Genova, 8 settembre 2010. Il “Movimento Agende Rosse di Genova” in collaborazione con l’Osservatorio sulla criminalità e le mafie della “Casa della Legalità – Onlus” vuole dare il proprio aiuto a chiunque sia vittima di reati, anche quando questi siano di matrice mafiosa:
– attraverso la nostra sede che si trova in Vico Mele 3 r
(aperta al pubblico ogni mercoledì dalle ore 20.00 alle ore 21.30)
– via e-mail ad agenderosse.genova@gmail.com
– o contattandoci telefonicamente o via sms al numero 392/4682144
Naturalmente sarà garantito l’anonimato e se necessario si procederà ad un “primo contatto” con uno dei reparti investigativi dello Stato sicuri.
Vogliamo inoltre aiutare le vittime di prepotenze e costrette a subire delle ingiustizie o degli abusi che questi siano:
– sul posto di lavoro;
– per la propria salute / degli stessi cari per eventuali abusi subiti;
– nelle situazioni dove non riescono a trovare una via di difesa legale / sindacale;
– dovessero eventualmente trovarsi davanti ad un “intoccabile” che questo dovesse essere un politico, un datore di lavoro “invincibile”, un funzionario o chiunque ricopra un ruolo nelle pubbliche amministrazioni, così come nel mondo delle professioni e delle imprese.
“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”
(in ricordo di) Paolo Borsellino
Movimento Agende Rosse – Genova
Aleksandra Matikj
(Amministratore del Movimento Agende Rosse di Genova)
“Movimento Agende Rosse di Genova” e “Casa della Legalità – Onlus” contrasto a mafia e corruzione
Trasparenza e correttezza della Pubblica Amministrazione contrasto a mafia e corruzione
Per il bene di tutti i cittadini, per la tutela delle imprese pulite, per il risparmio della spesa pubblica, del territorio e delle risorse, pretendiamo pubblicamente che le Regioni, le Province ed i Comuni, le Società partecipate (anche per una sola semplice quota societaria) e collegate, le imprese che hanno concessioni, appalti e incarichi (a partire dai project financing) dagli Enti locali e dalle Società partecipate (e collegate) mettano online sui propri siti internet:
1) lista dei fornitori (con indicazione del valore economico e della tipologia), con indicazione della compagine societaria storica degli stessi ed eventuali partecipazioni in altre Società;
2) lista delle offerte (da quella “vincitrice” a tutte le altre, con indicazione della compagine societaria storica delle stesse) per trattative private e gare d’appalto, con Verbali e Determinazioni di assegnazione, descrizione del capitolato, eventuali subappalti e liste dei fornitori ed eventuali varianti in corso d’opera (con indicazione di variazioni di costo);
3) tutti gli incarichi diretti che vengono assegnati con indicazioni di tipologia e costo (non solo per le consulenze, ma anche per i servizi e lavori) e, anche qui, con indicazione della compagine societaria storica degli stessi ed eventuali Società o Consorzi collegati;
4) tutte le indicazioni sui progettisti, partner finanziari e subappalti (con le rispettive indicazioni delle compagini societarie storiche);
5) la lista di tutti i contributi (finalizzati o a fondo perso) e finanziamenti pubblici (ed agevolazioni) che vengono assegnati e riconosciuti dagli Enti locali (dai Comuni alla Regione passando per le Società Partecipate, Enti controllati e Ue) a società ed associazioni di imprese o associazioni di ogni genere, con indicazione dei soci delle stesse;
6) la lista dei dirigenti e funzionari responsabili, oltre che degli assessori e consiglieri, e di quanti vengono nominati dagli Enti in Cda o Comitati di Gestione, con l’indicazione non solo del reddito e stato patrimoniale attuale degli stessi, ma anche delle eventuali partecipazioni in società private degli stessi e dei parenti e congiunti (sino al 2° grado), oltre che l’eventuale dipendenza (anche in forma di “consulenza”) degli stessi – così come dei parenti e congiunti sino al 2° grado – per società in rapporti con Società pubbliche o partecipate e/o che operino con appalti e incarichi (diretti o indiretti) derivanti dall’azione dell’Ente pubblico stesso o Società partecipata (o collegata) per concessioni/convenzioni.
