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Familiari vittime stragi: ‘Chiediamo nuovamente di essere auditi sulle abnormità del DDL Sicurezza’

29 aprile 2025 – Il Coordinamento nazionale delle associazioni e vittime delle stragi esprime, ribadendola, la profonda preoccupazione in merito all’iter che il Governo sta facendo seguire all’originario DDL 1236 (c.d. DDL sicurezza) e al suo art. 31 che, dopo essere stato oggetto di rilievi da parte del Presidente della Repubblica affinché potessero essere adottate una serie di modifiche, è stato invece riproposto, sotto forma di decreto-legge (decreto-legge nr. 48 del 11 aprile 2025), adducendo motivi di urgenza assolutamente inesistenti e venendo letteralmente a disattendere la normale prassi da seguire, scavalcando in questo modo letteralmente il ruolo e autorità del Parlamento.

La stessa associazione nazionale magistrati, con una nota pubblicata dall’Unione delle Camere penali italiane, nel denunciarne l’abuso da parte del Governo ha precisato che :”tale modalità di intervento legislativo risulta tanto più inadeguata in quanto non solo adottata in mancanza di ogni profilo di necessità e urgenza che possa giustificare l’iniziativa, ma in quanto la stessa viene attuata con riferimento a  una serie di norme, già da più parti sottoposta a severe critiche, mentre è in corso un’ampia e approfondita discussione davanti al Senato.“

Nel condividere queste considerazioni che facciamo nostre, come Coordinamento nazionale ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti i parlamentari, espressione delle forze politiche democratiche rappresentate presso la Camera e il Senato, nonché al dovere istituzionale che deve loro competere, affinché in fase di dibattimento possano apportare al Decreto legge 48/25, quegli emendamenti che consentano di allontanare la futura legge sul pacchetto sicurezza da rischi di incostituzionalità.

Queste Associazioni, che hanno subito personalmente e sul sangue dei propri cari le trame di servizi segreti deviati, vedono con sgomento la richiesta di maggiori poteri e immunità (alcuni abnormi e assolutamente immotivati) che alterano il delicato sistema di equilibri che si erano realizzati con la legge 124/2007 di riforma dei servizi, per cui in subordine alla richiesta di cancellazione dell’articolo 31, chiedono alle forze di maggioranza un atto di responsabilità che si concretizzi nello stralcio dell’articolo perché sia eventualmente oggetto di separata trattazione.

Ciò consentirebbe al Parlamento una serena e approfondita disamina, attraverso un franco e trasparente dibattito pubblico come avvenuto nel 2007, senza i silenzi e le reticenze che hanno invece accompagnato l’art. 31, in modo da entrare sul merito e sulla effettiva necessità di ampliamento delle garanzie funzionali agli appartenenti ai servizi, stabilendo eventualmente un contro-bilanciamento dei poteri di controllo parlamentare e l’esclusione per alcune tipologie di reato.

A tal proposito lo stesso Coordinamento nazionale delle associazioni e vittime delle stragi, che già nella precedente fase ne aveva fatto richiesta di audizione senza che questa venisse accolta, si rivolge nuovamente ai Presidenti di Camera e Senato, cui già nei giorni scorsi ha indirizzato nuova formale richiesta, nonché alle relative Commissioni incaricate di esaminare il decreto, perché possano mettere a calendario la sua audizione.

Ad oggi non risultano essere chiusi i termini, per cui parrebbe del tutto immotivato che detta audizione possa essere ulteriormente negata.

Il Coordinamento nazionale delle associazioni e vittime delle stragi

FIRMATARI:

Paolo Bolognesi

Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna

Salvatore Borsellino

Presidente Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio

Nunzia Agostino

Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Flora Agostino

Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Paola Caccia

Figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta

Giuseppa Catalano

Sorella dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio

Tommaso Catalano

Fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio

Daniele Gabrielli

Vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili.

Roberta Gatani

Nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio

Luana Ilardo

Figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia.

Angela Manca

Madre dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia

Gianluca Manca

Fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia

Rosaria Manzo

Presidente Associazione Familiari Vittime della strage del Rapido 904

Manlio Milani

Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza della Loggia

Brizio Montinaro

Fratello dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci

Donata Montinaro

Sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci

Nino Morana

Nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini

Stefano Mormile

Fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta

Nunzia Mormile

Sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta

Federico Sinicato

Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana

Franco Sirotti

Fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del Treno Italicus

 

 

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