Il padrone del settimanale messinese Centonove torna all’attacco, e questa volta sfodera tutto il suo savoir faire e le sue incompetenze. Ora, non voglio infierire, voglio tralasciare le carenze linguistiche di Enzo Basso e concentrarmi soltanto sul contenuto dell’editoriale-spazzatura pubblicato sull’ultimo numero uscito oggi in edicola. In primis, fa sorridere, amaramente, il riferimento alla “diatriba” tra Sciascia e Borsellino. Probabilmente Basso non ha contezza di come quell’episodio sia nato e si sia evoluto. E sicuramente gli sfugge come sia andato a finire. Chi sa, magari un giorno chiederà anche scusa, dimostrando la sua buona fede oggi davvero non ravvisabile.
Si lamenta, Basso, perché ho osato rivelare sul web un fatto incontrovertibile: il “suo” giornalista, Michele Schinella, ha scritto sotto dettatura dell’ex sostituto procuratore di Barcellona Pozzo di Gotto Olindo Canali apparendo come un avvocato difensore più che come un giornalista. Non lo dico io, lo raccontano le intercettazioni telefoniche dei Carabinieri. E quindi non sono il mostro cattivo che vuole rovinare il brillante giornalista, né si può dire, neanche volendo usare in modo infame un’antipatica e squallida metafora, che ho sparato un colpo alla nuca di Michele Schinella. Questo commento del capo di Centonove, piuttosto, è una caduta di stile senza precedenti. Ricordo a Basso che mio padre i colpi di pistola li ha ricevuti sul serio. In faccia, nemmeno alla nuca.
E solo così il potere che oggi guida le sorti del giornalismo messinese avrebbe potuto zittirlo. Forse al padrone di Centonove, troppo impegnato a pensare alle vendite (scarse) e troppo poco attento alla ricerca della verità (che comunque verrà fuori), è sfuggito persino questo. In quanto alla schiena di Michele Schinella, sono certa che non si tratti di una semplice scoliosi! Persino oggi si è cimentato in un contorsionismo degno del peggior circo mediatico, con l’ennesimo indegno attacco ai danni di chi ha solo la colpa di non essere in sintonia con il sistema di potere mafioso che soffoca la provincia di Messina: consiglio quindi di effettuare una visita più accurata. Capisco che non si possa pretendere da tutti i giornalisti il rigore e la professionalità del pubblicista (come Basso lo ha qualificato, non ricordando che mio padre era un “abusivo”) Beppe Alfano, ma Centonove ha davvero superato ogni limite di indegnità con i suoi articoli “ad personam“.
Voglio poi far presente al padrone di Centonove alcuni aspetti che probabilmente non gli sono chiari o che semplicemente finge di sconoscere. Intanto non è vero che ho scritto i miei primi articoli sul suo giornale: i miei primi pezzi sono usciti sul quotidiano per il quale scriveva mio padre, “La Sicilia“. Quello che ho fatto nella mia vita, illustre Basso, l’ho sempre fatto con coscienza e piena consapevolezza. E non ho nulla, ma davvero nulla, io, di cui vergognarmi o pentirmi. Nessun rimorso mi attanaglierà. Compiango lei, invece, già angosciato dall’imminente impegno di trovarsi un nuovo padrone, nell’evenienza, per lei terrifica, che quello che sta servendo oggi stia per cadere.
da: SoniaAlfano.it

Be First to Comment