5 agosto 2025 – La voce di Enrico Bini, ex sindaco di Castelnovo Monti e prima ancora presidente della Camera di Commercio reggiana, fu tra le prime a denunciare le infiltrazioni ’ndranghetiste che inquinavano il tessuto economico della nostra città. Oggi quella stessa voce interviene nel merito della questione ’viale Città di Cutro’, l’arteria stradale che accoglie gli automobilisti appena usciti dal casello dell’autostrada A1, e della proposta dell’ex Prefetta Antonella De Miro di cambiare il nome in ’Reggio Emilia città libera da tutte le mafie’. Idea con cui Bini è d’accordo: «Quella intitolazione fu fatta nel momento in cui la ‘ndrangheta era in fase di massima espansione e occupava tutti gli spazi economici possibili (favorita dai famosi committenti locali): trasporto, edilizia, commercio ecc… Anche i consiglieri (eletti coi voti “Cutresi”) che conoscevano quei malavitosi che si insediarono, contribuirono non facendo nulla per mettere in guardia chi di dovere».
«I cutresi onesti, che sono la stragrande maggioranza, sono state le prime vittime di questi malavitosi: dovevano pagare il ’pizzo’ e tacere. Era il periodo delle ’processioni’ e dei viaggi a Cutro. Era il momento in cui le grandi cooperative di produzione, lavoro e industriali del settore facevano affari con loro. Era il momento in cui le piccole imprese calabresi dovevano lavorare, tacere e pagare» continua -.
La proposta ha scatenato reazioni molto divisive e, da un lato, non sono mancati i risentimenti e lo sdegno da parte della comunità cutrese, dichiaratasi discriminata. Non ultimo il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso, «che dice: “I voti dei Cutresi vi vanno bene“ – considera Bini –. Ha ragione. Andavano bene sia alla destra che alla sinistra. Io ricordo che sono andato a Cutro, non in processione ma come presidente della Camera di commercio per un dibattito sul ruolo dei Cutresi a Reggio Emilia. Tra i primi problemi che evidenziavo c’era l’infiltrazione dell’ndrangheta da noi, mentre fuori dalla sala civica venivano distribuiti volantini contro di me». «La ‘ndrangheta non è sconfitta da noi, è sempre più forte. Quindi sosteniamo i cutresi onesti e assieme a loro continuiamo la battaglia contro la malavita» conclude Bini, che poi sposta l’occhio sull’assordante «silenzio della politica reggiana sia quella di governo che quella di opposizione. Per imbarazzo? Paura? Compromessi ancora presenti? – chiede –. Intitoliamo quella via che è la porta d’ingresso alla nostra città, come propone De Miro, ’Città libera dalle mafie’, o diamo comunque un nome che rappresenti la nostra storia e la nostra identità. Confido nel pronunciamento del comitato scientifico nominato all’interno della consulta, organo nominato dal Comune e partecipato da tutti, con tanta aspettativa».
Enrico Bini (articolo tratto da Quotidiano Nazionale, 17 luglio 2025)

Comments are closed.