«Noi non possiamo essere imparziali. Possiamo essere soltanto intellettualmente onesti: cioè renderci conto delle nostre passioni, tenerci in guardia contro di esse e mettere in guardia i nostri lettori contro i pericoli della nostra parzialità. L’imparzialità è un sogno, la probità è un dovere» .Gaetano Salvemini
Riporto i messaggi di saluto del Sindaco della città di Spinea Silvano Checchin e dell’Assessore alla Cultura Loredana Mainardi in occasione dell’incontro con il Procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, avvenuto in città l’11 novembre.
Trovo utile proporli, oltre che per il significato civile dell’iniziativa, soprattutto per sottolineare, tra i passaggi delle relazioni, alcuni spunti di vera originalità. Una prima dichiarazione di grande sensibilità civica è l’omaggio alla magistratura come istituzione, ed ai suoi rappresentanti più degni, in risposta alle denigrazioni volgari ed irresponsabili che ricorrentemente vengono su di loro rovesciate. Di grande profondità, partendo dalla storia personale e professionale di Antonio Ingroia, le osservazioni sul ruolo fondamentale del maestro: l’esempio al quale riferirsi e di cui c’è sempre più bisogno nel nostro oggi avvelenato dai modelli distorti di superficialità e di egoismo che dilagano nella nostra società arrivista e sregolata. Da qui l’impegno alla testimonianza al quale Ingroia, in continuità con Paolo Borsellino, si dedica. Il suo bisogno di “chiarimento pubblico” integra e corrobora l’opera di educazione alla consapevolezza civica, primo dovere della scuola pubblica che è vero organo “costituzionale”, secondo le parole di Piero Calamandrei, deputato alla realizzazione della democrazia dell’Italia liberata. Una scuola in cui l’insegnamento della legalità consente di cogliere la differenza tra essere popolo ed essere cittadino. E’ stato emozionante sentire che la legalità è prima di tutto “sentimento che combina rispetto e timore, misura il grado di lealtà di lealtà di una comunità”, perché “legale è ciò che è conforme alla legge ma è anche e soprattutto qualcosa di più: è ciò che da cittadinanza a tutti, da forza ai più deboli, è lo strumento della Giustizia ed è strumento di convivenza civile”.
Saluto del Sindaco Silvano Checchin
Buonasera a tutte e a tutti,
saluto il procuratore aggiunto della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo e gli esprimo la mia gratitudine per essere riuscito a venire a Spinea questa sera, (accompagnato dalle sue guardie del corpo che pure ringrazio sentitamente).
L’incontro di questa sera si colloca all’interno di un percorso che ha visto l’Ente Locale essere promotore e farsi carico di diffondere la cultura dei diritti e della legalità tra i cittadini, le cittadine e i giovani studenti di Spinea. In qualche occasione lo ha fatto assieme all’Associazione Auser, al Movimento di Cooperazione Educativa, a Libera, ai Sindacati e ad altre associazioni che veramente ringrazio per la collaborazione offerta.
Abbiamo avuto così modo di incontrare persone vere, di grande spessore etico e culturale, di grande coraggio e lungimiranza come il giudice Caselli, Gherardo Colombo, Don Luigi Ciotti, Nando Dalla Chiesa e Rita Borsellino. Con loro abbiamo riflettuto sull’idea di giustizia, legalità, rispetto delle persone, della democrazia e delle istituzioni.
Ci siamo confrontati sui modi più idonei per agire e promuovere nella società e nella comunità in cui viviamo degli “scatti di orgoglio civile” dei “gesti di responsabilità” delle “azioni di vicinanza e di accompagnamento” che, insieme, a parer mio, combattono il disordine e il malessere, terreni di coltura della devianza, dell’illegalità, dell’ingiustizia e della violenza.
Insieme abbiamo maturato l’idea che vale la pena di fare questo.
Fatte queste considerazioni vorrei introdurre questo incontro riferendomi al libro “L’eredità scomoda” che Antonio Ingroia ha scritto nel 2001insieme a Giancarlo Caselli. Mi ha attratto il dialogo che intercorre serrato tra voi due e che continua per tutto il libro. Parlate di tanti fatti e ricordate tanti passaggi, tante storie, alcune delle quali sono presenti
anche nel libro “Nel Labirinto degli dei” che viene questa sera presentato. Due cose mi sembra di capire nel modo di procedere, di fare giustizia di Antonio. La prima cosa riguarda il suo definirsi allievo e quindi del suo riferirsi ad una guida, a più guide che in relazione tra loro gli hanno insegnato, l’hanno coinvolto, attratto, responsabilizzato.
