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Familiari vittime stragi: ‘Non chiedeteci silenzio, dateci delle risposte’

Comunicato del Coordinamento nazionale di Associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati

Palermo 20 maggio 2025 – Il 23 maggio p.v., in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, giovani, studenti e studentesse della città di Palermo, organizzeranno una importante mobilitazione.

“Non chiedeteci il silenzio, il 23 Maggio faremo rumore”, questo il titolo della manifestazione.

Come Coordinamento nazionale di Associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati abbiamo deciso di aderire a questa manifestazione.

Non chiedeteci silenzio, perché non taceremo sulle verità emerse nei processi e silenziate dai media, riguardanti le complicità politico-istituzionali dietro le stragi – dicono questi giovani studenti e studentesse.

Faremo rumore, perché la nostra idea di contrasto alla mafia, o, per meglio dire, al sistema di potere politico-affaristico-mafioso, come lo definiva Pio La Torre, è in contrapposizione con quella di questo Governo. La mafia non può essere ridotta a piccola criminalità organizzata, ignorando, invece, i collegamenti che questa instaura stabilmente con il potere. Denunciamo con forza le riforme in atto che minano la lotta alle organizzazioni mafiose e ai crimini dei colletti bianchi: intercettazioni, abuso dufficio, traffico di influenze.

Faremo rumore – continuano nel loro comunicato gli studenti – contro il tentativo posto in essere dalla maggioranza di governo di riscrivere la storia di stragi ed omicidi eccellenti, minimizzando, o peggio negando, le connivenze di esponenti delle istituzioni e di appartenenti alleversione nera, nei gravi episodi che hanno insanguinato lItalia.”

Il Coordinamento nazionale di Associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati sostiene il “rumore” che i giovani studenti e studentesse oggi, qui a Palermo, stanno facendo con grande senso civico.

Ma, mentre loro pretendono che non gli venga chiesto il silenzio, come Coordinamento nazionale vi chiediamo: “Dateci delle risposte”.

Dateci delle risposte in merito ai tanti misteri che riguardano stragi, attentati, depistaggi, connivenze, lasciati fino a ora irrisolti e tentando di allontanarli dalla verità.

Dateci delle risposte di democrazia e rispetto della Costituzione respingendo tutti quei decreti e proposte di legge, come il decreto sicurezza e il suo articolo 31, che tentano di garantire l’impunità  di strutture  il cui operato in passato è stato troppo frequentemente associato a attività di depistaggi che hanno allontanato, se non addirittura impedito, l’emergere della verità e delle responsabilità  sulle vicende di mafia, di terrorismo e delle stragi che hanno insanguinato il nostro paese.

Dateci delle risposte bloccando quel disegno di legge che vorrebbe allontanare dalla Commissione antimafia componenti quali gli ex-magistrati Scarpinato e De Raho, la cui competenza ed esperienza potrebbe invece offrire un significativo contributo per la reale ricostruzione di fatti e vicende che si continua a voler fare brancolare nel buio.

Dateci delle risposte ma soprattutto, vogliate avvertire almeno il dovere morale di dare queste risposte proprio a questi ragazzi che sentono oggi forte l’obbligo di sostenere una battaglia, di sollevare un urlo di dolore e protesta perché possano essere finalmente ricollocati correttamente nella storia fatti appartenenti a un periodo che, quando si sono verificati, non li vedeva nemmeno nati e di cui oggi sentono la responsabilità di essere  coraggiosi paladini nella ricostruzione della verità.

Non vogliamo credere che questi giovani, guardando con speranza al loro futuro, possano essere considerati dei neo Don Chisciotte che combattono contro mulini a vento o si scontrino contro muri di gomma.

Dateci delle risposte senza nascondervi dietro scomposti e penosi tentativi di far passare per reali e attendibili, fantasiose ricostruzioni giudiziarie costruite con evidente malafede e funzionali solo a screditare l’operato di certa magistratura la cui ricostruzione dei fatti è stata basata non su congetture, ma su prove ormai storicamente incontrovertibili, per quanto scomode per alcuni.

Ne va della credibilità dello Stato, della democrazia, dei diritti sanciti dalla Costituzione, per il cui rispetto questi giovani, che oggi simbolicamente vogliamo accompagnare in questo corteo, hanno deciso di non tacere ma anzi sollevare contro la mafia un civico assordante rumore

Il Coordinamento nazionale di Associazioni e familiari di vittime di stragi e attentati

 

FIRMATARI:

Paolo Bolognesi

Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna

 

Salvatore Borsellino

Presidente Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio

 

Sergio Amato

Figlio del Giudice Mario Amato, ucciso dai NAR

 

Nunzia Agostino

Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

 

Flora Agostino

Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

 

Paola Caccia

Figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta

 

Giuseppa Catalano

Sorella dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio

 

Tommaso Catalano

Fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio

 

Daniele Gabrielli

Vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili.

 

Roberta Gatani

Nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio

 

Luana Ilardo

Figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia.

 

Angela Manca

Madre dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia

 

Gianluca Manca

Fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia

 

Rosaria Manzo

Presidente Associazione Familiari Vittime della strage del Rapido 904

 

Manlio Milani

Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza della Loggia

 

Brizio Montinaro

Fratello dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci

 

Donata Montinaro

Sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci

 

Nino Morana

Nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

 

Stefano Mormile

Fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta

 

Nunzia Mormile

Sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta

 

Federico Sinicato

Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana

 

Franco Sirotti

Fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del Treno Italicus

 

 

 

 

 

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