L’ordine della procura di Palermo. I pizzini che accusano l’ex capo della Polizia sarebbero falsi
AUDIO – Ingroia: «Ciancimino? Noi sempre rigorosi» (21 aprile 2011) (all’interno dell’articolo)IL FERMO – Ciancimino è stato fermato con un provvedimento urgente «per pericolo di fuga» e si sarebbe reso necessario perché il superteste si stava recando in Francia per le festività pasquali, anche se sarebbe tornato lunedì». Ma la Procura ha deciso per il fermo senza aspettare il provvedimento del gip del Tribunale. Martedì è prevista la sua deposizione al processo Mori a Palermo.
IL DOCUMENTO – Il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino, ha prodotto alla procura palermitana documenti tra cui uno che sarebbe stato «manomesso» in cui c’è il nome del direttore del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza. Il documento è una fotocopia di un foglio redatto da Vito Ciancimino, padre di Massimo, con un elenco di nomi di personaggi delle istituzioni che avrebbero avuto un ruolo nella cosiddetta «trattativa». Da una perizia ordinata dalla Dda e consegnata giovedì ai magistrati che conducono l’inchiesta, il procuratore aggiunto Antonio Ingroia e i sostituti Nino Di Matteo e Paolo Guido, si evincerebbe che il nome di De Gennaro sarebbe stato scritto in epoca successiva alla redazione del manoscritto.
L’ACCUSA A DE GENNARO – Nello scorso dicembre, Ciancimino era stato iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Caltanissetta per calunnia nei confronti di De Gennaro, attualmente direttore di un’agenzia di intelligence. Ciancimino, importante teste nell’inchiesta sulla presunta trattativa tra Stato e mafia e le stragi del 1992, ha accusato De Gennaro, a capo del Dis (dipartimento per le informazioni di sicurezza), di essere stato molto vicino al «signor Franco», l’agente dei servizi che avrebbe avvicinato il padre per cercare un contatto con i boss mafiosi all’epoca delle stragi di mafia. Secondo i magistrati, i «pizzini» che Ciancimino avrebbe portato a sostegno della sua tesi sarebbero falsi.
LA DIFESA – «Sono sereno. Mi accusano di avere consegnato un documento non autentico, ma io rimango sereno» ha detto all’Agi, raggiunto telefonicamente, Massimo Ciancimino, attualmente alla questura di Bologna. Mi accusano, ma resto sereno – ha spiegato al cronista – mi sa che non ci sentiremo per un po’…».

Be First to Comment