Vorrei che molti giovani, anche in politica, fossero come Antonio nel senso che potessero trovare validi esempi per un impegno. La seconda cosa è la necessità di dialogo e di “chiarimento pubblico” che Antonio sente necessario quando Giancarlo Caselli lascia Palermo. Il libro è per lui l’occasione per questo chiarimento diretto e in forma pubblica. Mi piace questo modo, e mi piacerebbe saperlo fare. Il chiarimento è uno dei fondamentali momenti per chi crede nel confronto aperto, nella verità e nella democrazia. Se avremo cura di questo sarà per noi più facile praticare la legalità. Troveremo, quasi normale sentire noi tutti come dovere quello che Antonio ha sentito suo: essere fedele all’insegnamento di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Potremo raccogliere il messaggio di speranza di Rita Adria che nel suo diario scrive ”Forse un mondo onesto non esisterà mai, me se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo”. E raccogliere anche l’invito di Antonio perché si esprima un forte consenso pubblico per la magistratura che è l’istituzione più esposta nella lotta contro la mafia, una lotta decisiva per la nostra democrazia e per la convivenza civile. Come ben sanno i miei concittadini abbiamo più volte chiesto condivisione e sostegno al progetto “Mi prendo cura della mia città”. E’ un progetto per avere una città più viva, partecipata e solidale in sostanza sempre più democratica.
Una città che questa sera guarda con ammirazione, vuole ringraziare e incoraggiare Antonio Ingroia e sentirsi partecipe del suo impegno e del suo coraggio. E allora benvenuto e grazie ancora a nome della città di Spinea
Saluto dell’assessore Loredana Mainardi
Buona sera a tutti
Vi ringraziamo per aver accolto il nostro invito di partecipare a questa serata
Abbiamo il piacere di avere con noi il procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo Antonio Ingroia che ci parlerà anche del suo libro IL LABIRINTO DEGLI DEI.
È un onore grande poterlo ospitare a Spinea questa sera, conosciamo il valore, il rigore, la passione, l’impegno, il coraggio che questo uomo mette a disposizione di noi tutti per la difesa di quelli che sono i principi e i diritti sanciti dalla nostra Carta Costituzionale.
Questa serata rientra nel nostro progetto COSTITUZIONE E DIRITTI che stiamo portando avanti da qualche tempo. Abbiamo già parlato di Diritto al Lavoro assieme agli operai di Vinyls e di Diritto all’Istruzione col professor Guido Petter, anche lui fieramente partigiano. Questa sera, attraverso le parole del libro di Antonio Ingroia, parleremo di LEGALITA’ e di DEMOCRAZIA. Discorsi preziosi, da fare soprattutto con le giovani generazioni, perché noi siamo convinti che non sia mai troppo presto per iniziare a parlare di questo, con i ragazzi. E perché noi vogliamo che questo termine, legalità, venga acquisito in tutto il suo significato.
Perché Legale e ciò che è conforme alla legge ma è anche e soprattutto qualcosa di più. Legale è ciò che dà cittadinanza a tutti, da forza ai più deboli, è lo strumento della Giustizia ed è strumento di convivenza civile. Per noi la legalità è un sentimento. Combina rispetto e timore, misura il grado di lealtà di una comunità. E inoltre siamo convinti che non vi può essere democrazia senza uomini che possiedano gli strumenti e la consapevolezza necessari per farla vivere e crescere e che ciò che sta alla base di uno stato democratico non sia il popolo ma i singoli cittadini, perché il popolo può essere “educato” dai mezzi di comunicazione di massa mentre il cittadino presuppone una istituzione, prevista dalla costituzione che si chiama scuola pubblica.
Dove si educa alla cittadinanza che comprende sia l’educazione alla partecipazione politica nel senso di educazione alla vita collettiva, alla dimensione pubblica, alla legalità sia l’educazione intellettuale, la formazione culturale, e dove si contribuisce a formare uomini in grado di far vivere e crescere la democrazia. È per questo motivo che il nostro progetto COSTITUZIONE E DIRITTI e l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze, prevede il coinvolgimento delle scuole, dei ragazzi e delle ragazze, dei bambini e delle bambine, perché è a loro che sono rivolte le nostre attenzioni e le nostre azioni più importanti.
E anche le nostre speranze.
Ora colgo l’occasione della presenza particolarmente significativa del nostro ospite per consegnare alla città la targa che, come consiglio comunale, abbiamo deciso di posare nella nostra biblioteca. In memoria di Cosimo Cristina, Giancarlo Siani, Giuseppe Impastato, Ilaria Alpi, Giuseppe Fava, Giuseppe Alfano e di tutti gli altri giornalisti vittime della criminalità organizzata, per aver creduto in una libera informazione.
Vi ringrazio e vi auguro una buona serata.

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