Pretendiamo anche che i Comuni pubblichino online sui propri siti:
1) la lista delle domande e concessioni di licenze commerciali (comprese le autorizzazioni per i cosiddetti “circoli”) con nominativi dei titolari e responsabili (in caso di Società anche i dati della visura storica della stessa);
2) la lista delle concessioni edilizie che vengono rilasciate, con indicazione delle ditte incaricate dei lavori, dei progettisti e delle proprietà (e degli eventuali passaggi di proprietà avvenuti nell’arco dell’ultimo anno), oltre che le eventuali varianti in corso d’opera;
e inoltre rendano anche noti sempre sui propri siti:
1) le Società (pubbliche e private) che conferiscono rifiuti in discariche o impianti collocati nel proprio territorio o di proprietà di società partecipate;
2) i provvedimenti di sanzione per reati ambientali adottati nell’ambito del proprio territorio;
3) le Società che operano movimenti terra e/o che hanno incarichi di bonifica (con indicazione tipologia e sito specifico di partenza, stoccaggio e deposito) nell’ambito del territorio di propria competenza;
4) la lista degli autotrasportatori che operano nei mercati generali (fiori, pesci, carne, ortofrutta) siti nel territorio di competenza che siano assegnati a gestione di terzi o direttamente gestiti da Società pubbliche o miste;
5) le concessioni di variazione di destinazione ad uso di aree, palazzi, impianti industriali, strutture ricettive e di culto, con indicazione anche del gestore/proprietario o del soggetto a cui viene assegnata la concessione;
6) la graduatoria per le assegnazioni di immobili comunali e delle case popolari, ivi comprese quelle costruite da privati per l’edilizia convenzionata, oltre che quelle relative agli immobili (abitativi o commerciali) di competenza di società pubbliche; oltre che, per ogni provvedimento adottato in “deroga” alle graduatorie, con l’indicazione della motivazione e del beneficiario;
7) le eventuali stipule di convenzioni con Società private (come ad esempio per macchinette distribuzioni bevande/alimenti, ticket ristorazione, servizi mensa,…) stipulate dall’ente, con l’indicazione delle altre offerte pervenute e rigettate, e relative informazioni da Visura camerale relative al soggetto prescelto ed agli esclusi.
Dalle Regioni e alle Province si pretende anche di pubblicare sul proprio sito internet tutte le autorizzazioni inerenti:
1) i movimenti terra e di materiali da cava;
2) le società che effettuano movimentazioni di rifiuti e rifiuti speciali;
3) le pratiche inerenti concessioni di deroghe per i vincoli esistenti;
4) i provvedimenti di sanzione per reati ambientali adottati nell’ambito del proprio territorio;
5) le Società che operano movimenti terra e/o che hanno incarichi di bonifica (con indicazione tipologia e sito specifico di partenza, stoccaggio e deposito) nell’ambito del territorio di propria competenza;
6) le eventuali stipule di convenzioni con Società private (come ad esempio per macchinette distribuzioni bevande/alimenti, ticket ristorazione, servizi mensa,…) stipulate dall’ente, con l’indicazione delle altre offerte pervenute e rigettate, e relative informazioni da Visura camerale relative al soggetto prescelto ed agli esclusi.
Inoltre si pretende che le Regioni, le Provincie ed i Comuni mettano online tutte le pratiche e pareri di VAS, VIA, screening ed ogni variante agli strumenti di Pianificazione (PUC, Piani di Bacino, PTCT, Piano delle Cave,…) con l’indicazione del richiedente (e se si tratta di Società o più Società indicando anche le compagini societarie storiche delle stesse ed eventuali società collegate), oltre alle eventuali osservazioni giunte in merito ed i provvedimenti adottati dagli Enti e dalle Conferenze di Servizio (con pubblicazione dei relativi verbali, indicanti anche i partecipanti ed i voti espressi).
