Ultimamente, echeggiano, in molto ambienti, i termini “democrazia e libertà”. E’ un bene che se ne parli, ci mancherebbe altro, anche se il nostro governo strumentalizza queste parole per emanare leggi che di fatto eliminano l’essenza stessa del loro contenuto! Ma, al di là di questo, forse, non e’ del tutto corretto accostare a priori la democrazia alla liberta’. I due concetti non vanno necessariamente a braccetto. A questo proposito, mi ritorna in mente un vecchio professore canadese. Insegnava storia americana. Durante una delle sue lezioni cariche di passione riusci’ a stuzzicare la nostra curiosita’ chiedendoci: “Voi pensate di essere cittadini liberi?”. Quasi tutti rispondemmo di si, in quanto convinti di vivere in uno Stato democratico. A tale quesito fece seguito una lezione che non ho mai dimenticato, nel senso che e’ entrata a far parte del mio modo di percepire la democrazia e la liberta’.
La politica estera americana e’ basata ed incoraggia il diffondersi della democrazia nel mondo. Cio’ implica che in uno Stato democratico i cittadini sono liberi. Ma la democrazia e’ davvero liberta’?
Nel 1787, dalla Costituzione Americana, nasce il governo federale. Il documento sanciva l’elezione democratica del presidente e dei membri del Congresso. Tuttavia i padri costituenti non si limitarono all’affermazione di questa innovazione, si spinsero oltre e fecero una cosa unica. Usarono la Costituzione per limitare i poteri dei propri governanti.
Per esempio, nell’ Articolo 1, Sezione 8 la Costituzione limita espressamente il Congresso all’esercizio di 18 funzioni, elencate e numerate. Ma perche’ i Fondatori crearono un governo eletto democraticamente per poi limitare drasticamente i suoi poteri? Perche’ non dare semplicemente “carta bianca” a coloro che erano stati chiamati a governare?
C’erano due ragioni. Nel 1787 il popolo americano non si fidava dei politici, nonostante fossero eletti da loro stessi. La seconda ragione era molto piu’ importante: i cittadini americani sapevano bene che la democrazia non era necessariamente sinonimo di liberta’. I padri costituenti si trovarono nella condizione di dover convincere gli americani che i poteri del governo sarebbero estremamente limitati. Gli americani, si domandavano, come, potessero essere sicuri che il nuovo governo non avrebbe intaccato o distrutto diritti fondamentali come il diritto alla vita oppure alla liberta’? Chi, eventualmente, avrebbe impedito al Congresso di emanare una legge che imponeva un unico credo religioso , o che impediva ai cittadini di criticare l’operato del governo?
I difensori della Costituzione risposero a questi dubbi esponendo l’elenco dei poteri citati nell’Articolo 1, Sezione 8 del documento. Dissero che: considerato che i poteri del Congresso erano espressamente limitati a quelli elencati, nessuno doveva temere l’avvento di poteri aggiuntivi da parte del Congresso che non rientrassero nei 18 poteri esposti nell’ Articolo 1.
Ma, ci volle ben altro per convincere i cittadini ad accettare la Costituzione! La storia aveva insegnato loro che in molti paesi, la democrazia era soltanto una maschera per coprire atti di tirannia nei confronti dei cittadini. Per questa ragione il popolo, appartenente ai rispettivi stati americani, pose una condizione affinche’ venisse approvato il documento. Quella “condizione” si trasformo’ ben presto nella “Carta dei Diritti”. In realta’ sarebbe stato piu’ opportuno chiamarla la “Carta delle Proibizioni” poiche’, i primi dieci emendamenti non concedevano diritti ai cittadini ma proibivano ai rappresentati del governo, eletti democraticamente, di interferire con diritti fondamentali acquisiti precedentemente dal popolo americano.
Il primo emendamento legge: “Il Congresso non emanera’ nessuna legge che impone un credo religioso rispetto ad un altro o che proibisce o annulla la liberta’ di parola.”. Per garantire ulteriormente i diritti citati nella Costituzione l’emendamento numero 9 sancisce che: “ La numerazione all’interno della Costituzione dei diritti li’ espressi non dovra’ essere interpretata o usata per negare o far disperdere altri diritti che appartengono ai cittadini.”.
Durante quel periodo storico, gli americani realizzarono che la democrazia non implicava come conseguenza diretta la liberta’. Capirono che e’ solamente un modo semplice e pacifico per sostituire i rappresentanti politici di un governo. Per assicurare la liberta’ fu necessario utilizzare la Carta Costituzionale per porre delle restrizioni ai poteri dei politici del momento.
Ora, mi domando: non sarebbe meglio passare meno tempo a promuovere le virtu’ della democrazia e piu’ tempo a spiegare i principi fondamentali di una Repubblica Costituzionale? Dopotutto, anche oggi, in molti paesi democratici i politici si avvalgono di poteri onnipotenti che affogano i diritti dei cittadini. L’unica vera liberta’ che esiste in paesi come “questi” e’ quella di poter eleggere, di tanto in tanto, il dittatore di turno. Se questa la vogliamo chiamare “democrazia”?!
Christina Pacella

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