Tre ore d’interrogatorio, un quarto d’ora di pausa, più di quaranta domande e il divieto assoluto di ascoltare cosa dicesse per giornalisti, pubblico, parti civili e imputati. Alla fine della deposizione di Giorgio Napolitano al processo Trattativa Stato – mafia sono arrivati soltanto gli spifferi di avvocati e pm. La registrazione dell’udienza era stata affidata a tecnici del Quirinale, che l’hanno poi mandata alla cancelleria della corte d’Assise per la trascrizione.

di Aaron Pettinari e Lorenzo Baldo – 31 ottobre 2014
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