Press "Enter" to skip to content

Dell’Utri, Berlusconi, Brusca e Mancino, trattative a go go?

Giovanni Brusca, in un aula, ha iniziato a raccontare la sua “verità”. Ora voglio proprio vedere chi ha il coraggio di affermare che egli racconta fatti appresi de relato o che lo stesso Brusca sia uno “scassapagghiaro”. Il ruolo di primo piano, all’interno del gotha mafioso, è il compendio ereditato da suo padre Bernardo, capo mafia di indubbio spessore all’interno di Cosa nostra, peraltro amico fraterno di Riina. Ma c’è un però, Brusca a mio parere è stato super reticente, quindi sarebbe ora signor Brusca che lei dicesse per intero quello che sa.

Intanto, sento l’obbligo di dire che non gli stringerei la mano signor Brusca per il semplice motivo che lei si è macchiato di un delitto talmente odioso e atroce: l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo. E mi riesce difficile comprendere signor Brusca che lei possa aver compiuto tale orrore, visto che essendo padre di un bambino che io stesso ho “accompagnato” mentre andava e veniva dall’asilo, con sua mamma.

Allo stesso tempo, se venissero confermate le dichiarazioni di Brusca, non stringerei nemmeno la mano né a Dell’Utri né a Berlusconi e nemmeno all’ex ministro Mancino. Mi rifiuto nella maniera più assoluta di farlo non solo per me, ma per gli “amici” che non sono più con noi, assassinati proprio da Brusca e da Cosa nostra. Non posso accettare, secondo quanto dichiara Brusca, che Dell’Utri e Berlusconi, possano aver avuto rapporti con Vittorio Mangano, quale ambasciatore del Brusca medesimo. No! E, pensare che Mangano sia stato latore di una richiesta di trattativa per nome e conto di Cosa nostra e che sembra abbia avuto udienza, mi riempie di amarezza. Non foss’altro per tutte le vittime delle stragi 92/93. Altro che stalliere! Ora riesco a dare una valenza all’encomio di EROE magnificamente tributato a Vittorio Mangano.

Brusca, ha diviso in due fasi le “trattative”. La prima, quella che vedrebbe quale destinatario l’ex ministro Mancino, peraltro oggetto di controversia su un incontro al Viminale con Paolo Borsellino e che lo stesso Mancino nega che si mai avvenuto. Però, sarebbe opportuno che lei Brusca dicesse chi è stato il latore del famoso “papello” di Riina che avrebbe consegnato a Mancino. La seconda, quella di Dell’Utri e Berlusconi. In ogni caso se le parole di Brusca fossero provate ci troveremmo innanzi al più grande scandalo della vita pubblica italiana. Giovanni Brusca, non è un “pisciteddu di cannuzza” e se ha parlato, vuol dire che è in grado di affermare quello che dice. Ma non dice tutto! D’altronde, quando un collaboratore fa dichiarazioni innanzi ad una Corte di Giustizia, significa che le “parole” sono state già soppesate e corroborate da elementi inconfutabili. Ed è altrettanto ovvio che le dichiarazioni di Brusca non si sono e non si fermeranno soltanto a quel breve lasso di tempo del processo di Firenze a carico di Francesco Tagliavia. Sono convinto e me lo auguro che “il bello della diretta” deve ancora avvenire. Tuttavia, in un passo delle dichiarazioni, Brusca fa riferimento a Salvo Lima il cui omicidio, è avvenuto nel marzo del 92 ed è la conseguenza di un accordo non onorato. Occorre, altresì rilevare che dopo poco di due mesi, dall’omicidio Lima, Cosa nostra si scatena con la strage di Giovanni Falcone.

Il referente nazionale di Cosa nostra -dichiara Brusca- sarebbe stato Andreotti e che nemmeno l’omicidio di Lima indicato come tramite e la strage di Capaci, sortisce effetti sperati dai mafiosi. Tant’è che il 19 luglio viene assassinato Paolo Borsellino. Ma la pressione di Cosa nostra continua con l’omicidio di Ignazio Salvo avvenuto a Santa Flavia il 17 settembre del ’92.

Ignazio Salvo, così come il cugino Nino, deceduto per cause naturali, era legatissimo a Giulio Andreotti e quindi la sua eliminazione, così come quella dell’on. Lima deve essere inquadrata come un segnale ad personam ad Andreotti stesso. Giova anche evidenziare che dei rapporti pregressi di Andreotti, risalenti ai primi anni ’80 con Stefano Bontade, ne hanno parlato diversi pentiti. Invece, le stragi di Capaci e quella di via D’Amelio, sono riconducibili alla vendetta di Riina e company, come la risposta violenta all’impianto accusatorio posto in essere da Falcone e Borsellino. Senza, tuttavia dimenticare, che l’incipit del maxi processo è la conseguenza di quel famoso rapporto dei 161 che costò la vita a Rocco Chinnici: rapporto che di fatto fece nascere un metodo nuovo investigativo, consistente nella stretta collaborazione tra polizia, carabinieri e Falcone. Io fui testimone diretto di questo cambiamento.

Lo Stato, come era prevedibile, dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio, inizia una controffensiva a Cosa nostra e questo fa imbestialire ancor di più i mafiosi che attuano le stragi del ’93.

Appare del tutto evidente, che dal 12 marzo del ’92, giorno dell’omicidio di Salvo Lima e sino alla mancata strage dell’Olimpico di Roma del 94, l”intero Territorio nazionale era in balia di Cosa nostra.

In buona sostanza, se di “trattative” bisogna parlare occorre spostare le lancette della storia all’inizio del max processo, giacchè è verosimile che di “trattative” ce ne siano state diverse, sino al “cessate il fuoco” del ’94. E, poi domando a Brusca, che invito a nuovamente a non essere reticente, di dire chi era il latore del “papello” di Riina recapitato a Mancino? E inoltre, per favore, dica oltre a Mangano, Dell’Utri e Berlusconi, chi sono gli altri che ricevevano le “arance”?

Ma soprattutto, dica perché ad un certo punto i Graviano -come racconta Gaspare Spatuzza- decidono di interrompere le stragi.

Signor Brusca, io penso che lei conosca molto di più delle “bozze” riferite a Firenze e mi rifiuto di credere che lei non sapesse gli affari delle “famigghie”. E potrebbe essere anche vero che lei, secondo lo stile di Riina, che teneva contatti “riservati”, non fosse stato messo a corrente di determinate decisioni. Ma, mi permetta di dire, che sulla vera storia delle “trattative” lei , a mio modesto parere, non è stato sufficientemente illuminante: Ci dica la verità!

Be First to Comment

Lascia un commento