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Giudici e cittadini insieme in corteo – Palermo, 16 aprile 2011

Fiaccolata, dibattito e concerti nella “notte bianca della legalità”. L´allarme dei pm. Tremila in piazza per i magistrati “Attenti, la mafia rialza la testa”.

I magistrati quotidianamente delegittimati dalla politica. La mafia che rialza la testa, se mai l´abbia abbassata. E poi il malaffare e la malaburocrazia che si intrecciano al cospetto di una società civile che sembra incapace di reagire, se non indifferente. Mentre all´orizzonte, c´è chi, come il procuratore Antonio Ingroia, lancia l´allarme su un possibile ritorno alle stragi da parte di Cosa nostra. È contro questo quadro fosco e preoccupante che ieri pomeriggio circa tremila palermitani hanno sfidato la pioggia e si sono riversati in strada, con una fiaccolata che dalla piazza del Tribunale ha raggiunto il teatro Massimo.
C´erano tanti giovani, a partire dai ragazzi di «Cittadinanza per la magistratura», il comitato che ha lanciato l´iniziativa e che raccoglie diverse associazioni antimafia. Con loro tanti cittadini, molti genitori con i loro bambini, commercianti, professori e qualche politico. E c´erano soprattutto i magistrati, da Serio Lari a Nino Di Matteo, da Leonardo Agueci a Marina Petruzzella, passando per il presidente dell´Anm di Calatanissetta, Giovanbattista Tona. «Questa manifestazione è per loro – dice Marcello Capetta, uno degli organizzatori – per tutti quei magistrati che subiscono quotidianamente un duplice attacco: da un lato la mafia, dall´altro certa politica che non perde occasione per delegittimarli. Dinanzi a tutto ciò, la società civile deve reagire. Per questo, abbiamo deciso di scendere in piazza».
Tra le fiaccole, si scorgono magliette con lo slogan della manifestazione, «Uniti tra noi, uniti per noi, contro la mafia». Vincenzo Agostino è vicino a loro, ma sulla maglia ha un´altra scritta, dove chiede verità e giustizia per il figlio Nino, il poliziotto ucciso insieme alla moglie da Cosa nostra. Dopo una messa all´aperto celebrata nel piazzale della Memoria, il corteo si muove per raggiungere il palco di piazza Verdi, dove si alternano i magistrati. «Questa è una manifestazione importante – dice Nino Di Matteo – Per la prima volta in Sicilia, la gente scende in piazza per esprimere solidarietà ai giudici non per rispondere a clamorosi attentati. Evidentemente, tra i cittadini, molti avvertono i rischi che comportano questa delegittimazione sistematica della magistratura, le parole di chi dice che i magistrati rappresentano un pericolo più grave di quello che rappresentarono a loro tempo le Brigate rosse. Si respira – conclude – un clima di eversione istituzionale, ancora più pericoloso in un momento così delicato per il nostro Paese». Sulla stessa linea dice Sergio Lari, procuratore capo di Caltanissetta: «Quei cartelloni davanti alla procura di Milano, dove si accostavano i pm alle Br, fanno male – dice – Non bisogna mai dimenticare che i magistrati italiani sono quelli che al mondo hanno pagato il più alto contributo di sangue nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata». La memoria va alle strategia delle stragi. Una strategia che, denuncia l´aggiunto Antonino Ingroia in un video messaggio potrebbe essere messa nuovamente in campo dal boss Matteo Messina Denaro. «Proprio per questo – dice Ingroia – è importante che la società civile non abbassi mai la guardia».

Dario Prestigiacomo (La Repubblica, 17 aprile 2011)

 
Foto di Silvia D’Asaro

 

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