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È mai esistita l’antimafia?

Mafia, antimafia e chi più ne ha più ne metta. Vorrei disquisire su un articolo apparso su LiveSicilia, a firma di Roberto Puglisi: “Ma esiste ancora l’antimafia?

Io chiedo: “Perché è mai esistita l’antimafia?”. Io non me ne sono accorto, forse avevo altro da fare o ero distratto. Intanto, affermo che non mi piacciono le etichette, specialmente gli “anti”, perché presuppongono l’esistenza di una negatività.

Con rispetto verso Sciascia, ma non ho condiviso allora e non condivido a maggior ragione ora, la sua espressione “professionisti dell’antimafia” non foss’altro perché non esistono.

Naturalmente la mia opinione si fonda non de relato ma dall’esperienza nata appunto da quando portavo i calzoni corti: periodo di conoscenze non solo di picciotti ma oserei dire della “crema” dell’universo mondo mafioso palermitano.

Quindi, piuttosto che “anti” mafia io vedevo “pro” mafia e annotavo, anche quando mi sono interessato di mafia per lavoro, che i cosiddetti intellettuali non pascolavano in “territori di passioni civile e onestà intellettuale”.

Mi spiace, non me ne sono accorto e mi duole. Di contro, ho registrato tanti distinguo in ordine a Cosa nostra, talché l’espressione della società civile palermitana aveva altro a cui pensare e il pensiero ricorrente era “sunnu fatti riddri”, riferita all’escalation di morti ammazzati.

Persino nella notte settembrina quando in via Isidoro Carini fu tolta la vita a Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e l’agente Mimmo Russo, un cosiddetto intellettuale ebbe da ridire perché avevo osato fermarlo in via Roma per un controllo di identità. Anche un altro della Palermo “bene” si mostrò indignato e offeso perché l’avevo fermato: fermo casuale che mi fece scoprire la sua appartenenza a Cosa nostra e quindi diritto all’Ucciardone. E poi dov’erano gli intellettuali quando noi seppellivamo i corpi straziati di colleghi, carabinieri, magistrati, politici o imprenditori? Io ne ho visti ben pochi, se non per il fugace momento delle esequie, e poi?

Ho visto solo spettri che si aggiravano per le vie di Palermo,portando addosso l’indifferenza e tutta la cecità di quel mondo intellettuale che non spendeva una sola parola di conforto per le tante vittime innocenti. Anzi, nei confronti di Giovanni Falcone, lo sport in auge a Palermo era la sottile ironia e il beffeggiamento per la figura del Magistrato. Taluni riuscirono addirittura ad essere vili a tal punto di accusare Falcone di aver lui stesso piazzato l’esplosivo all’Addaura. “Per farsi pubblicità” dissero!

L’antimafia non è mai esistita e per tale motivo non può essere morta. Semmai c’erano persone che cavalcando l’onda della commozione per le stragi, si sono impadroniti di quel sentimento di condanna della violenza, per fine e calcoli puramente personali. Ma li definirei “sciacalli della mafia”.

Oggi, invero, sono nati movimenti e associazioni che per davvero compiono un’azione di contrasto contro le mafie: il movimento delle Agende Rosse è uno di loroI giovani e altri meno giovani parlano e manifestano tutta la loro condanna verso quel che fu e che continua ad essere il cancro civile del nostro Paese: la mafia! Noi tutti dobbiamo ringraziare questi giovani che in tutto il territorio portano il verbo della legalità, chiedono giustizia e verità. Verità che gli intellettuali non sono stati capaci di chiedere.

Massimo Ciancimino, con le sue dichiarazioni irrompe come un tornado in quel mare calmo e piatto, colmo da misteri che aleggiano sulle stragi 92/93. Ha detto la verità? Io non mi sento di scartare a priori tutte le dichiarazioni rese da Ciancimino. Conoscendo l’alta professionalità dei PM incaricati di verificare la sussistenza dei fatti narrati, sono convinto che la verità, almeno quella processuale, alla fine salterà fuori.

E sono altresì convinto che il contrasto alla mafia condotta dalla Procure di Caltanissetta e Palermo non si fonda soltanto sulle dichiarazioni di Ciancimino.

Infine, di una cosa sono certo che la mafia esiste è un dato di fatto. E che nel mare tempestoso di una Sicilia abbandonata a se stessa, non ho visto veleggiare personaggi più o meno illustri che contrastavano il fenomeno mafioso. Anzi direi il contrario, per il continuo “succhiar di minne” di mamma mafia, da parte di alcuni politici.

Oggi, vedo molti familiari dei caduti per mano mafiosa che con roboante silenzio chiedono verità e giustizia. Accanto a loro ci sono molti giovani e quindi a mio modesto parere non esiste l’antimafia

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