” rispetto ai passaggi o alle reiterazioni del 41 bis nell’anno 93, così come del resto non doveva ricordare bene davanti al Proc. Chelazzi il 24 settembre 2002. Mentre in Commissione Antimafia è stato precisissimo nel dire: ho deciso in “assoluta solitudine” per quei decreti da rinnovare o meno sul 41 bis.
Quindi sulla reiterazione per ben tre volte dei 41 bis da maggio a novembre del 1993, il nocciolo dell’udienza di questa mattina, quello che si è capito è che l’incapacità dello Stato a proteggere i nostri figli davanti alla mafia è stato totale.
Oppure le dissertazioni sull’argomento 41 bis dell’ex Ministro della giustizia, interessanti, quanto dispersive ai nostri occhi, mirano a prendere le distanze da una situazione di allora, oggi particolarmente scomoda per troppi, possibilità che ci farebbe inorridire.
Infatti l’ex Ministro della giustizia dice in parole povere: erano momenti terribili c’erano molte stragi, non sapevamo chi le faceva, qualcosa dovevamo fare.
COSA?
Abolire il 41 bis a “cosa nostra” quando ancora non si sapeva se era questa organizzazione criminale a fare le stragi? E perché?
Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli
Presidente Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

 

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