di Pippo Giordano – 27 agosto 2017
Il prossimo 3 settembre ricorre l’anniversario dell’attentato al Generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, ove morirono anche la moglie Emanuele Setti Carraro e Domenico Russo, appartenente alla polizia di Stato. Non posso dimenticare quel giorno e in particolare quella maledetta sera. Di proposito non intendo descrivere come erano i corpi martoriati di Dalla Chiesa e di sua moglie e anche se avvezzo a tali scempi, quella scena mi rabbrividì. Quel giorno avevo lavorato tanto. Sia io che Lillo Zucchetto, sin dalla mattina, eravamo stati impegnati in un appostamento per la cattura di un capo famiglia: avevamo monitorato una villa situata nell’incantevole agro di Ciaculli. Mentre facevo rientro a casa, la radio di servizio diede la notizia dell’agguato in via Isidoro Carini, e senza nemmeno riflettere con sirena spiegata mi fiondai sul luogo dell’eccidio. Quella notte, nessuno di noi andò a casa: tutti presenti per fare rastrellamenti e perquisizioni. A dire il vero, furono “operazioni” di facciata, anzi pupiate per uso e consumo dei media e della popolazione. La notte una mano ignota vergò sul muro di via Isidoro Carini, “qui è morta la speranza dei palermitani onesti”. Quella mano ignota, commise un madornale errore, talchè la locuzione avrebbe dovuto fare riferimento agli “italiani” e non ai soli palermitani. Ma la cosa ancor più drammatica, emersa successivamente dall’inchiesta giudiziaria, che mentre il Generale Dalla Chiesa osava sfidare Totò Riina e l’intera Cosa nostra, un uomo di governo era solito frequentare i mafiosi.
Il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa era un Carabiniere doc: un Ufficiale di altri tempi il cui giuramento di lealtà verso lo Stato fu la causa effetto della sua morte. Quella notte del 3 settembre passò in fretta, la conclusi con “aprite polizia!”: una perquisizione il cui esito già conoscevo, ovvero “nulla di nulla” e dopo l’alba una breve visita con doccia a casa e poi tutta la Squadra mobile in ufficio. Furono identificati gli autori materiali, ovvero il gruppo di fuoco, ma non i veri “mandanti”. La storia maledetta della mia città natia.
Pippo Giordano

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