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Come una nuova generazione combatte bullismo e mafia in Italia

di Christina Pacella – 21 dicembre 2015

Il 13 luglio 2013, nel corso di un intervento davanti alle Nazioni Unite, il Premio Nobel Malala Yousafzai disse: ” Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo “.

La scorsa settimana, quando a Pesaro ho incontrato un gruppo di studenti della prima e della seconda media per parlare della mia esperienza con il bullismo e nel mondo dell’antimafia, le parole di Malala hanno preso forma. Lungo il viaggio di ritorno verso casa ho pensato: “Noi adulti abbiamo bisogno di trascorrere più tempo insieme ai giovani, perché sono loro i veri insegnanti”. Sono spontanei, curiosi, solidali e pronti ad agire per il bene collettivo. Qualità innate che perdiamo lungo il cammino per diventare adulti. I ragazzi ci rammentano le nostre speranze, ci ricordano i sogni che abbiamo il coraggio di visualizzare, quelli per cui siamo disposti a lottare, prima che i pregiudizi e le aspettative della società arrivano ad inquinare i nostri comportamenti, prima che la parola ” diverso ” diventi qualcosa di cui vergognarsi.

Ogni volta che ho l’occasione per stare tra i giovani riprendo vita. Condividiamo storie, idee. Troviamo soluzioni. Ci sono momenti di allegria ma anche di tristezza. Ognuno di questi conduce alla riflessione.

Spiegare la mafia ad una generazione dopo l’altra è diventato un tragico rituale in questo Paese. Nel momento in cui i giovani prendono coscienza delle similitudini che legano la mentalità del bullismo a quella mafiosa, nella stanza scende il silenzio. Aiutare i giovani a capire come ognuno di noi può fare la differenza, come tutti noi possiamo contribuire a sconfiggere il lato omertoso dell’umanità è una sfida. Dall’altro lato invece, è incoraggiante osservare l’entusiasmo crescere in loro. Leggere i pensieri e le riflessioni che scrivono è motivo di speranza. Ogni elaborato è un dono unico nel suo genere. Alcuni sono frasi scarabocchiate sopra fogli di carta strappati, rimediati all’ultimo momento, altri sono stati preparati dopo un attento lavoro svolto in classe. Altri ancora sono disegni accompagnati da singole parole che esprimono concetti assai grandi. Insieme formano un crogiolo di personalità` che trasmette un messaggio intercambiabile di ottimismo.

Per questo post ho scelto di tradurre una lettera che ho ricevuto mercoledì scorso dall’ italiano all’inglese. Mi è stata donata da una studentessa di prima media. Spero vi faccia piacere leggerla, come è stato per me!

Christina Pacella

La Mafia

“Mi ricordo che la prima volta che sentii parlare di mafia fu quando avevo circa sei anni. La sentii al telegiornale. Chiesi subito spiegazioni e la risposta fu: ” Sono quelli che ti fermano e ti sparano “.

Io ero terrorizzata; se ci avessero davvero sparato? Ma quelle erano solo le mie fantasie.

Oggi, dopo numerosi discorsi, approfondimenti e chiarimenti credo di avere le idee chiare sul significato della parola “mafia” e tutto ciò` che rappresenta.

La mafia è una associazione criminale che prende potere ogni volta che non solo decidi di non dire niente quando i mafiosi ti minacciano, ma anche quando vedendo queste cose, decidi di piegare la testa e di non rivelare nulla per paura di una vendetta da parte della mafia.

E` un po’ come quando a scuola, un bullo ruba sempre la merenda ad un suo compagno più debole e quest’ultimo decide di tacere come tutti quelli che assistono alla scena per paura di una ritorsione del bullo.

La mafia è questo.

Ci sono uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che hanno dato la propria vita per combattere la criminalità organizzata. Ma, ” la mafia arriva dappertutto”, era quello che era stato scritto su di un biglietto lasciato sulla sedia del Giudice Falcone.

Forse i mafiosi hanno ragione, forse la mafia può arrivare veramente dove vuole, ma: ” Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo. ” Questa è una delle famosissime frasi del Giudice Borsellino, che abbiamo potuto leggere in classe nel libro ” Il Sogno di Paolo “.

