Come noto le parole del procuratore antimafia Grasso, nel voler assegnare un premio antimafia a Berlusconi, hanno sollevato le indignate proteste delle persone oneste che non credono affatto al percorso di legalità posto in essere dal governo Berlusconi. Il procuratore Grasso avrebbe dovuto ricordarsi, che proprio del governo Berlusconi, facevano parte ministri e sottosegretari in odore di mafia, senza contare altri del suo partito, condannati per mafia.
Quindi, le proteste e la risentita indignazione di Salvatore Borsellino, alle parole di Grasso, che nell’occorso ha anche attaccato la figura istituzionale di Antonio Ingroia, sono legittime e condivisibili. E, sono pienamente d’accordo affinché il procuratore Grasso non si rechi il 19 luglio in via D’Amelio, altrimenti, io per primo, attuerò una silente dimostrazione di dissenso. Insomma, procuratore Grasso per dirla alla palermitana, lei con il plauso indirizzato a Berlusconi “a scafazzò”.
Ma c’è un aspetto che nell’intervista della Zanzara a Grasso che in pochi hanno sottolineato, ovvero la sua valutazione comportamentale di Bernardo Provenzano e per essere esplicito riporto fedelmente: “…e lei pensi che oggi abbiamo difficoltà a far condannare le persone, perché col carcere a vita, che poi mette definitivamente un mafioso in carcere, perché proprio lui nel suo periodo di gestione non faceva commettere omicidio…omicidio eclatante. Per cui fanno condannare solamente per l’associazione per delinquere, fanno un po’ di anni in carcere ed escono…..ci sono difficoltà sotto questo profilo sembra e….una strategia ma è così”
Non ho ben compreso se Grasso esprima disappunto per il fatto di non poter condannare all’ergastolo i mafiosi, che dalla linea morbida di Provenzano, non sono avvenuti omicidi eclatanti o se per raggiungere l’intento si dovevano compiere omicidi eccellenti?
Procuratore Grasso per favore potrebbe essere più chiaro? E non mi dica che le sue parole sono state fraintese.
In ogni caso, io preferisco avere tanti mafiosi liberi che omicidi eclatanti: già condannarli per associazione mafiosa e confiscare i loro beni, basta ed avanza. Il problema è: parte del potere politico lo vuole davvero?

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