E’ un momento che non mi piace. C’è silenzio, molto silenzio a Palermo. Ho la sensazione di vedere una città in sonno che tenta di ammucciare (nascondere) un qualcosa che allo stato mi sfugge: non riesco ancora a comprendere. E’ chiaro che non mi riferisco ai palermitani ma a quegli architetti dell’equilibrismo di potere, che girando a tutto regime tentano di propinarci un eden senza Cosa nostra, che a parer mio non vedo. Innanzitutto, e lo dico con estrema chiarezza, non conosco il numero degli addetti alla Catturandi della Mobile di Palermo e quindi la mia presa di posizione non è riconducibile alla forza, ma bensì all’idea di ridurla o addirittura chiuderla per mancanza di materie prime, ovvero in gergo malavitoso “latini” e in italiano latitanti. La giustificazione per siffatta decisione, appare alquanto risibile. Vorrei rimarcare che già negli anni 80, ci siamo trovati con un problema simile, ossia che la dirigenza di allora ridusse inopinatamente o dolosamente la sezione antimafia, con la scusante che le rapine erano un allarme sociale. Leggendo ora quella decisione, fa accapponare la pelle, perchè è vero che Palermo era subissata di rapine, ma è altrettanto vero che i corleonesi di Salvatore Riina, contestualmente, davano inizio alla mattanza. Ecco! A me fa molta rabbia, perchè non dobbiamo mai trarre insegnamenti dal passato? Perché gli equilibrismi dei “Palazzi” devono giocoforza prevalere sul bene comune e cioè gli interessi della collettività? Io trovo molta similitudine tra la decisione degli anni 80 e quella di oggi, ovvero voler chiudere o ridurre la Catturandi: ahimè è un parallelismo inquietante. E sono particolarmente turbato dall’assordante silenzio degli altri sindacati di Polizia. Ma ora, non è più il vecchio investigatore della Mobile palermitana che parla, ma il sindacalista che ha permesso agli attuali sindacati di esistere. Orbene, se nella metà degli anni settanta, un gruppo di “amici” poliziotti non avessero formato un movimento (segreto) per la smilitarizzazione della Pubblica Sicurezza, oggi non avremmo un sindacato di Polizia. Per inciso uno di quegli amici ero io. E, lo dico con orgoglio, parte della scrittura dell’editata Legge 121 è stata “consigliata” da me. Oggi, notare che su tematiche riguardanti Cosa nostra, ossia coloro che hanno massacrato decine di carabinieri, poliziotti, magistrati e inermi cittadini, non c’è unità d’intenti dei sindacati di Polizia, mi fa male, molto male. Quindi, per impedire che un analogo errore simile agli anni 80 venga compiuto, firma anche tu la petizione allegata. Non consentiamo che la Piovra si espanda: la Catturandi può impedirlo.
Pippo Giordano
http://www.activism.com/it_IT/petizione/salviamo-la-catturandi-di-palermo/40935#signnow

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