La presunta”ritrattazione” di Colucci avvenne nel corso del processo per l’irruzione alla Diaz nell’udienza del 3 maggio 2007. Colucci, chiamato a testimoniare sulle telefonate intercorse la notte della Diaz con De Gennaro, avrebbe modificato la sua precedente versione negando di aver parlato con il capo della polizia a proposito dell’intervento del portavoce Roberto Sgalla nella scuola. Secondo le intercettazioni emerse durante il processo, Colucci avrebbe telefonato a conoscenti e colleghi spiegando come Manganelli intendesse “far pagare ai magistrati” il loro tentativo di smascherare l’accordo.
Antonio Manganelli, che ha sostituito De Gennaro a capo della Polizia nel giugno 2007, non si scompone: “Quella telefonata a Colucci era solo un gesto di solidarietà per un collega che stava vivendo un momento molto difficile – fa sapere –. Confermo quanto già detto in passato: nessun complimento per aver cambiato versione davanti ai giudici, semplice vicinanza a una persona in difficoltà”.
Secondo Cerrato, in quei giorni Colucci era molto preoccupato per le ingerenze dei vertici sul suo operato: “Si lamentava, era quasi ossessionato del suo “commissariamento” – ha spiegato ieri il magistrato –. Diceva di avere commesso l’errore di non avere esercitato il suo ruolo istituzionale, ma di avere fatto agire i ‘generali’ venuti da Roma. Continuava a ripetere: ‘Ma io che ho fatto?’”.
Chiara Paolin (il Fatto Quotidiano, 9 novembre 2010)

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