Dalla Rassegna Stampa di oggi : Il Pg della Cassazione. “Annullate ordinanza contro scarcerazione Contrada. Il procuratore Generale Tindari Baglione chiede che venga disposta una nuova ordinanza del tribunale di sorveglianza di Napoli”
Bruno Contrada deve avere molti amici, o almeno deve essere in grado di ricattare molte persone.
Non sarebbe altrimenti spiegabile questa insistenza, proveniente dalle parti a prima vista più insospettabili, nel cercare di tirarlo fuori dalla galera nella quale ha scontato finora solo una minima parte della pena a cui e’ stato condannato per favoreggiamento aggravato dell’associazione mafiosa.
Condanna definitiva che e’ arrivata dopo più gradi di giudizio e per le testimonianze concordi non, come tenta di far credere, solo di alcuni pentiti, ma anche di magistrati, di colleghi, di parenti di vittime della mafia il cui assassinio potrebbe in qualche maniera essere stato favorito dal suo tradimento nei confronti dello Stato , e di persone comuni che hanno testimoniato di “consigli” da lui direttamente ricevuti.
Forse prima di pensare a tirarlo fuori dalla galera per le sue condizioni di salute, alle quali ha sicuramente contribuito uno sciopero della fame attuato allo scopo di impressionare l’opinione pubblica, sarebbe meglio che fossero approfondite le indagini relative alle telefonate partite negli 80 secondi attorno alla strage di Via D’Amelio da un centro del SISDE, di cui Bruno Contrada era all’epoca il numero 3, situato sul Castello Utveggio dal quale Via D’Amelio era perfettamente visibile e dal quale potrebbe essere addirittura essere stato azionato il timer che provocò l’esplosione del carico di tritolo e l’assassinio di Paolo e di cinque componenti della sua scorta.
Forse prima di pensare a tirarlo fuori dalla galera per le sue condizioni di salute, alle quali ha sicuramente contribuito uno sciopero della fame attuato allo scopo di impressionare l’opinione pubblica, sarebbe meglio che fossero approfondite le indagini relative alle telefonate partite negli 80 secondi attorno alla strage di Via D’Amelio da un centro del SISDE, di cui Bruno Contrada era all’epoca il numero 3, situato sul Castello Utveggio dal quale Via D’Amelio era perfettamente visibile e dal quale potrebbe essere addirittura essere stato azionato il timer che provocò l’esplosione del carico di tritolo e l’assassinio di Paolo e di cinque componenti della sua scorta.
Forse sarebbe meglio che giungessero prima a conclusione le indagini sulla sottrazione dell’agenda rossa di Paolo dalla macchina ancora in fiamme e che si venisse a conoscenza della persona o delle persone alle quali l’allora Capitano dei Carabinieri Arcangioli la consegnò dopo averla prelevata dalla borsa di cuoio di Paolo.
Forse a conclusione di queste indagini il carico di accuse per questo traditore dello Stato potrebbe diventare molto, molto più grave.
Sabato 1 Marzo Bruno Contrada ha pubblicato un post sul suo blog dove riporta un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Caltanissetta il 27 Marzo del 2007 nel quale, come dice testualmente “lamentavo come nei miei confronti un’occulta regia aveva cercato di presentarmi quale responsabile o corresponsabile, o comunque coinvolto nelle stragi”
Ritengo che se un’oculata regia non avesse provveduto, insieme alla strage di Via D’Amelio, anche alla sottrazione dell’agenda rossa e al suo probabile deposito in luogo sicuro perchè potesse servire per quei ricatti che possono spiegare tutti questi reiterati tentativi per sottrarre un condannato per favoreggiamento aggravato dell mafia alla pena alla quale è stato giustamente condannato, oggi quell’esposto potrebbe essere confutato punto per punto in base alle stesse annotazioni di Paolo Borsellino.
Forse a conclusione di queste indagini il carico di accuse per questo traditore dello Stato potrebbe diventare molto, molto più grave.
Sabato 1 Marzo Bruno Contrada ha pubblicato un post sul suo blog dove riporta un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Caltanissetta il 27 Marzo del 2007 nel quale, come dice testualmente “lamentavo come nei miei confronti un’occulta regia aveva cercato di presentarmi quale responsabile o corresponsabile, o comunque coinvolto nelle stragi”
Ritengo che se un’oculata regia non avesse provveduto, insieme alla strage di Via D’Amelio, anche alla sottrazione dell’agenda rossa e al suo probabile deposito in luogo sicuro perchè potesse servire per quei ricatti che possono spiegare tutti questi reiterati tentativi per sottrarre un condannato per favoreggiamento aggravato dell mafia alla pena alla quale è stato giustamente condannato, oggi quell’esposto potrebbe essere confutato punto per punto in base alle stesse annotazioni di Paolo Borsellino.

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