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Da Bisceglie al ‘No B Day’

Bisceglie – Sabato 2 ottobre a Roma si è tenuto per il secondo anno consecutivo il No B-Day. Ancora una volta un gruppo numeroso di giovani cittadini biscegliesi non è voluto mancare all’appuntamento con il Popolo Viola di tutta Italia per unirsi al grido assunto a slogan per la manifestazione del 2010: “Licenziamolo!”.


È doveroso far notare come tutta la giornata sia stata segnata da un’atmosfera assolutamente pacifica. Ogni gruppo presente, politico e non, ha manifestato il proprio dissenso verso il Presidente del Consiglio in maniera non violenta, a volte in modo più goliardico, a volte in maniera più seria, ma senza mai creare alcun momento di tensione. In un periodo così particolare in cui sembra andare sempre più di moda il termine “clima d’odio” è importante far notare che, se questo clima d’odio esiste davvero, non nasce certamente da persone come quelle presenti sabato a Roma.

Il corteo è partito anche quest’anno da Piazza della Repubblica e si è concluso in Piazza San Giovanni dove è stato montato il grande palco che ha fatto da cornice al consueto dibattito finale. Anche quest’anno gli organizzatori non hanno voluto far salire sul palco personaggi della politica ma solo membri della società civile. Si sono così alternati operai della Fiat, impiegati in cassa integrazione dell’Alitalia, Ilaria Cucchi, che cerca ancora giustizia per la morte del fratello Stefano, alcuni partigiani, Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, e poi alcuni artisti, tra cui Andrea Rivera, che hanno animato una fase finale più votata alla spensieratezza e al divertimento rispetto ai primi interventi estremamente importanti, seri e a volte anche commoventi.
 

Di grande valore è stato questo dibattito finale in cui si è voluta rimarcare l’importanza della difesa alla nostra Costituzione, troppo spesso bistrattata dai politici nei giorni nostri. Molto significative sono state alcune citazioni di Piero Calamandrei, uno dei Padri Costituenti italiani. Salvatore Borsellino ha voluto anche sottoscrivere le parole pronunziate pochi giorni prima da Antonio Di Pietro alla Camera facendo chiaro riferimento ai termini “stupratore della democrazia” con cui il leader dell’IdV aveva apostrofato Silvio Berlusconi e che, in maniera forse ingiustificata, hanno creato tanto scalpore tra i sostenitori del premier.

Sono stati ancora rievocati i valori della resistenza e infine si è voluto mettere l’accento su quanto sia importante l’impegno di ognuno di noi affinché le istituzioni di questo nostro Stato Italiano possano essere finalmente occupate da persone degne di rappresentarle.

La rappresentanza biscegliese, al grido di “fuori la mafia dallo Stato”, ha voluto unirsi nel corteo al Popolo delle Agende Rosse, affiancando ancora una volta Salvatore Borsellino nella sua lotta verso la giustizia. Il messaggio che si è voluto lanciare è quello di pretendere che venga fatta luce sulle stragi del ’93; che vangano finalmente condannati i mandanti occulti di quella che non può più essere considerata solo una strage di mafia, essendo ormai acclarata l’esistenza della trattativa Stato-mafia. Si è voluto urlare ancora l’esigenza che venga finalmente riportata alla luce l’agenda rossa di Paolo Borsellino, l’agenda su cui il giudice segnava tutti i suoi appunti e dalla cui lettura potrebbero emergere prove estremamente preziose e schiaccianti per la lotta al potere politico-mafioso del nostro Paese.

Ancora si è voluto manifestare la volontà di essere guidati da rappresentanti politici integri sia da un punto di vista morale che da un punto di vista giudiziario; la volontà di essere rappresentati da chi ha davvero a cuore le sorti del nostro Paese e non da chi è ormai da tempo impegnato a escogitare leggi per evitare di essere processato, da chi ha più volte definito “eroe” il mafioso Vittorio Mangano o da chi, senza pudore, continua a sostenere e a mantenere in Parlamento persone come Marcello Dell’Utri, condannato in secondo grado a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Ancora da chi ha votato NO all’uso delle intercettazioni nel caso Cosentino, indagato per camorra; da chi ogni giorno non perde occasione per attaccare la magistratura che invece andrebbe tutelata e sostenuta soprattutto quando, grazie all’opera di alcuni magistrati coraggiosi, così come definiti dallo stesso Salvatore Borsellino, si assume il difficile e pericoloso compito di tentare di diradare la nube oscura che ormai da troppo tempo copre le stragi in cui hanno perso la vita i giudici Falcone e Borsellino e, più in generale, la nascita della Seconda Repubblica.

Tutto questo, e ancora molto altro, è stato il No B-Day 2. Una giornata di grande impegno sociale e, allo stesso tempo, di svago e divertimento. Una giornata dedicata alla difesa della Libertà, della Costituzione e della Giustizia. Qualcuno avrà anche parlato di clima d’odio, ma, a ben vedere, il 2 ottobre 2010 è stata una giornata pregna di amore: amore verso uno Stato Italiano ormai troppo vituperato da chi ne occupa indegnamente le istituzioni.


Giuseppe Cappelletti (
bisceglie.ilfatto.net, 6 ottobre 2010)

 


Roma, 2 ottobre 2010: No B day 2

 

 

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