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Da Repubblica dell´11ottobre 2001

Sigilli alla macelleria di Mimmo Ganci. Fu usata come base per la strage Falcone

Era stata una delle basi utilizzate dagli stragisti di Capaci per controllare i movimenti di Giovanni Falcone. Adesso, la macelleria di via Francesco Lo Jacono è stata sequestrata su ordine del tribunale per le misure di prevenzione. Secondo le indagini del Gico della Guardia di finanza, l’attività commerciale sarebbe riconducibile a Domenico Ganci, uno dei boss della Noce, attualmente detenuto al regime del 41 bis. É stato accertato che il negozio era ufficialmente intestato a un giovane, Massimo Tommaso Mangano, di 29 anni, ma secondo gli inquirenti farebbe capo direttamente a Ganci. L’ indagine, condotta dal procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e dal sostituto Fernando Asaro, era stata avviata quando la moglie del boss, Domenica Billeci, aveva chiesto un sussidio di mantenimento sostenendo che tutti i beni mobili e immobili di famiglia erano stati sequestrati. Secondo i risultati dell’ attività investigativa, la macelleria, che ha un valore di 300 mila euro, era stata ceduta da Ganci solo fittiziamente per evitare sequestri e confische.

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