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Domenico Papalia, quando i boss diventano “vittime” (lettera aperta di Stefano Mormile)

A ‘Nessuno tocchi Caino’ e a tutti coloro che alzano la bandiera del garantismo e dei diritti umani, ma solo a favore dei carnefici, mai delle vittime o dei poveri cristi…

Mi rivolgo a tutte le anime belle che, ciclicamente, mettono a disposizione il loro talento di giornalista, piuttosto che di attivista o semplicemente opinionista, per lanciare campagne umanitarie tambureggianti per… I bambini di Gaza ? Nooo! Le donne iraniane ? Nient’affatto.
Loro si battono per cause umanitarie ben più grandi e meritevoli di attenzione: liberate Domenico Papalia!
E chi è Domenico Papalia (Mimmo per le anime belle)? Il nuovo Mahatma Gandhi ? Giordano Bruno? Gesù di Nazareth?
A sentire loro, le anime belle, siamo lì, perché Domenico Papalia è un uomo giusto, intelligente e sensibile, addirittura un poeta. Ma nonostante queste enormi qualità, Domenico Papalia è ingiustamente e pervicacemente perseguitato dallo Stato che si accanisce senza pietà su di lui al limite della tortura, arrivando a umiliarlo e lasciarlo morire tra atroci sofferenze. Quasi come l’altro eroe eletto, sempre dai nostri epigoni, a simbolo del martirio, Silvio Berlusconi. Infatti, come di Berlusconi, anche di Papalia raccontano la leggenda dell’uomo generoso, umano, solidale, dedito a opere di bene.
Nessuna macchia su di loro, niente ombre da ricordare, perché quelle sono piccole cose, sciocchezze, dettagli insignificanti, incidenti di percorso se non addirittura falsità costruite contro di loro per invidia e accanimento.
Così, per i nostri autorevoli e appassionati revisionisti, non contano né le condanne ricevute, né le accuse. E’ il caso di Domenico Papalia, di essere il capo riconosciuto della ‘ndrangheta’ lombarda e, soprattutto, di continuare a esercitare il potere criminale anche da condannato.
Già, proprio così anime belle, il vostro caro Mimmo, che per voi è addirittura un novello educatore dedito all’insegnamento di altissimi valori morali, gli educatori veri lui li minacciava o li uccideva. Ma non conta, quello è il passato, ormai mondato da comportamenti irreprensibili, da azioni generose e galanti…
E allora che meraviglia che il vostro eroe, solo per afflato umano e generosità, continui a mantenere fior di avvocati in tutta Italia, che servano o meno non importa, lui non dimentica e non lascia nessuno. E ancora, il vostro stupore di ricevere dei bellissimi fiori, sempre, ogni incontro che fate per raccontare la grandezza di Mimmo, puntuali e graditi arrivano i fiori.
Ma come diavolo fa, come riesce a mandare le cose, eppure è ristretto, controllato, impedito di ogni spazio vitale. Quando si possiede la sua gentilezza d’animo e la sua sensibilità, tutto diventa possibile, anche pagare innumerevoli avvocati e muovere cose con la sola forza del pensiero.
Per farla breve, io non cerco vendette, non mi interessa la sorte di Domenico Papalia, anzi, ho pietà per le sue condizioni di salute, anche se, come malato terminale da oltre un decennio, per fortuna se la cava benissimo.
Lui ha fatto la sua scelta criminale, non arretra e, malgrado gli ‘alti valori morali’ che gli attribuite, nemmeno sente il bisogno di raccontare quello che sa, regalando a noi familiari e, soprattutto, al paese intero, la verità su quello che, per esempio, avveniva e avviene nelle carceri.
No, lui ha deciso che gli conviene tenere la bocca chiusa. Quindi, capite bene che, come lui non fa regali a noi, non riesco a farne nemmeno io, ma senza alcun accanimento o risentimento, credetemi, proprio non mi interessa.
Una cosa però mi sento di dirla a voi, anime belle: fate tutte le campagne che volete, andate pure a manipolare le opinioni pubbliche come ci avete abituati in questi anni, ma non in nome mio, non in nome della libertà e dell’umanità, che quelle, sono ben altre cose.

Stefano Mormile

 

 

 

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