La manifestazione nazionale, denominata “No B Day”, e’ stata organizzata dalle “radici” della societa’ civile, da cittadini provenienti da tutto il Paese. L’appello di partecipazione alla giornata ha attraversato la rete nonche’ i siti dei social network. Gli italiani hanno risposto in massa all’invito, presentandosi puntuali a Roma.
“Ho un sogno – vedere Berlusconi in galera,” recitava il coro dei manifestanti che uniti hanno marciato per svariati chilometri partendo dalla stazione ferroviaria principale della capitale fino ad arrivare in una piazza davanti alla Basilica di San Giovanni.
Secondo la polizia la folla raggiungeva le 90,000 unita’. Secondo gli organizzatori il numero dei manifestanti era superiore. Presenti molti volti noti. Tra attori e scrittori spiccava la partecipazione del premio Nobel Dario Fo.
“Questo e’ un giorno di democrazia, un giorno che dimostra che il Paese riesce ad unirsi per creare un’alternativa ma principalmente per dire a Berlusconi di andarsene,” ha detto Antonio Di Pietro, ex magistrato e capo del partito politico di opposizione Italia dei Valori.
“Ci sono persone provenienti da ogni parte del Paese qui, e anche dall’estero. Tutti con lo stesso messaggio: Berlusconi se ne deve andare! Berlusconi deve essere trattato come ogni altro cittadino. Deve affrontare un processo,” dice Di Pietro.
Lo scorso ottobre la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale una legge varata dal governo Berlusconi che garantiva l’immunita’ dal processo alle cariche piu’ alte dello Stato. La decisione della Corte portera’ lo stesso Berlusconi a dover rispondere di reati di corruzione davanti ad un tribunale.
A detta di alcuni critici la legge doveva servire a Berlusconi per evitare di essere processato per corruzione.
Processo per corruzione
Uno dei casi che vede Berlusconi accusato di corruzione riguarda i $600,000 provenienti da fondi segreti appartenenti all’impresa di famiglia dell’impero mediatico Mediaset. Lo stesso Premier avrebbe usato i soldi per pagare l’avvocato inglese David Mills nel 1997. In cambio, Mills doveva mantenere segreti i dettagli incriminanti di certe relazioni d’ affari.
Un altro caso riguarda l’acquisizione di diritti televisivi da parte di Mediaset. Il pubblico ministero sostiene che quest’ultima ha comprato i diritti da due compagnie offshore controllate da Berlusconi ad un prezzo gonfiato. Lo stesso e’ accusato di frode fiscale e falso in bilancio.
Il mese scorso gli uomini di legge del centro destra di Berlusconi hanno proposto una riforma che riguarda il pesante e lento sistema giudiziario italiano. I critici dicono che Berlusconi sta soltanto cercando di proteggere se stesso poiche’ la riforma andrebbe a tutelare proprio i suoi interessi.
Berlusconi, che nega ogni accusa, ha liquidato l’opposizione riferendosi a loro come “comunisti” con i quali e’ impossibile instaurare un dialogo. Ha inoltre accusato i magistrati di essere sinistroidi votati a distruggerlo.
“Berlusconi deve affrontare un processo,” ha dichiarato alla folla Salvatore Borsellino, fratello del magistrato antimafia Paolo Borsellino, ucciso da una bomba nel 1992.
Un manifestante portava con se una carta da gioco del Monopoli che leggeva: “ Vai dritto in galera – Fine della Partita.”
Reportage supplementare a cura di Antonio Denti e Cristiano Corvino; redazione a cura di Angus MacSwan
(fonte: REUTERS e The New York Times, 5 dicembre 2009)
Traduzione a cura di Christina Pacella
Tens Of Thousands March In Rome Against Berlusconi
ROME (Reuters) – Tens of thousands of Italians chanting “resign, resign” marched through Rome Saturday demanding that Prime Minister Silvio Berlusconi, who they accused of corruption, step down.
The national demonstration, called “No B Day,” was organised by grassroots organizations from around the country which ran appeals on the internet and social networking sites for Italians to flock to Rome to participate.
“I have a dream – Berlusconi in jail,” the demonstrators chanted in unison as they marched the several kilometres (miles) from the capital’s main train station to a square in front of St. John’s Basilica.
The crowd, which police estimated at 90,000 but organisers said was larger, included actors and writers, among them Nobel Literature laureate Dario Fo.
“This a day of democracy, a day that shows that the country can come together to build an alternative and most of all to tell Berlusconi to go,” said Antonio di Pietro, a ex anti-graft magistrate who heads the opposition Italy of Values party.
“There are people from all over the country here, and even from abroad with one message: Berlusconi has to go!. Berlusconi has to be treated like every other citizen. He has to face trial,” Di Pietro said.
Berlusconi faces several corruption trials after he lost his immunity from prosecution in October when Italy’s highest court ruled that a law passed by his government was unconstitutional.
That law was one of several critics said were enacted to help him avoid corruption trials.
CORRUPTION TRIAL
In one case, Berlusconi is charged with paying British lawyer David Mills a $600,000 (364, 300 British pounds) bribe in 1997 from secret funds held by his family-owned broadcasting empire Mediaset to withhold incriminating details of business dealings.
Another case involves the acquisition of TV rights by Mediaset, which prosecutors say bought the rights at an inflated price from two offshore companies controlled by Berlusconi. Berlusconi is accused of tax fraud and false accounting.
Last month his centre-right lawmakers proposed a reform of Italy’s cumbersome judicial system but critics say he is just looking out for his own interests because the reform would effectively apply the statute of limitations to his cases.
Berlusconi, who denies all the accusations against him, has dismissed the opposition as “communists” with whom dialogue is impossible and has accused magistrates of being leftists bent on destroying him.
“Berlusconi must face trial,” Salvatore Borsellino, brother of anti-Mafia magistrate Paolo Borsellino, who was killed by a Mafia bomb in 1992, told the crowd.
One demonstrator carried a placard based on the Monopoly board game: It read “Go to Jail — Game Over.”
Additional reporting by Antonio Denti and Cristiano Corvino; Editing by Angus MacSwan
Published: December 5, 2009, The New York Times



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