La catena di San Libero – 4 ottobre 2008
di Riccardo Orioles
Minorenni
Poi si sono messi a piangere: “Siamo senza una lira! C’è buio! C’è puzza! Aiuto, settentrionali!”. E il buon coglione di Bergamo (o di Torino, o di Pescara, o di Bari: insomma, qualcuno che ci ha i soldi perché lavora) commosso s’è impietosito, ha messo la mano in tasca e: “To’, eccoti ‘sti centoquaranta milioni! E bada di non spenderteli subito come al solito, bricconcello!”.
Che i catanesi, in quanto popolo, siano minorenni, non c’è il minimo dubbio. Non i politici, proprio i cittadini. Purtroppo, un quattrocento milioni se l’è beccati pure er Popolo de Roma, cor centurione in testa. Eppoi, gli americani, che stanno strillando? Lo senti? “Sono pieno di debiti! Non voglio pagarli io! Chin-chin-chin, sceicco Hussein, Ivan, non mi lasciate fallire! Datemi una mano!”.
Vabbe’. Consolamoci così.
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C’è o non c’è?
Referendum. Non è più un diritto, perché tanto poi il governo fa quello che vuole e quindi sono soldi sprecati (Vicenza, referendum sulla base, ordine della Corte dei conti).
In Italia discutono ancora se c’è o non c’è il fascismo.
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La Lega a Napoli si chiama An
Da una settimana quelli che restano a Pianura sono assediati da alcune decine di napoletani, loro vicini di casa. Li prendono a pietrate quando escono fuori, ne hanno picchiato uno che andava a farsi la dialisi; e quando i neri hanno fatto un corteo per denunciare quel che stava accadendo gli hanno sbarrato la via del ritorno. Sono potuti rientrare in casa solo con la scorta dei carabinieri.
Dietro questo schifo ci sono alcuni consiglieri, municipali e regionali, di Alleanza Nazionale. I loro moventi non sono del tutto chiari (c’è un piano di riqualificazione, soldi in arrivo, ma non riguardano via dell’Avvenire), ma le loro azioni sono spavaldamente alla luce del sole. Quel che manca, con l’eccezione di uno sparuto ma coraggioso gruppo di compagni, è una reazione civile ed energica di tutto il resto della città.
[luca rossomando]
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Dibattito fra italiani sulla vigilanza urbana
(Inviato da “demeter76” il 01 ottobre 2008 su un forum di lettori)
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Contrada torna a casa. Il giudice Borsellino invece no
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Buona memoria
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Italiani/ 1
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Italiani/ 2
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E’ qui la festa?
(Obama, da quando ha saputo chi tiene la foto sua sulla scrivania in Italia, gira colle mani abbarbicate là dove le mette il terzino prima del calcio di punizione).
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Enrico Toti, cent’anni dopo
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Annamo bene…
“Noi siamo rumeni, non zingari! Tranquilli, ce l’abbiamo coi Rom come voi!”. Campagna del governo rumeno (quello che fa dormire i bambini poveri nelle fogne) e dell’attrice rumena a Roma, testé arruolata dal gerarca Alemanno, Ramona Badescu.
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“Arruolati in Cosa Nostra!”
“Conoscere gente importante, imparare un mestiere, costruire un avvenire sicuro. E gratis tutte le partite del Palermo!”.
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Dio patria e famiglia.
No, no, famiglia no. Hanno appena vietato il ricongiungimento dei lavoratori stranieri alle famiglie qui in Italia.
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L’Uno Bianca a Parmalat
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Ustica. Parla un capitano
[riccardo de gennaro]
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Mission
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La vignetta nasce dall’esigenza di porre il problema del disagio dilagante economico, sociale e di socialità, a fronte dell’immagine di efficienza, di “sicurezza” e di ordine ottimista che impera in questo momento. L’immagine del “folle” finlandese (immagine peraltro usata e abusata fino a pochi giorni fa da tutti i quotidiani on line che nessuno ha accusato di istigazione) era perfetta per rappresentare teatralmente (come fa una vignetta per l’appunto) il risvolto della medaglia di quella immagine linda e pinta. E la protagonista è proprio la follia generata anche dal potere che tende a “negare” il malessere, il disagio a relegarlo a disfunzione. Una vignetta dura, financo spaventosa, ma che invita alla riflessione “sulla” violenza, non “alla” violenza.
[mauro biani]
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L’altra America
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Vittime dei pretori
“Sicuramente la Fratelli Costanzo (e il cavaliere in primis) fu vittima di quei pretori d’assalto che imperversavano nella Sicilia degli anni ’80…”.
Ne ho sentite tante, ma questa dei Cavalieri perseguitati dai malvagi pretori è davvero una delle più belle. Cari Wikipediani: a) smettetela di bere di prima mattina; b) sistemate la voce; c) la prossima volta sgamate quella vecchietta che si presenta con quella vocina sottile: strappatele la veletta, è Tony Zermo.
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Cronisti di strada e municipi
“Durante la seduta – racconta Giacomo Sicurello di Desio (MI) – sono stato chiamato dal presidente del consiglio comunale a spiegare i motivi per cui avevo con me una telecamera, così ho dichiarato che si trattava dell’operazione fiato sul collo. Mi è stato risposto che il regolamento vietava un simile comportamento e la maggoranza in aula ha votato perché terminassi le riprese. Poco dopo sono stato portato in caserma dalla polizia locale che inizialmente voleva la cassetta con il video e che infine me l’ha lasciata a patto che non la condividessi via web. Qualche settimana più tardi vengo convocato dai Carabinieri che mi leggono un’esposto di due consiglieri, una sorta di minaccia di querela che scatterebbe nel caso pubblicassi le immagini”.
Un consiglio a chi deciderà di registrare altri consigli comunali: non dite che state realizzando l’operazione “fiato sul collo” lanciata da Grillo, perché magari qualcuno si spaventa e vi fa sbattere fuori dai vigili, come è già accaduto in più occasioni. Se vi chiedono le ragioni della vostra presenza videomunita, dite semplicemente che volete offrire alla comunità locale un servizio pubblico riprendendo i consigli comunali, come fa la Rai con le dirette dal Parlamento, però gratis. Se ve lo impediscono, fatevi dire il nome e il cognome di chi vi proibisce le riprese, spiegando che la legge è dalla vostra parte e che ci sono gli estremi per denunciare l’abuso d’ufficio di chi vuole far politica a porte chiuse spegnendo gli occhi elettronici dell’opinione pubblica. Magari così la capiscono.
[Carlo Gubitosa]
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Informazione
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Sogni di terre lontane
Mimmo Lombezzi wrote:
< Settembre, andiamo, è tempo di Lottare !
Ora in terra d’Italia i miei Veltroni
lascian New York e vanno a dimostrare:
scendono al Parlamento ormai selvaggio
che verde è come i conti di Tremonti.
Hanno bevuto profondamente a fonti
illustri, che sapor d’acqua natía
rimanga ne’ cuori esuli a conforto,
e ancor li illuda: c’è democrazia.
Rinnovato han la verga d’avellano,
E vanno da Botteghe Oscure al piano,
con un partito ch’è oramai silente,
su le vestigia degli antichi padri.
O voce di color che primamente
dai celerin pestati come ladri
ricevon manganelli sulla mente!
Ora lungh’esso il Viminal cammina
la Greggia. Senza mutamento è l’aria.
Il sol tramonta sulla carovana
di cellulari e di manette varia.
E vittoriosa sventola bandana! >
(“Poesie della Seconda Repubblica”, Fratelli Treves, Milano)
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