Fare questo non è complesso e non comporta alcuna spesa, non serve nessuna nuova norma o legge, e può essere attuato da subito.
La mafia può entrare se qualcuno (cioè il Potere locale, politico ed economico) le apre la porta. Se le mafie trovano un muro impenetrabile non possono imporsi, non possono corrompere se si è incorruttibili.
Non è per nulla vero che Comuni, Province e Regioni non possano fare nulla contro le mafie. Per questo noi pretendiamo che le Pubbliche Amministrazioni ci rispondano altrettanto pubblicamente riaffermando il loro ruolo di gestori dell’interesse pubblico.
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Inoltre, per una concreta azione di Prevenzione anche gli altri “soggetti” del territorio devono operare alcune scelte fondamentali:
1) le Camere di Commercio, sul modello di quanto concretizzato dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia, monitorizzino e segnalino costantemente ogni operazione sospetta, dalle Società che nascono dal nulla con disponibilità di ingenti capitali ai trasferimenti di rami di azienda ed apertura di unità locali di Società “lontane”, dalle quote ed incarichi societari di persone già note agli Uffici, così come le coperture fiduciarie e le proprietà estere e nei paradisi fiscali ma anche le eventuali assenze di certificazione antimafia sulla base delle indicazioni degli Uffici prefettizi competenti. Per fare questo serve costituire un pool di funzionari appositamente incaricati in ogni sede, che passino in rassegna e verifichino le anomalie da segnare nei diversi settori, a partire da quelli del movimento terra, degli autotrasporti, dell’edilizia e delle bonifiche ambientali, delle energie rinnovabili e dell’ambito sanitario;
2) serve un coordinamento che permetta verifiche incrociate immediate con il Catasto, l’Ispettorato del lavoro, l’Agenzia delle Entrate, oltre che con le Prefetture, al fine di poter individuare le sacche di lavoro nero, l’evasione fiscale e contributiva e la disponibilità delle informazioni dagli Enti locali. Questo permetterebbe di “verificare” da subito le realtà societarie o singole che hanno rapporti ed incarichi con gli Enti locali, le Società partecipate (e quelle da queste controllate) oltre che coloro che svolgono o commissionano lavori di rilievo per cui vi è stata una concessione/autorizzazione pubblica. Attraverso questa attività di controllo possono essere individuate tempestivamente e monitorate – e quindi segnalate – le anomalie del settore commerciale, altro tassello del riciclaggio e della rete sui territori delle organizzazioni mafiose e della criminalità finanziaria;
3) costituire a livello provinciale e regionale una centrale unica appaltante che garantisca un’unitaria gestione delle gare d’appalto. Questo strumento è l’unico possibile per permettere una rigorosa e costante azione di prevenzione resa oggi pressoché impossibile dalla moltitudine di soggetti titolati ad elargire soldi pubblici e incarichi, tra Comuni, Province, Regione, società partecipate ed Asl. L’importanza di tale strumento è stato anche recentemente evidenziata pubblicamente anche rispetto al territorio del nord, dal Prefetto Musolino, attuale Prefetto di Genova e già Prefetto di Reggio Calabria.
Se questa azione di prevenzione chiesta ai Comuni, alla Province ed alle Regioni, oltre che alla “costellazione” di società pubbliche e partecipate, viene messa in atto, e si crea sinergia di informazioni tra strutture di controllo, Enti locali e Camere di Commercio, anche nelle banche e tra i professionisti (a partire dai commercialisti, notai, avvocati e quanti altri, ad esempio, svolgono funzioni di periti e consulenti) qualcuno capirà che è giunto il momento di rompere ogni indugio, e quindi farse parte attività dell’azione di contrasto alle organizzazioni mafiose.
Movimento Agende Rosse – Genova
Aleksandra Matikj
(Amministratore del Movimento Agende Rosse di Genova)
Casa della Legalità – Onlus
Osservatorio sulla criminalità e le mafie
l’Ufficio di Presidenza

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