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Paolo Borsellino e Rita Atria in terra di ‘andrangheta. Montecchio Emilia (RE)

16 Luglio 2019
Quando:
27 Luglio 2019@20:45
2019-07-27T20:45:00+02:00
2019-07-27T21:00:00+02:00
Dove:
Montecchio Emilia
Piazza Repubblica 18
Contatto:
Marga M. Venturi
3347824991

Il nostro appuntamento quest’anno, a Montecchio Emilia, si sposta di una settimana rispetto allo scorso anno. Per attendere la presenza di Piera Aiello, cognata di Rita Atria. E’ un sogno che si sta realizzando: che Piera ci parli di Rita. Non abbiamo solo dato il suo nome al nostro gruppo. Abbiamo  cercato, in questi anni, di conoscere di più di lei, che inizia ad essere una testimone di giustizia ben prima dei suoi 17 anni. Attraverso  Rita abbiamo percepito il tormento in una famiglia di mafia, il tormento in una bambina, la violenza, la paura, la morte. Una madre che ti abbandona perchè non stai alle regole mafiose. Abbiamo sperato a volte, che volesse salvarle la vita, forse… Ma quando poi col martello ne distrugge la lapide, non ne siamo stati più certi. Di sicuro  ci ha reso consapevoli che la mafia cambia tutte le carte in tavola. Stravolge ogni sensibilità materna, paterna e filiale fino a rinnegare i propri figli e figlie. Natura e territorio ne sono pure stravolti. E ora lo sappiamo bene.

Ricomporre la triade, Paolo Borsellino, Rita Atria, Piera Aiello, ci sembra davvero un dono grande. Ricomporlo, dentro di noi, nei partecipanti,   con la voce e la partecipazione di Piera è come ridarsi un tempo per il respiro, per riconoscere l’integrità del  giudice Paolo e il coraggio  di Rita e Piera che decidono di rompere il muro a Partanna. Un giudice che non smette mai di essere padre. Piera scrive commentando la nostra locandina: “Mi piace lo sfondo, Rita e zio Paolo!” Gentilezza e affetto   che nascono  mentre si fa a pezzi il muro dell’omertà.. Sentiamo il coinvolgimento  e il coraggio di Coloro che portavano testimonianze e vissuti e di Colui che ascoltava…

A Montecchio Emilia uniremo questa parte ai fatti  di adesso. A un territorio  dove la ‘ndrangheta fa affari, fa ville e ci vive. “La droga?”  dice Antonio Valerio, collaboratore di giustiziaal processo Aemilia, ” è come avere  i soldi in tasca”.  Crediamo che oltre alla rabbia ci si debba unire per combattere insieme questa battaglia. Ce lo diranno  in questa serata due giornalisti prestigiosi  e limpidi: Rossella Canadè e Paolo Bonacini. A Mantova e a Reggio Emilia la cosca è la stessa, solo gli affiliati ogni tanto cambiano.

Rossella Canadè, giornalista della Gazzetta di Mantova ha scritto, nel suo libro “Fuoco criminale” la situazione di Mantova. Con parole  e modalità  straordinarie. Sarà presente  e ci parlerà del processo Pesci. Di come la ‘ndrangheta ha cercato di mettere in ginocchio prima le persone e poi  l’economia. Ricordiamo per chi legge Teresa Villagrossi e Matteo Franzoni entrambi imprenditori,  ottime persone, messe a dura prova dalla  ‘ndrangheta locale.

Paolo Bonacini, inviato al processo Aemilia per la CGIl di Reggio Emilia,  ci ha dato l’opportunità di costruire,  nel territorio provinciale, un tamburo battente sul processo Aemilia. Ha  portato alla gente,  in molti comuni reggiani,  ciò che  è successo,  per  quasi 3 anni, nell’aula bunker del  Tribunale di Reggio Emilia. E’ autore del  libro ” Le cento storie di Aemilia” e  narra, in modo avvincente,  il processo attraverso  fatti, ed episodi significativi.

Una serata, il 27 luglio nel castello medioevale,  a un’unica voce: “Uniti e liberi nella legalità”.

Vi attendiamo.

Movimento Agende Rosse, Gruppo Rita Atria di Reggio Emilia e Provincia.