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Giancarlo Caselli ospite a “Che tempo che fa” – domenica 6 dicembre 2009

Il Procuratore Capo della Repubblica di Torino Gian Carlo Caselli sarà ospite della trasmissione “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio domenica 6 dicembre alle ore 20.10 su Rai 3 per parlare del suo ultimo libro “Le due guerre“. Lo Stato ha saputo vincere la sua guerra al terrorismo “storico”. Contro la mafia, invece, lo Stato (più esattamente alcuni suoi consistenti settori)  ha accettato di perdere una guerra che si sarebbe potuta vincere”.
“Due guerre e una sola trincea, la scrivania di un magistrato. Dalla Torino degli anni Settanta alla Palermo dei Novanta, trentacinque anni di storia italiana attraverso lo sguardo di un protagonista della lotta contro il terrorismo di sinistra e contro la mafia. Due guerre in difesa della democrazia, una vinta (quella contro il terrorismo), una in sospeso (quella contro la mafia). Dal processo ai capi storici delle Brigate rosse al pentimento di Patrizio Peci, dalle stragi di Capaci e via D’Amelio all’arresto di Totò Riina e di decine di altri latitanti, passando per il caso Cossiga/Donat-Cattin e il processo a Giulio Andreotti. In mezzo, il ricordo di tanti, troppi amici che, in questa storia aspra di rischi e di eroismi, combattendo hanno perso la vita.Memorie, interrogativi, domande e risposte. Gian Carlo Caselli racconta”.

 


“Questo libro è la storia di una sconfitta. Meravigliosa, come quasi tutte le sconfitte. Ma sconfitta.
La storia del tradimento di uno Stato
che ha consumato i suoi uomini migliori, li ha usati,
li ha spremuti, poi li ha gettati via”
(Dalla postfazione di Marco Travaglio)

“Quello di Caselli è soprattutto esercizio della memoria consapevole e responsabile. Ecco perché, in quest’epoca di smemoratezze e rimozioni, un libro come questo,
un libro di ricordi di storie personali e collettive intrecciate fra loro, è estremamente prezioso…
Uno straordinario reportage dal fronte”.
(Antonio Ingroia, L’Indice dei libri del mese,
dicembre 2009)

“Mi auguro che libro di Gian Carlo Caselli venga letto nelle scuole, non come testimonianza storica,
ma come palpitante esempio d’alta educazione
sociale e civile”.
(Andrea Camilleri, l’Unità)

“Tremendamente amara la metafora calcistica
adottata per spiegare il comportamento delle istituzioni nella lotta alla mafia: lo Stato si è fermato a 11 metri
dalla fine, come se dovesse tirare un calcio di rigore,
al novantesimo.
Ma invece di tirare, è rientrato negli spogliatoi”.
(Antonio Caroti, Corriere della Sera)

“È anche, per la prima volta un cedere
del procuratore di Torino alla rievocazione più intima
di quella ‘vita blindata’ che, proprio tra il Piemonte
e la Sicilia, ha marchiato la sua esistenza
negli ultimi 35 anni”.
(Ettore Boffano, la Repubblica)

 

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