In questi anni, come giovani, più volte abbiamo contestato una memoria che è diventata liturgica, vuota, mero esercizio di retorica. Questo luogo, invece, di anno in anno, di generazione in generazione è stato preservato dall’ipocrisia. Nel ringraziare Salvatore Borsellino, le Agende Rosse, Our Voice e chi ci ha dato la possibilità di parlare su questo palco come Collettivo Giovanile Attivamente ribadiamo l’impegno a ricercare la verità e a difenderla dalle mistificazioni e dai depistaggi che chiamano in causa i vertici delle istituzioni e si trascinano fino ad oggi, fino a Palazzo San Macuto, che vengono perseguiti in procure della Repubblica che scelgono di non indagare, che ergono a oracoli personaggi oscuri.
Ma la vera domanda che dovremmo avere il coraggio di porci oggi è perché dopo 34 anni siamo ancora qui. La risposta non è soltanto perché è esplosa una bomba. Siamo ancora qui perché quella bomba non ha colpito soltanto cinque uomini e una donna che avevano scelto di servire lo Stato, ma ha tradito la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e ha aperto un abisso, l’ennesimo nella nostra democrazia che non sarà mai davvero tale fino a quando l’ultima ombra non verrà dipanata.
Traditori, vanno chiamati col loro nome, quelli che in questi 34 anni hanno scelto di battersi la mano sul petto piangendo lacrime di coccodrillo per Paolo Borsellino, mentre qualche ora prima stringevano accordi indicibili coi mafiosi e con i loro terminali istituzionali.
Nelle scuole troppo poco si parla delle verità taciute, ma soprattutto di quelle scomode emerse in anni e anni di processi, di studi, di lotte ricostruite grazie all’impegno dei familiari e delle vittime a cui questo paese deve rendere grazie in eterno.
Se non si parla della complicità e delle trame oscure che hanno segnato la storia d’Italia, mai e poi mai si potrà comprendere il presente e qualcuno, inconsapevolmente, o forse no, potrà dire che la pista nera è depistaggio rosso.
Noi giovani siamo consapevoli della grande responsabilità affidata alla nostra generazione che dovrà fare quello che non è riuscito ai nostri padri, alle nostre madri, ai nostri nonni e alle nostre nonne, ovvero arrivare alla verità.
Come sappiamo tutti a Palermo è nato il presidio sociale antimafia. Allora, rivolgiamo un appello a tutti. Partecipiamo, lottiamo per Paolo Borsellino, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Fabio Vincenzo (Fabio) Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina, per loro continuiamo a resistere.
Grazie.


Comments are closed.