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Domenica 9 settembre la consegna delle firme a Ingroia e Di Matteo

4 settembre 2012. Ha la voce emozionata, la signora Margherita Siciliano, mentre racconta che domenica prossima salirà sul palco della Versiliana (a Marina di Pietrasanta, Lucca) per consegnare migliaia di firme ai magistrati siciliani: “Chi avrebbe immaginato che la mia letterina sarebbe arrivata così lontano?”.
Neanche un mese fa Margherita chiedeva al Fatto di far partire una raccolta firme a sostegno dei Giudici di Palermo e Caltanissetta: “Mi sembra che la gente debba poter dire la sua. È vero che ci sono le vacanze, ma le firme servono adesso”. Iniziativa subito raccolta dal nostro giornale: “Anche noi pensiamo che, di fronte all’incredibile accerchiamento cui sono sottoposti i pm di Palermo da parte di Quirinale, Csm, Avvocatura dello Stato, Pg della Cassazione e governo, una risposta dei cittadini sia indispensabile”, scriveva il direttore Antonio Padellaro.

Il terzo anniversario del Fatto Quotidiano sarà un week end colmo di incontri, dibattiti e concerti (si comincia venerdì alle 18, quando Silvia Truzzi e David Perluigi inaugureranno la nostra festa (“Ci Siamo! Ci Siete!”). Molti gli ospiti illustri che parteciperanno (dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris a Don Andrea Gallo, da Michele Santoro a Enrico Mentana) ma il culmine sarà appunto l’iniziativa che più ha coinvolto i nostri lettori in queste settimane. E che avverrà durante l’incontro “Due anni di stragi – vent’anni di trattativa” (ore 17, area teatro), quando la signora Margherita incontrerà il vicedirettore Marco Travaglio, il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, e il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Torino Gian Carlo Caselli. E consegnerà – questo il momento più atteso del finesettimana – un dvd con le firme raccolte sul nostro sito Internet (a oggi quasi 140mila) ai pm Antonino Di Matteo e Antonio Ingroia, i magistrati che sono stati accusati di aver illegittimamente intercettato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (falso, dato che il telefono sotto controllo era quello dell’ex ministro Nicola Mancino) e che dunque hanno ricevuto attacchi sia dalla stampa che dai partiti. Nella speranza che, come spiega Margherita: “Questo gesto possa farli sentire meno soli. Ho chiamato i miei amici, abbiamo acceso il computer e dato la nostra firma per la giustizia. Siamo in tanti e spero che sempre più persone si uniscano a me e al mio giornale. Dalla parte dei magistrati”.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano

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