Ho scoperto che i mafiosi arrestati possono scegliere di collaborare con la giustizia, così come i cittadini che subiscono ingiustizie. Poi però, devono essere inseriti in un programma di protezione, per essere al sicuro dalle vendette della mafia.

Si deve essere molto coraggiosi per riuscire a denunciare le estorsioni dei mafiosi. Credo che molti non reagiscono per paura, perché come ci ha detto il nostro professore: ” Non è semplice se si ha una famiglia da proteggere”.

Io credo che se ci impegniamo a combattere la mafia, soprattutto nelle scuole, arriverà un futuro senza minacce e paura . Così da poter fare finalmente una vita serena e tranquilla. “

Letter From A Sixth Grade Student: How A New Generation Is Fighting Bullying And Mafia In Italy

On July 13th 2013, during a speech at the United Nations, Nobel Prize laureate Malala Yousafzai said: ” One child, one teacher, one book and one pen can change the world ” .

Last week, when I met with grade six and seven students in Pesaro ( Italy ) to talk about my experience with bullying and in antimafia, Malala’s words echoed in my mind. As I was driving home, later that morning, I thought: ” Adults should spend more time with children. They, are the real teachers”. Spontaneity, curiosity, solidarity and action. We outgrow childhood and loose sight of ourselves. Children remind us of our hopes, of the visions we are brave enough to believe in and fight for when we are young, before our behavior is contaminated by society’s judgements and expectations, before the word ” different ” becomes something to be ashamed of.

Every time I have the opportunity to be with students I come alive. We share stories, ideas. We come up with solutions to problems. There are moments of laughter and moments of sadness. They are all cause for reflection.

Explaining mafia to one generation after another has become a tragic ritual in this country. The atmosphere in a room goes from being lighthearted to intense the moment children realize how tightly linked the mindset between bullying and organized crime is. Helping them understand how each and every one us can make a difference by speaking up, by refusing to be silent bystanders is a challenge. By the same token it is inspiring to observe growing enthusiasm in kids. It is encouraging to read their thoughts at the end of the day. Every one of them is a unique gift. Some are scribbled on a torn piece of paper, others are written neatly. Some are drawings with a few words jotted here and there. They are expressions of a melting pot of personalities conveying an interchangeable message of optimism.

For this post I have chosen to translate one of the letters I received last wednesday from Italian to English. It is from a grade six student. I hope you enjoy reading it as much as I did!

Christina Pacella


The Mafia

” I remember the first time I heard the word ” mafia “. I was about six years old. I heard it on the news and I immediately asked for explanations. The answer I received was: ” It’s those people who stop you and shoot “. I was terrified. If they really did come to shoot us? But those were the thoughts of a silly six year old.

Today, after having read and discussed mafia, I think I have a pretty good idea about the meaning of this word and what it represents. Mafia is a criminal organization that gains power every time we decide to remain silent in front of a threat or, when we witness crimes done to others and keep quiet because we are afraid mafiosi might take revenge on us.

It’s a lot like what happens at school when bullies do things like steal someone’s lunch and threaten to beat them up if they tell an adult. The victim doesn’t say anything because he’s too scared and, students who witness the injustice don’t say anything because they are afraid of the bullies as well.

This is mafia.

In Italy there were men like Giovanni Falcone and Paolo Borsellino who gave their lives to fight organized crime. But ” Mafia can reach you everywhere”. These words were once written on a note left on Judge Falcone’s chair, in his office. Perhaps those mafiosi were right. Maybe the reach of organized crime is unstoppable however: ” If young people deny their consent, even the mysterious and almighty mafia will vanish like a nightmare ” . This is one of Judge Borsellino’s most famous quotes. We read it at school, in the book ” Paolo’s Dream ” .

I learned that when mafia men are arrested they can choose to cooperate with the law. Normal citizens can do this as well if they are being threatened. However, those who decide to join forces with magistrates and police have to be placed in special protection programs in order to be safe from the vendetta’s of organized crime.

It takes a lot of courage to report crimes such as extortion. I think most people are afraid. Like our teacher said: ” It’s not easy if you have a family to protect “.

If we all do our part to fight mafia, especially in school, things will get better for everyone and we will finally be able to live without fear. “

Fonte: http://www.huffingtonpost.com/christina-pacella/letter-from-a-sixth-grade_b_8854434.html

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