11 gennaio 2026 – Nel primo episodio la scrittrice Antonella Beccaria e l’ex-giudice istruttore Leonardo Grassi ricostruiscono la prima parte della vita di Elio Ciolini e il suo ingresso nella storia della strage di Bologna. Dall’arresto per truffa in Svizzera nel 1981 al memorandum inviato dal carcere di Ginevra, dalle visite anomale di funzionari e apparati dello Stato fino alla costruzione di una gigantesca montatura fatta di logge massoniche, organizzazioni terroristiche fantasma e falsi mandanti internazionali. Un racconto che mostra come il depistaggio non sia stato un errore, ma un’operazione strutturata, capace di orientare per anni le indagini lontano dalle responsabilità reali. Un meccanismo alimentato da documenti falsi, accuse costruite a tavolino, ritrattazioni e contro-ritrattazioni, che trasformano Ciolini in uno strumento centrale della disinformazione. Questa è la prima parte di una storia più ampia. Nella Parte 2 entreremo nella latitanza sudamericana, nei rapporti con Stefano Delle Chiaie, nelle reti nere internazionali e nelle operazioni clandestine di quegli anni. Nella Parte 3 arriveremo al rientro in Italia nel dicembre 1991, alla nuova stagione di depistaggi, alla lettera sulla “nuova strategia della tensione” e al definitivo crollo della sua credibilità.
In questo secondo episodio la scrittrice Antonella Beccaria ricostruisce la latitanza sudamericana di Elio Ciolini. Dalla fuga all’estero ai rapporti con Stefano Delle Chiaie, emergono le connessioni con le reti nere internazionali e il contesto delle operazioni clandestine attive tra Europa e America Latina negli anni della strategia della tensione. La latitanza non appare come una semplice evasione, ma come il proseguimento di un ruolo operativo, in cui Ciolini continua a produrre narrazioni, accuse e documenti funzionali a spostare l’attenzione investigativa. Un passaggio chiave per capire come il depistaggio si sia sviluppato anche su scala internazionale. La storia prosegue nella Parte 3.
Elio Ciolini rientra in Italia dopo anni di latitanza. Viene arrestato e torna improvvisamente al centro delle indagini sulla strage di Bologna e sui depistaggi che ne hanno segnato la storia. Nel marzo 1992, Ciolini invia una lettera al giudice istruttore Leonardo Grassi: un testo inquietante in cui annuncia una nuova stagione di stragi e omicidi politici. Nessuno gli crede. Pochi giorni dopo, viene assassinato Salvo Lima. Da quel momento si apre l’ultima fase della vicenda: allarme nazionale, fughe di notizie, nuovi interrogatori, documenti che si riveleranno falsi, ritrattazioni e contro-ritrattazioni. È il crollo definitivo della credibilità di Ciolini e, insieme, l’emersione del meccanismo finale del depistaggio. In questa terza e ultima puntata, Antonella Beccaria, giornalista e scrittrice, e Leonardo Grassi, ex giudice istruttore che si occupò delle indagini nei primi anni Novanta, ricostruiscono in una doppia intervista l’epilogo della storia: dalle conseguenze giudiziarie fino agli sviluppi più recenti. Oggi, di Elio Ciolini non si sa dove sia né cosa faccia. Resta una figura sfuggente, che attraversa decenni di storia italiana e scompare di nuovo nell’ombra. Ed è forse anche per questo che la sua storia continua a interrogare il presente.

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