Salve, sono Sergio Amato, figlio di Mario Amato, sostituto procuratore di Roma, ucciso dai sedicenti nuclei armati rivoluzionari il 23 giugno 1980.
Gilberto Cavallini strisciò silenzioso come un serpente alle spalle di mio padre mentre aspettava l’autobus per andare al lavoro e vigliaccamente gli sparò da distanza ravvicinata alla nuca, spengendo per sempre la sua giovane vita. Aveva 43 anni, mia madre 40, Cristina, mia sorella 12 e io 6. Circa 40 giorni dopo esplose l’ordigno che devastò la stazione di Bologna il 2 agosto 80: 85 morti, oltre 200 feriti. I processi per la strage accertarono le responsabilità materiali di Fioravanti, Mambro e Ciavardini, lo stesso gruppo che eseguì l’omicidio Amato.
Nel 2025 è stato condannato per la strage Gilberto Cavallini e, ancora, nel processo mandanti anche Paolo Bellini, appartenente all’avanguardia nazionale, implicato successivamente nelle stragi continentali degli anni 90. I mandanti per Bologna sono Licio Gelli P2, Federico Umberto D’Amato Ufficio Affari Riservati, Mario Tedeschi, deputato dell’MSI, direttore del quotidiano Il Borghese e Umberto Ortolani, inserito nel Banco Ambrosiano da cui sono stati distratti 5 milioni di dollari del tempo proprio per finanziare la strage.
Il 10 luglio del 76, esattamente 50 anni fa, fu ucciso a Roma Vittorio Occorsio, anche lui sostituto procuratore: esecutore materiale il terrorista fascista Pierluigi Concutelli, capo militare di Ordine Nuovo, organizzazione terrorista dichiarata illegale e disciolta dal Ministero degli Interni nel 73 proprio grazie al lavoro di Occorsio.
L’esecuzione appariva una vendetta, ma Occorsio, con le sue indagini in realtà era andato molto avanti fino a toccare movimenti milionari di proventi illeciti della criminalità organizzata che andavano a finanziare la sede dell’OPAM, estensione internazionale della massoneria piduista.
Pochi giorni prima di essere ucciso, Occorsio procedeva ad interrogare proprio Licio Gelli. Dopo la tragica fine di Occorsio, nel 77, Mario Amato si trova da solo ad indagare, anche lui, sui terroristi neofascisti e comprende che Ordine Nuovo e Avanguardia Nazionale si stanno riorganizzando usando nuove sigle, tra cui anche quelle dei NAR e di terza posizione. Comprende i legami tra ordine nuovo e avanguardia nazionale, non solo a livello militare, ma anche soprattutto a livello societario, società economiche che portano agli ambienti piduisti. Anche lui come Occorsio sale di livello. Nel febbraio dell’80 viene ucciso dalle Brigate Rosse Vittorio Bachelet, vicepresidente del CSM. Verrà sostituito da Ugo Zilletti, uomo della P2 fidatissimo di Licio Gelli. Nel marzo e nello stesso giugno dell’80, pochi giorni prima di essere ucciso, Mario Amato terrà due audizioni proprio davanti a quel CSM ormai conquistato dalla P2, descrivendo e rivelando le sue delicatissime indagini sulle strategie terroristiche dei neofascisti.
Tra le tante rivelazioni sugli approdi investigativi è emblematica questa frase: “Sto arrivando alla visione di una verità d’assieme coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori materiali degli atti criminosi.”
L’eredità di mio padre, l’uomo dello Stato fedele alla Costituzione, la visione di una verità d’assieme mi ha portato qui oggi unito ai componenti del coordinamento nazionale Associazione Familiari di Vittime di stragi e attentati, consapevole che le nostre tragiche storie appartengono alla storia di tutti gli Italiani, la storia della nostra Repubblica. Non ho mai creduto allo spontaneismo dei terroristi stragisti neofascisti, come non ho mai creduto allo spontaneismo dei mafiosi stragisti. Abbiamo prove dagli anni 60 ad oggi delle relazioni tra neofascisti Cosa Nostra, ‘ndrangheta, massoneria deviata e uomini dello Stato infedeli alla Costituzione. Cosa sono stati i nuclei di difesa dello Stato e cosa è stata la falange armata? Perché i corleonesi di Riina fanno esplodere il Rapido 904 nel 1984 in perfetta continuità con la strategia denominata Terrore sui treni eseguita negli anni precedenti dai neofascisti? Le vicende di Occorsio e Amato sono paragonabili a quelle di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori materiali. Tra gli esecutori e i mandanti ci sono i depistatori infedeli allo Stato e alla Costituzione, fedeli piuttosto alla controcostituzione, il piano di nascita democratica, il piduismo mai sconfitto e lasciato libero di proliferale. Menti raffinatissime capaci di ordire trame che prevedono di massacrare Italiani innocenti e inermi.
Una nazione nelle loro mani vuol dire sacrificio di vite umane, altro che sicurezza, altro che patrioti.
L’amore non esiste senza verità, così come la giustizia non esiste senza verità. L’amore di Salvatore che chiede verità e giustizia per suo fratello Paolo Borsellino. L’amore di Giuliana, mia madre, per suo marito Mario che ci ha illuminato il cammino. Mai odio e vendetta, sia verità e giustizia. L’amore di Irma Chiazzese per per Santi Mattarella, l’amore di Paolo per sua mamma Mirella, quello di Vincenzo che non c’è più per Nino e Ida, quello di Stefano per Umberto, quello di Brizio per Antonio. Sono tanti, sono troppi, stringiamoci tutti insieme.

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